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Al Direttore | 10 giugno 2020, 16:10

Legge sull'omofobia, il nostro lettore Alessandro Moirano esprime le sue considerazioni sul recente dibattito

Ci scrive anche rivolgendosi ad Antei e Testa, presidente onorario e presidente di MIA Arcigay Imperia: "Stima-sottolinea-per la forza con cui lottate, ma gioverebbe davvero la norma?"

Legge sull'omofobia, il nostro lettore Alessandro Moirano esprime le sue considerazioni sul recente dibattito

Il nostro lettore Alessandro Moirano ci scrive per esternare il proprio pensiero rivolgendo una riflessione legata alla legge contro l'omofobia, la bifobia e transfobia, che in questi giorni ha animato anche il dibattito nella nostra provincia e rivolge il suo pensiero anche a Marco Antei e Gianfranco Testa, rispettivamente presidente onorario e presidente di MIA Arcigay Imperia.

"Premetto che ho diversi amici omosessuali - scrive Moirano - uno dei quali sta dando tra l'altro una grandissima prova contro una sfida molto difficile e al quale va tutto il mio sostegno. Vorrei esprimere, signori Antei e Testa, la mia personale stima per la medesima forza con cui lottate per qualcosa in cui credete, fatto più unico che raro in una società oramai appiattita. Tuttavia, non me ne vogliate vi prego, ritengo che sarebbe doveroso non rivolgersi ad un Vescovo dando del 'tu'. Per il solo rispetto della carica, oltre che di una persona che non si conosce personalmente, ritengo sia doveroso dare del 'lei'. Immaginiamo ad esempio il Vescovo stesso, qualora l'ultimo dei suoi seminaristi, un ragazzo al quale il Vescovo ovviamente avrebbe sempre dato del 'tu', un domani diventasse Papa, ecco che il Vescovo stesso passerebbe a chiamarlo 'Santo Padre', 'Santità' dandogli del lei o del voi. Comprendo le ragioni che possano avervi spinto d'impeto ad usare sul momento un tono più colloquiale e confidenziale, ma ritenevo doveroso premetterlo. Vorrei pregarvi, inoltre, di non ritenere l'articolo del Vescovo come un attacco, bensì come un doveroso intervento di un uomo di Chiesa, che, davanti a Dio, sarebbe incorso in colpa grave se lo avesse omesso. Ognuno di noi ha un percorso nella propria vita, che comprende un intimo dialogo con Dio.Beninteso, non sto giudicando, ne difendendo, ne attaccando la vostra posizione. Non mi permetterei di farlo perchè sarei come colui che magari vede la pagliuzza nell'occhio del vicino e non vede la trave nel proprio".

"Ma in riferimento alla legge contro l'omofobia, la bifobia, la transfobia, da giurista, ritengo che il nostro ordinamento sia sufficientemente completo per quanto riguarda la tutela di ogni persona, non solo nella sua integrità fisica, ma anche nella sua dignità. Il nostro ordinamento lo ritengo completo anche per quanto riguarda la libertà di pensiero, di opinione, di manifestazione ecc. Questa mia opinione mi porta quindi a pensare che l'approvazione di una legge ad hoc relativa alla tematica di cui sopra, sarebbe alquanto deleteria sia per la società sia per le stesse persone Lgbt. Mi spiego meglio. I miei amici che ho citato all'inizio di questo mio intervento mi hanno sempre confidato di avere cercato negli altri soprattutto comprensione e di avere sempre desiderato di poter essere considerati 'UGUALI' agli altri. 'UGUALI'. Che bel desiderio. Essere uguali, non superiori ne inferiori al prossimo. Sono sicuro, signori Antei e Testa, che condividete anche voi questo mio pensiero e quello dei miei amici. Orbene, partendo da questo punto bisogna chiedersi: gioverebbe davvero una legge siffatta? Porterebbe davvero dei benefici a livello personale e sociale? Ritengo di no ed ecco il motivo. Come abbiamo detto l'ordinamento giuridico tutela già tutte le persone, senza distinzione alcuna. Esistono già strumenti normativi per difendere tutti noi. L'approvazione di una legge speciale a tutela di una singola categoria di persone altererebbe quell'equilibrio, quell'uguaglianza che tutti noi in cuor nostro desideriamo. Le persone LGBT, con l'approvazione di una legge simile, sarebbero come traslate dall'insieme delle persone che compongono la nostra società e poste su una sorta di binario separato, parallelo, ma terribilmente disgiunto. Non so se rendo l'idea, ma verrebbe creata a livello normativo una sorta di categoria 'diversa' che proseguirebbe su un cammino separato da quello delle persone eterosessuali".

"La legge, quindi, considererebbe 'diverse' le persone LGBT! Sarebbe discriminatoria essa stessa! Sono sicuro che anche voi ritenete, come me, assolutamente sbagliato ed ingiusto tutto questo. Dove finirebbe ciò che davvero stiamo cercando? L'unione, l'uguaglianza, l'integrazione, la libertà stessa? La mia paura è che si creerebbe anzi una frattura non solo a livello giuridico, ma perfino a livello sociale, cosa che aumenterebbe anzichè diminuire la discriminazione. Si separerebbero due strade che invece dovrebbero essere una sola, una unica, come unica è la società in cui siamo chiamati tutti a convivere. La mia paura è che, come già avvenuto in passato, ci sia ora, a livello politico, una attenzione mirata a questa tematica non mossa da particolare sensibilità, condivisione, voglia di migliorare la nostra società, ma solo per disperata caccia di consensi. Sono sicuro che condividerete con me che accorgersi successivamente di vedere strumentalizzata una condizione, una situazione per cui non tanto si lotta, ma che si vive ogni giorno sia qualcosa di terribile. Avete portato, invero, l'attenzione su di una tematica più specifica che troppo spesso viene sottovalutata: il lavoro. Ecco, in questo campo ritengo che l'ordinamento giuridico sia incompleto. L'Italia è terribilmente indietro rispetto alle altre realtà nazionali, soprattutto nel campo della discriminazione lavorativa. Bisogna ancora lavorare tantissimo per fermare i fenomeni del mobbing, del bossing, dello straining, che possono avere ripercussioni terribili sull'individuo. Questi fenomeni ledono la dignità della persona e il suo diritto a lavorare, protetto dalla costituzione. A prescindere dalle proprie opinioni, condizioni ecc tale diritto va tutelato per chiunque".

"È però altrettanto vero che non tutti possiamo svolgere determinate mansioni o effettuare la nostra attività lavorativa presso determinate aziende. Mi spiego meglio: se fossimo titolari di una panetteria e un nostro panettiere avesse scarsissime abitudini igieniche e, nonostante diversi moniti, continuasse a impastare il pane senza lavarsi le mani sporche da giorni, saremmo costretti a non permettergli più di svolgere tale mansione, sia per l'immagine della nostra panetteria, sia per la salute dei nostri clienti. Allo stesso modo, se fossimo titolari di una impresa di macellazione difficilmente potremmo trovare conciliante una posizione lavorativa all'interno della nostra impresa di un addetto vendite magari vegano che quotidianamente manifesta contro il commercio della carne. Bisogna considerare sempre la tutela dell'immagine di una azienda. Così come ci sdegneremmo di un poliziotto delinquente o di un giudice pluripregiudicato, non riterremmo credibili determinati contesti lavorativi e anzi, noi stessi, per coerenza, non ne vorremmo fare parte".

Redazione

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