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Attualità | 16 ottobre 2020, 07:11

Vessalico prova a rialzarsi, ma servono soldi e competenze, il Sindaco: "Lavorare qui significa fare volontariato"

A Vessalico è parzialmente crollato il ponte di collegamento del paese. Proprio il comune dell'alta valle Arroscia è tra quelli più a rischio perché sorge sul letto del fiume che due settimane fa ha provocato il crollo dell'infrastruttura

Vessalico prova a rialzarsi, ma servono soldi e competenze, il Sindaco: "Lavorare qui significa fare volontariato"

"Somme urgenze": Due parole ripetute, quasi fossero un mantra nel post alluvione, da sindaci, provincia e regione. È la conta dei danni che ogni territorio colpito dal maltempo presenta per il ripristino dello stato dei luoghi. 600mila euro per Vessalico, come visto ieri mattina (QUI) dopo il sopralluogo dell'assessore regionale alla protezione civile Giacomo Giampedrone, 700mila per Cosio, come ci raccontava una settimana fa il sindaco Mauro Parodi, due milioni per Rezzo e le sue frazioni.

Interventi, questi, che si evince dal nome, servono a tornare urgentemente alla normalità in una situazione meteoclimatica che di normale ha ben poco. Gli eventi atmosferici che causano le piene di fiumi e torrenti, nei piani di bacino descritte come cinquantennali o addirittura duecentennali, sono sempre più frequenti e soprattutto non calcolabili. Un disastro per un territorio come l'entroterra della provincia di Imperia, che fatica a rialzarsi.

A Vessalico è parzialmente crollato il ponte di collegamento del paese. Proprio il comune dell'alta valle Arroscia è tra quelli più a rischio perché sorge sul letto del fiume che due settimane fa ha provocato il crollo dell'infrastruttura. Come agire? Certamente servono opere, barriere, infrastrutture, ma si può iniziare per esempio impedendo l'utilizzo dei terreni che circondano il torrente.

Sicuramente – spiega il Sindaco Paola Gilibertibisogna rivedere le carte, dove passa il fiume diventa proprietà del demanio e chi finora aveva l'orto non potrà più utilizzare quei terreni, perché in caso d'alluvione provocano detriti con la conseguenza di danni anche gravi a cose o persone. Dovrà iniziare un nuovo corso, portare la fogna e l'acquedotto a monte, tutelare insomma le infrastrutture. Fortunatamente la regione mette a disposizione le proprie competenze, ci sono comuni che si avvalgono dei tecnici regionali per stilare i progetti”.

Progetti per cui le regole che servono per realizzarli sono estremamente stringenti. In alcuni casi, - in Liguria è avvenuto a Chiavari - il comune ha potuto ottenere alcune deroghe per realizzare opere di mitigazione del rischio idrogeologico.

La normativa è molto rigida, e lo condivido – spiega Giampedrone a Imperia News – a Chiavari tre anni fa abbiamo fatto interventi sugli scolmatori minori, avevamo in mente di abbattere e ricostruire i ponti che passano per il centro. In alcuni casi il battente era più alto del paese. Su alcuni siamo riusciti a ottenere le deroghe, in altri abbiamo dovuto fare altre opere. Per quanto riguarda Vessalico è un discorso prematuro che riguarda le ventuali infrastrutture, qualcosa che vada oltre le somme urgenze”.

Difficile prevedere se i piccoli comuni dell'entroterra riusciranno ad andare oltre alla somma urgenza per progettare opere a protezione del territorio. Di certo non ci riusciranno con le proprie forze. “Servirebbe un ingegnere idraulico, noi abbiamo un ingegnere che non ha però quella competenza specifica. Il nostro tecnico è a contratto per sole sei ore a settimana, anche se, come tutti, me compresa, sta facendo gli straordinari, perché oggi lavorare per queste zone significa fare volontariato”, conclude il Sindaco.

Francesco Li Noce

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