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Cronaca | 25 luglio 2020, 07:21

Imperia, archiviazione Scajola: "Siamo stati pronti a metterci la faccia e il sindaco ha spiegato la correttezza del suo operato"

L'avvocato Busuito commenta favorevolmente l'operato della Procura che ha deciso di non proseguire l'inchiesta sui viaggi con l'auto del comune verso l'aeroporto: "Era doveroso indagare, ma il primo cittadino non aveva nulla da nascondere"

Imperia, archiviazione Scajola: "Siamo stati pronti a metterci la faccia e il sindaco ha spiegato la correttezza del suo operato"

“Prendiamo con favore la notizia della richiesta di archiviazione. Scajola ha scelto di spiegare, scelta difensiva condivisa, e siamo stati pronti a metterci la faccia. Claudio Scajola si è sottoposto all’interrogatorio peraltro senza aver avuto accesso agli atti con la trasparenza di chi sa di poter spiegare tutto e di non aver nulla da nascondere; questa scelta ha ‘pagato’ nel senso che abbiamo convinto i pm della correttezza dell’operato del sindaco ed era la circostanza cui tenevamo maggiormente”. L’avvocato Elisabetta Busuito, difensore del sindaco di Imperia, commenta con soddisfazione alla nostra testata la notizia relativa alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura.

L’anno scorso infatti l’ufficio, guidato da Alberto Lari, aprì un fascicolo iscrivendo nel registro degli indagati sia il primo cittadino che l'autista del comune Gianfranco Vece. I reati contestati erano, a vario titolo, truffa ai danni dello stato e peculato d’uso. Adesso il sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà,ha chiesto al gip di archiviare l'indagine  - ompiuta dalla Guardia di Finanza- che riguardava  i viaggi che il sindaco avrebbe effettuato con l'auto di servizio, usufruendo dei rimborsi del comune, per recarsi agli aeroporti di Torino e Genova, da dove sarebbe poi partito in aereo per andare a Reggio Calabria dove era imputato nel processo 'Breakfast'. L’inchiesta sarebbe partita da un esposto. Ad oggi il mittente è rimasto sconosciuto.

La richiesta di archiviazione, avanzata dal pm, è dovuta al fatto che la Procura non sarebbe riuscita a dimostrare la truffa in quanto il sindaco avrebbe fornito tutte le giustificazioni relative ai viaggi, definite 'robuste' dagli stessi inquirenti. Inoltre, da quanto è emerso, il primo cittadino non avrebbe chiesto il rimborso per tutti gli spostamenti, ma solo per alcuni, e sono emerse testimonianze di persone che avrebbero incontrato Scajola a Roma per fini istituzionali, durante gli spostamenti contestati. Mentre per quanto riguarda la posizione dell'autista, Gianfranco Vece, difeso dal legale Carlo Fossati, l'archiviazione è stata richiesta perché è stato accertato che stesse eseguendo degli ordini di servizio, risultati essere legittimi. 

Scajola nel pieno delle indagini preliminari ha deciso di farsi interrogare senza sapere nulla degli atti contenuti nel fascicolo del pm. Un interrogatorio il suo, “al buio” poiché non aveva a disposizione alcun atto dell’inchiesta. Non sapeva infatti, chi avesse denunciato e soprattutto cosa. Ad oggi la situazione è ancora così poiché, solo all’esito di una eventuale archiviazione da parte del gip imperiese, gli indagati potranno avere accesso a tutti gli atti.  

“Devo riscontrare nuovamente, a suo tempo infatti, altre indagini – prosegue il legale Busuito- erano state aperte dalla Procura di Imperia che doverosamente, sia chiaro, la Procura inizia e fa e delle investigazioni rispetto alle notizie di reato che nei modi più di versi può avere, doveroso è quindi l’approfondimento. Ancora una volta riscontro, però che la Procura di Imperia con molta serenità e con molto senso di giustizia quando si rende conto che l’investigazione non ha motivo di andare avanti avanza richiesta di archiviazione oppure, come accaduto in passato in merito ai due procedimenti che erano approdati alla fase dibattimentale e hanno visto assolvere a pieno titolo il sindaco, fu la stessa Procura a chiedere l’assoluzione al giudice .Ancora una volta riscontro anche questo profilo”. 

Adesso quindi toccherà attendere la decisione del gip imperiese che potrà disporre l’archiviazione, come chiesto dal pm, oppure ordinare nuove indagini. Nel frattempo il collegio dei difensori di Scajola è a lavoro per depositare l’appello relativo alla condanna a due anni di carcere, pena sospesa, inflitta dal Tribunale di Reggio Calabria che ha riconosciuto, all’esito del dibattimento, il primo cittadino colpevole del reato di procurata inosservanza della pena nei confronti dell’ex parlamentare di Forza Italia, Amedeo Matacena. Una volta depositato l’Appello dalla difesa, così come dal pm reggino che ha di fatto visto crollare l’impianto accusatorio per tutte le altre posizioni del dibattimento, verrà fissato il secondo grado e anche in questo contesto la dialettica processuale sarà più accesa che mai.

Angela Panzera

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