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Cronaca | 14 settembre 2020, 07:14

Imperia, strage con il gas: oggi la Procura chiederà la convalida del fermo per Alberto Grosso

Il 53enne di Villanova d'Albenga è accusato di aver tentato di far esplodere la casa della sorella. Dopo una fuga, durata molte ore, l'uomo si è costituito ai Carabinieri di Pieve di Teco. Gli atti a breve passeranno per competenza a Savona

Alberto Grosso mentre sta per essere condotto in carcere a Imperia

Alberto Grosso mentre sta per essere condotto in carcere a Imperia

È attesa per oggi la richiesta di convalida del fermo al gip da parte del pm di Imperia, Lorenzo Fornace, nei confronti di Alberto Grosso, il 53enne di Villanova d’Albenga che venerdì scorso ha tentato di far esplodere la casa in cui viveva la sorella insieme al marito. L’uomo, che adesso si trova recluso nel carcere cittadino, dopo una fuga durata molte ore si è consegnato sabato mattina all’alba ai Carabinieri di Pieve di Teco. Nei suoi confronti la Procura ha mosso accuse molto gravi: strage, furto e tentato furto di auto, furto in abitazione, detenzione abusiva di armi e porto abusivo di armi nonché il reato relativo alla detenzione di inneschi esplosivi.

Il gip di Imperia, però con ogni probabilità si dichiarerà incompetente e trasmetterà gli atti alla Procura di Savona poiché il reato più grave, quello appunto di strage, è stato commesso a Villanova d’Albenga. Grosso, secondo l’accusa, avrebbe architettato il suo piano in ogni dettaglio. Per far saltare in aria la casa avrebbe piazzato due dispositivi con il timer per l'esplosione. Una tragedia scongiurata dall'intervento tempestivo dei vigili del fuoco. L'abitazione, a pochi passi dalla caserma dell'Arma a Villanova d'Albenga, si trova infatti circondata da altri immobili abitati. Organizzare questo piano criminale non è stato, però facile e, secondo quanto riferito dallo stesso indagato ai Carabinieri, per metterlo in piedi avrebbe preso spunto da un programma televisivo americano che 'insegna' a uccidere.

All’interno della villetta poi, i Carabinieri hanno trovato anche un altro particolare inquietante: le foto del cognato con dei coltelli conficcati sopra, simbolo esplicito dell’intento vendicativo di Grosso verso il parente. Il 53enne infatti, sarebbe stato ossessionato di non aver ricevuto la parte giusta dell’eredità e ha riversato nei confronti della sorella e del cognato tutto il proprio odio. Particolari questi rivelati agli stessi militari durante una serie di dichiarazioni spontanee rilasciate subito dopo essersi costituito.

Ai carabinieri infatti, avrebbe detto sono Alberto Grosso, ho fatto una cazzata, venite a prendermi”. Dopo aver saturato la casa con il gas e posizionato il timer con l’innesco l’uomo si è diretto a Pornassio e qui si è rivolto ad un'officina meccanica poiché era rimasto in panne con l'auto. Rabboccata di carburante e rimessa in sesto, però, la vettura non è ripartita; l'uomo ha quindi tentato di rubare un'auto nei pressi dell'officina, ma è stato bloccato dal proprietario della stessa. A quel punto si è dato alla fuga a piedi, abbandonando la Citroën sulla quale era arrivato. Su questa macchina poi sono stati rinvenuti un fucile, due pistole, un machete, una borsa con gioielli, una tenda e una bombola da 20 litri di gas con una certa quantità di cibo e bevande, segno che ha pianificato la fuga. Per tutti questi reati il 53enne rischia di passare molto tempo dietro le sbarre. Una volta trasmessi gli atti a Savona il gip dovrà interrogarlo e già in quella sede Grosso potrà dire ai magistrati la sua versione dei fatti, il movente e ogni altro dettaglio utile alla ricostruzione della vicenda. E sempre in quella sede potrà scegliere se confessare o meno, così come fatto inizialmente durante una serie di dichiarazioni spontanee ai carabinieri, di aver organizzato l’esplosione dell’abitazione familiare.

Angela Panzera

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