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Attualità | 14 agosto 2020, 07:14

Agosto con quasi 'tutto esaurito' anche sulle spiagge della nostra provincia: c'è però l'incognita del dopo

Le perdite stagionali si aggirano intorno al 50% e pesano ovviamente le chiusure di aprile e maggio ma anche gli scarsi arrivi di giugno e luglio

Agosto con quasi 'tutto esaurito' anche sulle spiagge della nostra provincia: c'è però l'incognita del dopo

Come per alberghi e operatori turistici in genere, anche per le spiagge della nostra provincia il mese di agosto sta andando molto bene e consente di recuperare le forti perdite di aprile e maggio, senza dimenticare che giugno e luglio hanno visto buoni affari quasi esclusivamente nei weekend.

“Gli affari stanno andando bene - ci ha confermato Davide Berardi di Confartigianato – soprattutto tenendo conto di come era cominciata la stagione. Ci sono molti turisti ma anche tantissima gente locale, che ha preferito non andare in vacanza, ma trascorrere i giorni di riposo nella nostra zona. L’unico neo è quello che riguarda l’assenza di prenotazioni per settembre. Il timore, infatti, è che si lavori fortissimo in queste tre settimane perché le ferie ce le hanno in pochi dopo quelle ‘forzate’ nel periodo di lock down. Dalla prima settimana di settembre ci sono grossi ‘vuoti’ di prenotazioni”.

La perdita per la stagione 2020 c’è e rimane grossa per il mancato incasso dei primi mesi dell’anno e i ponti saltati tra aprile e maggio. Ma, almeno per il mese di agosto i gestori delle spiagge si dichiarano soddisfatti. “Non abbiamo i numeri dell’anno scorso – ci ha detto Giacomo Mercurio – e non andremo a coprire le spese, ma almeno il morale di questi giorni è buono. Ai ‘Tre Ponti’, a parte questa settimana a cavallo del Ferragosto, dobbiamo guardare all’incognita del dopo. Al momento siamo intorno al 50% di perdita rispetto all’anno scorso e, anche agosto evidenzia un lieve segno meno rispetto al 2019. Ora vedremo se rimarrà la gente per fine agosto e, a quel punto le perdite non saranno eccessive, altrimenti i problemi si acuiranno”.

Carlo Alessi

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