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Al Direttore | 08 luglio 2020, 12:35

Il ricordo dei tempi passati di Diano Marina, una cittadina: "Dov'è finita la 'mia' città?"

Maria Pia sostene che "questo paese ha bisogno ma di buona volontà, di partecipazione, di cultura ma soprattutto dell’amore di chi la governa"

Il ricordo dei tempi passati di Diano Marina, una cittadina: "Dov'è finita la 'mia' città?"

"Sono una Dianese. Nel vero senso della parola: nata a Diano Marina in casa mia ed ho vissuto la Diano Marina dei suoi anni intensi e bellissimi, anni in cui chi del paese si occupava aveva a cuore lo sviluppo ed il benessere di tutti. Diano Marina era la fermata della stazione ferroviaria: alla stazione centrale di Milano, quando l’altoparlante annunciava le stazioni di sosta e io sentivo ‘Diano Marina’ ero orgogliosa di appartenere a questa cittadina. Ho provato a fare online il biglietto ferroviario: Diano Marina non c’è più. Questo mi ha dato un senso di abbandono e di non appartenenza che mi ha infastidito.

Dov’è finita Diano Marina? Ho visto con grande sconforto orribili immagini di un mostro architettonico che vorrebbe essere un ‘Palacongressi’ pericolosamente gettato sul molo delle tartarughe e che farebbe pessima mostra di se. Spero di cuore che il piano fallisca. Diano Marina non ha strutture adeguate per accogliere congressisti! Lo dico con cognizione di causa: sono 40 anni che partecipo a congressi e Diano così com’è non può farcela. Diano Marina va riveduta e corretta, oggi come oggi, nelle sue strutture principali, nella valorizzazione delle sue bellezze iniziando dal restauro delle sue ville e dei suoi palazzi antichi e ricchi di storia, dalla valorizzazione del mare definito (spero per molto tempo ancora) uno dei più belli d’Italia, va incentivata con manifestazioni che le ridiano lo splendore che merita e che con volontà politica e cittadina è possibile far riemergere.

Diano è amata da tanti anche non nativi, ma che si sentono parte del paese e che spesso si sono sentiti dire dalle istituzioni locali ‘Se non siete contenti di come vanno le cose, vendete la casa’. Non è così che si gestisce il sentimento di chi a Diano ha parte del proprio cuore. Non è di ‘Palacongressi’ che questo paese ha bisogno ma di buona volontà, di partecipazione, di cultura ma soprattutto dell’amore di chi la governa. Il coronavirus avrà insegnato qualche cosa? Speriamo…

Con l’amore di sempre verso Diano Marina

M.Pia Dematheis".

Redazione

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