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Attualità | 02 luglio 2020, 17:12

Immigrazione a Ventimiglia e bivacchi: a settembre un nuovo incontro con il Ministero dell'Interno, Scullino "Speriamo in una soluzione radicale"

I rappresentanti delle istituzioni sono intervenuti al termine del confronto avvenuto oggi pomeriggio in Prefettura ad Imperia.

Immigrazione a Ventimiglia e bivacchi: a settembre un nuovo incontro con il Ministero dell'Interno, Scullino "Speriamo in una soluzione radicale"

“Speriamo che si arrivi ad una soluzione radicale del nostro problema”. Questo l’ultimo pensiero del sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino al termine del confronto in Prefettura sulla questione immigrazione nella città di confine. Ultimo atto della visita odierna della delegazione del Ministero dell’Interno che questa mattina con il prefetto Michele Di Bari, Capo Dipartimento delle Libertà Civili e dell’Immigrazione, ha effettuato un sopralluogo insieme alle autorità locali, all’interno del Centro Migranti, ‘Campo Roja’.

La struttura oggi accoglie una quarantina di ospiti ma di fatto è chiusa e non offre più la funzione per cui era nata. Oggi non si è discusso tanto del futuro del Centro quanto di stabilire nuovi modelli per la gestione dei flussi migratori. “Il centro è chiuso e non ha la funzione di dare una accoglienza a tutte le persone che purtroppo 200 300 che girano per Ventimiglia. - spiega il sindaco di Ventimiglia - Abbiamo parlato di quale sarà il futuro di quel centro di transito che si transito non è stato. Noi come città di Ventimiglia non possiamo farci carico di queste persone, sia dei respingimenti dalla Francia, 40  o 50 tutte le mattine, sia degli altri arrivi. Il centro è chiuso, quindi queste persone, girano sulle spiagge, nel fiume, nella stazione ferroviaria o sui binari. Questo sistema deve finire.  Bisogna mettersi il cuore in pace e prendere a cuore la situazione di Ventimiglia perchè i ventimigliesi sono trent’anni che convivono con questa situazione ormai inaccettabile”.

Sull’incontro pomeridiano in Prefettura, il prefetto Michele Di Bari ha dichiarato: “Mi preme ringraziare le istituzioni che ci hanno accolto perchè il centro è tenuto bene. Qui, abbiamo fatto sintesi delle posizioni comuni. C’è la volontà di coniugare una accoglienza transitoria, molto provvisoria, dovuta anche alla posizione geografica di Ventimiglia, una città di confine. Il Parco Roja, in queste settimane ha subito un continuo alleggerimento e dovrà essere coniugato con le responsabilità che il prefetto di Imperia ha in materia sanitaria. Questo è il primo step. Secondo, c’è la necessità di coniugare la presenza di migranti nella città di Ventimiglia e soluzione da fornire quanto prima per evitare bivacchi che da anni questa città è spettatrice”.

“C’è una municipalità che ho trovato molto attenta nella soluzione di questi problemi e qual è la prospettiva che vogliamo avere? Una prospettiva semplice ma che dovrà essere sintetizzata in un documento che le parti istituzionali presenti si sono incaricate di presentare quanto prima. - prosegue il Prefetto - L’obiettivo è di individuare non tanto una struttura ma un modulo flessibile di transitorietà per evitare bivacchi a Ventimiglia. Tutto ciò  non riguarda soltanto la permanenza dei migranti a Ventimiglia quanto i controlli che sono stati incrementati da settimane e resi efficienti attraverso un modulo che vede tutte e tre le forze di polizia con la polizia di frontiera  e polizia ferroviaria, tentare di dare una soluzione e sta anche dando ottimi risultati e l’attività amministrativa che sta facendo la prefettura di Imperia”.

I prossimi passi prevedono la stesura di un documento di intenti da parte delle istituzioni oggi coinvolte. “A fine settembre ci rivedremo di nuovo per fare il punto della situazione. Nel frattempo speriamo che la situazione Covid vada ad affievolirsi dando la possibilità di alleggerire ulteriormente la struttura del Parco Roja. - sottolinea il Prefetto Di Bari - Di modo che man mano queste situazioni vanno ad esaurirsi metteremo in campo soluzioni alternative che devono necessariamente passare attraverso attività multipla. Nessuno può tirarsi fuori, dalla Prefettura, allo Stato al Dipartimento Libertà Civili, alla Provincia, a Ventimiglia, alla Regione che si è resa disponibile a crea un flusso continuo di persone per evitare bivacchi a Ventimiglia. Lo scopo ultimo è di garantire dignità e diritti di queste persone dopodiché faremo il punto sulla situazione.  Il centro è già chiuso, il fenomeno di affievolimento non è continuato proprio per i motivi noti legati alla situazione sanitaria del Paese”.

Un ulteriore risvolto a margine dell’incontro pomeridiano arriva dalla vicepresidente di Regione Liguria, Sonia Viale che ha dichiarato: “Siamo riusciti ad approfondire alcuni temi. Il Prefetto ha chiesto alla Regione la disponibilità di trovare una struttura sul territorio regionale e io garbatamente e articolando perchè ho detto che in questo momento la Regione non è disponibile a trovare un luogo per affrontare il tema dell’immigrazione perchè sono altre le priorità che dobbiamo affrontare”.

“Il tema di Ventimiglia, legato all’essere una città di frontiera, non può accettare di avere una struttura sul suo territorio di natura definitiva perchè significherebbe accettare a livello nazionale che c’è un problema di immigrazione emergente che deve affrontare solo la città di Ventimiglia. - conclude - Quindi massima disponibilità all’ascolto ma non ad alcune proposte che abbiamo sentito. C’è anche il tema sanitario che appartiene alla mia delega, qualsiasi scelta verrà fatta dovrà essere presa con precise indicazioni e accortezze dal punto di vista sanitario sia per la tutela degli operatori che per le persone che arrivano sia per la comunità di Ventimiglia. Su questo ho avuto massime rassicurazioni”.

Stefano Michero

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