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Cronaca | 11 giugno 2020, 18:20

Nuova richiesta di domiciliari per l'imprenditore Carlo Carpi sempre rinchiuso nel carcere di Marassi a Genova

“Sono venuti a cadere – evidenzia l’avvocato Marco Mensi - i presupposti in base ai quali l' Autorità Giudiziaria ha sempre negato la detenzione domiciliare al mio assistito".

Nuova richiesta di domiciliari per l'imprenditore Carlo Carpi sempre rinchiuso nel carcere di Marassi a Genova

Lunedì scorso è stata presentata, al Magistrato di Sorveglianza di Genova, una nuova richiesta di domiciliari per Carlo Carpi, imprenditore ed ex candidato a Sindaco a Sanremo ed Imperia.

“Sono venuti a cadere – evidenzia l’avvocato Marco Mensi - i presupposti in base ai quali l' Autorità Giudiziaria ha sempre negato la detenzione domiciliare al mio assistito, recentemente infatti il Tribunale di Sorveglianza di Genova (il 3 scorso) ha annullato il decreto del Magistrato di Sorveglianza che disponeva la proroga della cd. ‘censura della posta’ nei confronti del Carpi, poiché emesso in violazione di legge e quindi illegittimo. Carpi era stato infatti colpito dalla censura della posta durante lo scorso autunno con un provvedimento in scadenza il 12 marzo, che è stato prorogato dal Magistrato in assenza dei requisiti di legge, ovvero d'ufficio e cioè in mancanza di una richiesta espressa da parte del Pubblico Ministero o del Direttore della Casa Circondariale come espressamente previsto”.

“Oggi Carpi è libero di comunicare con chiunque – prosegue il legale - e che, per quasi tre mesi (dal 12 Marzo al 3 Giugno), è stato limitato nei suoi diritti da un provvedimento illegittimo. In secondo luogo è venuto altresì meno il secondo motivo che induceva i magistrati a negare al mio assistito le misure alternative alla detenzione, ovvero il fatto che Carlo fosse affetto da una patologia psichiatrica che doveva essere curata presso il Centro di Salute Mentale, poiché in caso contrario avrebbe potuto reiterare i reati per cui è stato condannato. La diagnosi è stata  infatti resa dallo psicologo penitenziario ma poi smentita proprio da coloro che avrebbero dovuto prendere in cura il Carpi, ovvero il direttore della ASL 3 di Genova Dott. Marco Vaggi e dal Dott. Gianfranco Nuvoli, responsabile della equipe psichiatrica in servizio presso il Carcere di Marassi. Il Dott. Nuvoli ha infatti escluso tassativamente che il mio assistito sia affetto da problemi psichiatrici rifiutando la sua presa in carico da parte del CSM poiché non necessiterebbe di alcuna cura, in quanto soggetto perfettamente sano”.

“Mi auguro – termina l’avvocato Mensi - che il Carpi possa terminare di scontare la sua pena in detenzione domiciliare, anche alla luce della grave pandemia che purtroppo è ancora in corso ed a causa delle quale il pericolo di contagio all' interno delle carceri è sempre alto”.

Redazione

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