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Cronaca | 15 ottobre 2020, 20:12

Riapre la SP 548 tra Molini e Triora, nell'emergenza vince il 'Modello Valle Argentina' (Foto e Video)

L'assessore regionale Giacomo Giampedrone ha partecipato al momento della apertura al traffico della strada, insieme agli amministratori della Provincia di Imperia e ai sindaci dei comuni della vallata.

Riapre la SP 548 tra Molini e Triora, nell'emergenza vince il 'Modello Valle Argentina' (Foto e Video)

Con la riapertura della Strada Provinciale 548, Triora e la Valle Argentina da quest'oggi sono di nuovo ricollegate con il territorio. Un risultato atteso e raggiunto con largo anticipo, grazie a un'importante sinergia tra enti pubblici. 

L'assessore regionale Giacomo Giampedrone (con il Consigliere regionale Alessandro Piana) ha partecipato al momento della apertura al traffico della strada, insieme al presidente della Provincia, Domenico Abbo e ai sindaci del territorio, Massimo Di Fazio per Triora, Manuela Sasso per Molini di Triora. La valle Argentina chiude il sopralluogo dedicato all'entroterra di Regione Liguria, iniziato stamani a Vessalico.

"Ringrazio la nostra squadra di tecnici che ha coordinato interventi compiuti in tempi rapidi, come avevamo promesso - commenta il presidente Domenico Abbo - il prezioso aiuto della Regione, degli amministratori locali e della collettività, sono stati anch’essi determinanti. Insieme proseguiremo i lavori per ripristinare i collegamenti e l’assetto  del territorio profondamente danneggiati. Un plauso anche alla professionalità della ditta appaltatrice. La Provincia c’è, e ha dimostrato ancora una volta che nelle emergenze esprime al meglio la sua funzione di collegamento con il territorio e in particolare con le realtà amministrative più piccole".

Il risultato odierno arriva al termine di un iter d'urgenza complesso. Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre si verifica l'alluvione che ha segnato la provincia di Imperia. In Valle Argentina tutti i paesi devono fare i conti con allagamenti, fango, frane ma in particolare Montalto Carpasio e Triora si trovano in una condizione di isolamento. La forza del torrente Argentina, in una sola notte, ha fatto crollare la viabilità principale in due punti strategici, di fatto tagliando fuori tutti i comuni e le frazioni sopra Badalucco. 

Il 3 ottobre, il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, arriva in valle Argentina. L'annuncio: 'Entro 48 - 72 ore la maggior parte dei danni verrà risolta'. Una tempistica accolta con un certo scetticismo di fronte alla devastazione presente sul territorio. 

Nel frattempo la macchina dei soccorsi era già in moto, grazie a Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia Provinciale e Soccorso Alpino, in azione, fianco a fianco con la popolazione, per liberare i paesi dal fango. Le istituzioni, grazie alla sinergia tra Regione, Provincia e Comuni, hanno spinto sull'acceleratore per: conta dei danni, lavori urgenti e ripristino dei servizi essenziali. Per quanto riguarda la viabilità, la Provincia, ente competente per l'assegnazione degli interventi sulla SP 548, assegna i primi lavori in somma urgenza. 

Il 6 ottobre, il sindaco di Triora, Massimo Di Fazio chiede che le istituzioni intervengano in tempi rapidi rispetto a una prima stima di qualche mese per la riapertura della SP 548 nella parte più alta della vallata. Infatti, oltre ai disagi per l'isolamento, il paese delle streghe si è trovato a fare i conti con le legittime preoccupazioni per lo scarso approvvigionamento di provviste, medicinali e l'impossibilità di ricevere i rifornimenti di gas.

Il 7 ottobre, viene riaperta la SP 548, a Montalto Carpasio e iniziano anche i lavori per ripristinare la viabilità tra Molini e Triora. In questa fase, tempo previsto per la riapertura: circa 10 giorni. 

Il 9 ottobre, l'assessore regionale Giacomo Giampedrone, incontra i sindaci della provincia di Imperia. Il quadro è critico: il passaggio dell'alluvione, richiederà lavori in somma urgenza per almeno 30 milioni di euro, senza contare i danni patiti dai privati.

Il 14 ottobre vengono ultimati i lavori per ripristinare la viabilità sulla SP 548 tra Molini di Triora e Triora. Oggi la Provincia ha dato il nullaosta al passaggio dei veicoli liberando dall'isolamento il resto della Valle Argentina. La strada di fatto è stata riaperta con 4 giorni d'anticipo sulla tabella di marcia. Un traguardo raggiunto grazie all'impegno giornaliero, del sindaco Di Fazio ma soprattutto del personale della vicina Cava di Molini e della ditta che ha eseguito i lavori. 

Ora lo sguardo degli amministratori locali è rivolto agli altri grandi problemi lasciati dall'alluvione. In particolare alle frane che minacciano di scendere e agli acquedotti completamente da ripristinare, oltre a tutto quello che si è perso. 

'In mezzo a tutto a questo fango' troviamo la popolazione di Badalucco, Montalto Carpasio, Molini di Triora, Triora e delle loro rispettive frazioni. Encomiabile lo sforzo profuso da questa comunità (il singolare è voluto ndr) che ha agito con un solo spirito di aiuto e forza, scendendo in mezzo al fango per liberare non la propria casa ma tutti i paesi della valle. In questi mesi si è parlato tanto di 'Modello Genova', come sinonimo di resilienza e ripresa di fronte alla tragedia del Ponte Morandi, oggi, in questo angolo di entroterra, con rispetto alle vittime di Genova e quindi con le dovute proporzioni, si può parlare di un 'Modello Valle Argentina'. Un esempio per tutti. 

L'alluvione, per fortuna, non ha causato direttamente la morte di nessuno nella notte in cui si è scatenata. Anche se, questa valle ha dovuto fare i conti con due decessi  che hanno scosso la comunità, quelli di Marco Lanteri e Maurizio Moraldo. Due persone conosciute e amate in vallata, morte sul lavoro, tra passo Ghimbegna e Vignai, mentre stavano pulendo la carreggiata. 

Quanto accaduto in Valle Argentina, così come nel resto dell'entroterra pone l'accento su ulteriori considerazioni e sull'urgenza di intervenire con politiche per la tutela e la salvaguardia del territorio. Un pensiero condiviso non solo dalle istituzioni ma da tutte le persone che vivono o lavorano in queste vallate e che oggi hanno ancora ben viva negli occhi l'immagine del giorno dopo l'alluvione e di quel territorio gravemente ferito. 

Stefano Michero

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