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Politica | 23 settembre 2020, 13:53

Elezioni regionali, Marco Scajola dopo il successo alle urne: "Cambiamo movimento trainante nel centrodestra" (foto e video)

Sullo zio: "Gli voglio bene e gli auguro di fare bene il sindaco di Imperia. Ho ricevuto degli attacchi, anche stucchevoli, ma non sono mai caduto nelle provocazioni, forse bisognerebbe abbassare i toni e ritornare alla politica"

Elezioni regionali, Marco Scajola dopo il successo alle urne: "Cambiamo movimento trainante nel centrodestra" (foto e video)

È raggiante, Marco Scajola, mister 7786 preferenze, il più votato in regione, che questa mattina ha incontrato la stampa per un punto della situazione post elezioni che hanno visto l'affermazione di Giovanni Toti, con 'Cambiamo', primo partito e che in provincia di Imperia ha superato quota 25%.

Un risultato ottenuto sicuramente, almeno in provincia, soprattutto per merito di Marco Scajola che, anche se dice di non rivendicare ruoli nella prossima giunta, si aspetta un incarico importante, magari la vice presidenza, al posto di Sonia Viale, candidata a Genova e non eletta, vittima sacrificale e simbolo della bocciatura dei liguri al sistema sanitario, non solo sulla gestione dell'emergenza coronavirus, ma anche per scelte legate alle privatizzazioni e, soprattutto a ponente, della volontà di costruire un ospedale unico.

Scajola parte dall'analisi dei numeri. “Il ponente si è distinto, ma anche a Genova, quartieri come Certosa (quello colpito dal crollo del ponte Morandi, ndr), storicamente di sinistra hanno scelto di sostenere Giovanni Toti e credo che merito vada al lavoro svolto in questi cinque anni, durante i quali abbiamo fatto poche promesse, ma quelle fatte, nel complesso le abbiamo mantenute”.



“Cambiamo”, il partito fondato lo scorso anno, in pieno caos nazionale, dopo le dimissioni di Matteo Salvini, come detto ha superato la Lega nella contesa interna. “Siamo nati un anno fa con scetticismo, ma abbiamo impiantato il modello Toti in Liguria, e la lista ha avuto un successo straordinario”, commenta Scajola.

Se il successo di 'Cambiamo' modificherà gli equilibri in giunta, si vedrà, ma secondo l'assessore uscente “ha segnato un passo straordinario, il nostro è stato il movimento trainante del centrodestra in Liguria”. Una nuova forza moderata, quindi forte in regione, ma che al momento a livello nazionale conta su percentuali molto basse. Un elemento che Marco Scajola dovrà tenere in considerazione se nel 2023 vorrà, come in molti pensano, realizzare quello che gli è stato impedito nel 2018, ovvero tentare il salto a Roma, in parlamento.

Si dice che a impedirlo fu lo zio di Marco, Claudio Scajola, oggi sindaco di Imperia, e considerato il grande sconfitto a ponente da queste elezioni regionali. Pur avendo sostenuto il governatore uscente Giovanni Toti, Claudio Scajola ha scelto di appoggiare un'altra lista, ovvero quella che racchiudeva Forza Italia, Liguria Popolare e Polis, ma soprattutto un altro candidato per il consiglio regionale: Luigi Sappa, fedelissimo di Claudio, con i suoi 2800 voti può vantare un buon risultato, ma alla prova dei numeri è stato surclassato dal successo di Marco, il quale nella sola città di Imperia ha ottenuto quasi i voti che Sappa ha raccolto in tutta la provincia.

So che nella mia città c'era chi sosteneva un altro candidato, - ha dichiarato - per fermare o comunque contrastare il mio consenso, ma nonostante qualche dispetto, o l'essere stato il bersaglio di alcuni, credo che gli elettori non si siano fatti conquistare da quel modo di fare politica, ma che abbiano invece scelto il rinnovamento. Io non sono mai caduto nelle provocazioni, non ho mai risposto alle battute. A giochi fermi dico che forse bisognerebbe abbassare i toni e ritornare alla politica”.

Io – continua - ho fatto campagna per e non contro. Ho subito degli attacchi durante la campagna elettorale, se lo negassi sarei bugiardo o stolto. È stata messa in piedi una macchina da guerra per togliere voti a Marco Scajola, ma questa non è la vittoria di Marco contro qualcuno, ma la vittoria dei cittadini che forse hanno dato un segnale alla politica. Le battaglie contro poco appassionano. Per me non era una sfida, forse per mio zio lo era, dai fatti direi di sì. Ho ritenuto stucchevoli alcuni attacchi, ma sono tranquillo, mi interessano i liguri e il ponente, anche se la mia città è Imperia, mi sento cittadino di questo territorio”.

Allo zio, Marco Scajola dedica un ultimo pensiero: “Gli voglio bene e gli auguro di fare al meglio il sindaco, amo questa città e l'ho dimostrato in questi anni: tanti dei lavori in corso ci sono per i finanziamenti della regione”.

Scajola, nel corso della conferenza ha ringraziato più volte i propri sostenitori, ricordando di aver in alcuni casi raddoppiato, e comunque incrementato in maniera significativa i consensi, non solo a Imperia, ma anche a Sanremo, a Taggia e in altre città della provincia. Ha ringraziato gli altri tre candidati di 'Cambiamo', Chiara Cerri, che potrebbe entrare in consiglio se Marco Scajola, da assessore regionale si dimettesse da consigliere, Serena Burgo e Maurizio Morabito. “Hanno ottenuto voti importanti, il risultato di Cambiamo è anche merito loro che continueranno a far parte del nostro progetto”.

Infine, sulla bocciatura dell'ex collega di giunta Sonia Viale, Scajola non si sbottona: “Non mi piace parlare degli altri, penso che la scorsa amministrazione abbia cercato di fare al meglio per affrontare una situazione di emergenza. Come sempre in politica, credo nel sistema delle preferenze”.

Francesco Li Noce

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