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Cronaca | 11 ottobre 2020, 21:09

Imperia: lo sfogo del presidente della Croce Bianca: "Pubbliche assistenze abbandonate dal governo" (video)

Uno dei principali problemi che sta affrontando la Croce Bianca è il costo per la sede, considerato troppo oneroso: "Non è giusto per chi fa 10mila servizi all'anno pagare 3mila euro al mese di affitto"

Imperia: lo sfogo del presidente della Croce Bianca: "Pubbliche assistenze abbandonate dal governo" (video)

A quella che probabilmente sarà la sua ultima uscita pubblica da presidente della Croce Bianca di Imperia, Roberto Trincheri, il cui mandato scadrà a fine mese, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe durante il discorso nell'ambito della cerimonia di inaugurazione dei nuovi mezzi di soccorso in dotazione alla sua pubblica assistenza.

“Mi sono tolto più di un sassolino dalla scarpa. -
ha dichiarato - A fine mese sarà la fine del mio mandato, e ho fatto presente quale è la situazione delle pubbliche assistenze, delle croci, parliamo della Croce Bianca di Imperia che rappresento, ma penso di aver detto quello che avrebbero detto gli altri presidenti. Le associazioni di volontariato non sono aiutate, è difficile, nel decreto 'Rilancio' del governo si sono dimenticati il terzo settore, le croci in questo periodo hanno speso tanti soldi, la mia quasi 30mila euro in dp ed è sempre più difficile andare avanti, perché i grazie fanno piacere ma non ci permettono di andare avanti dal punto di vista economico”.

Uno dei principali problemi che sta affrontando la Croce Bianca è l'affitto della sede, considerato troppo oneroso.

“Credo che non sia corretto, non sia giusto, sarà che sono di parte, che un'associazione che fa 10mila servizi all'anno, che di media fa trenta servizi al giorno sulla città, debba pagare 3mila euro di soldi per un affitto. Quindi sì, mi sono tolto qualche sassolino dalle scarpe, mi ha fatto piacere soprattutto che sia l'amministrazione comunale che sia il consigliere regionale abbiano detto che faranno il possibile e quindi c'è già un impegno per darci una mano. Io oggi in qualità di dimissionario ho potuto parlare un po' di più a ruota libera, dicendo forse molte cose che altri non volevano o non possono dire”.


Francesco Li Noce

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