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Economia | 15 settembre 2020, 07:00

Bob Dylan, Columbia Records e la controcultura anni sessanta

Durante gli anni sessanta del secolo scorso la cultura pop e la controcultura presero il sopravvento, caratterizzando un'epoca e una generazione di giovani.

Bob Dylan, Columbia Records e la controcultura anni sessanta

Durante gli anni sessanta del secolo scorso la cultura pop e la controcultura presero il sopravvento, caratterizzando un'epoca e una generazione di giovani. Tra gli artefici di questo movimento culturale ci furono alcune personalità di spicca che anche oggi a distanza di molto tempo, restano i paladini di un'epoca indimenticabile. Tra questi citiamo i casi di band musicali come i Beatles, i loro rivali con un'attitudine più marcatamente rock and blues, ovvero The Rolling Stones, Bob Dylan e la Factory newyorkese di Andy Warhol. Queste personalità furono spesso accostate e legate tra loro, sia a livello umano che per quanto riguarda la vicenda artistica. Prendiamo ad esempio il cantautore Bob Dylan, al secolo Robert Allen Zimmerman. Nativo del Minnesota, Dylan durante i primi anni '60 si trasferì a New York City sulle tracce del suo mito e mentore, il menestrello folk Woody Guthrie.

Guthrie costituì per il giovane Bob Dylan il modello ideale e vincente per creare una nuova immagine di sé. Questa cosa si può ricondurre alla prima fase della carriera del futuro Premio Nobel per la Letteratura, il quale proprio nel 1962 firmerà un contratto con la nota etichetta discografica Columbia Records, oggi accorpata al gruppo Sony Music. La Columbia, che è attualmente la più antica etichetta discografica americana, prendeva il nome dal Distretto di Columbia, dove aveva sede in origine. La creazione del logo risalente al 1908 avvenne durante il lancio del primo disco, realizzato su doppia facciata. Dopo un periodo in cui l’etichetta discografica utilizzò l’acronimo CBS e successivamente venne fusa con Sony Music, oggi è tornata al suo marchio e al nome originale, Columbia, con il famoso e longevo logo legato ai primi anni del secolo scorso. L’importanza di un logo aziendale, in passato proprio come oggi, è un autentico punto fermo, in quanto funge da riassunto visivo, di appartenenza e di identificazione univoca per sé stessi, ma ancora di più per gli altri. Oggi la creazione di un logo è diventata più semplice tecnicamente grazie a software e programmi facili da utilizzare e con un dispendio di energie e tempo non indifferenti.

La Columbia (CBS) è sempre stata una etichetta nota per il suo rapporto speciale con artisti di spessore come Frank Sinatra, Leonard Cohen, Bruce Springsteen e molte star e leggende del jazz, è considerata ancora oggi come una pietra miliare della cultura statunitense, ed ebbe un ruolo fondamentale anche durante i tumultuosi anni della controcultura e della ribellione giovanile.

Il merito della Columbia è stato poi quello di mettere sotto contratto senza alcun tipo di discriminazione artisti afro americani come Ray Charles, Billie Holiday, Muddy Waters, Miles Davis e Thelonious Monk. Nella vicenda umana e artistica di Bob Dylan però il ruolo svolto dal produttore e talent scout John Hammond Sr. risulta fondamentale, visto che il giovane cantautore non era considerato per i tempi consono alla proposta discografica e commerciale dei suoi tempi. Tuttavia sia la Columbia che il manager Albert Grossman seppero puntare sul talento grezzo ma evidente di questo giovane menestrello del Midwest. Una storia che oggi assume caratteri e proporzioni leggendari, visto il valore dimostrato da questo artista nei suoi 60 anni di attività artistica e musicale. Lo stesso naturalmente vale anche per gli Stones, i Beatles e per il lascito artistico di Andy Warhol, che oltre al mondo dell’arte seppe influenzare a suo modo anche la moda, il cinema e la musica rock, con l’esempio dei Velvet Underground & Nico e del suo leader, il newyorkese Lou Reed, altro giovane ribelle con una causa.

Richy Garino

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