/ Cronaca

Cronaca | 22 ottobre 2020, 11:34

Contraffazione: ad Imperia e provincia un commercio frontaliero delle griffe italiane e francesi falsificate

Dalla ricerca del Censis emerge che sul territorio dal 2008 a oggi sono stati sequestrati più di 100 mila articoli 'fake'. Il fenomeno, però si trasforma: è sempre più "liquido" e ora serve il coinvolgimento dei cittadini

Contraffazione: ad Imperia e provincia un commercio frontaliero delle griffe italiane e francesi falsificate

Dal 2008 a oggi nella provincia di Imperia la Guardia di Finanza ha sequestrato 105.680 articoli falsi, 3.966 nell’ultimo anno. Fondamentale anche il contributo delle altre Forze dell’ordine, che nel 2018 hanno sequestrato 9.709 pezzi contraffatti. È quanto emerge da una ricerca del Censis realizzata per il Ministero dello Sviluppo Economico, ed in particolare dalla direzione Generale per la tutela della proprietà industriale-UIBM.

Il mercato del falso vale a livello nazionale 7,2 miliardi di euro e sottrae più di 100.000 posti di lavoro all’economia legale. L’emersione della contraffazione comporterebbe anche un aumento del gettito fiscale, tra imposte dirette (su imprese e lavoro) e indirette (Iva), pari a quasi 1,8 miliardi di euro.

Sul territorio imperiese i flussi di persone e di merci attraversano il territorio di una provincia frontaliera che vanta una lunga tradizione nel commercio. Queste caratteristiche spiegano la presenza di un mercato locale del fake nelle grandi aree mercatali e sugli arenili, rivolto a cittadini italiani e francesi che raggiungono la provincia per fare acquisti di merce pregiata a buon mercato. A questi si aggiungono i turisti, che in gran numero si recano nelle zone balneari durante la stagione estiva.

Nel territorio di Imperia non risultano presenti laboratori per la produzione e depositi per lo stoccaggio della merce falsa. Il mercato del falso riguarda la vendita al dettaglio di articoli di abbigliamento, borse e cinture: imitazioni di marchi dell’alta moda italiani e francesi e delle griffe di maggiore tendenza tra i giovani. Si tratta di prodotti che nella maggior parte dei casi presentano un’alta qualità delle lavorazioni e che provengono da altre regioni italiane. Parallelamente, è presente sul territorio anche una contraffazione low cost, di qualità inferiore, di origine asiatica. La contraffazione interessa soprattutto le zone limitrofe ai grandi mercati settimanali: in particolare, quelli del martedì e del sabato a Sanremo e quello del venerdì a Ventimiglia. I venditori ambulanti abusivi, giovani di origine africana, sono residenti nel territorio o arrivano nella provincia spostandosi con treni e pullman. A questi si aggiungono i cittadini asiatici dediti alla vendita di accessori e apparecchiature elettroniche contraffatte. Oltre a Sanremo e Ventimiglia il fenomeno è stato monitorato anche a Diano Marina, San Bartolomeo e e Bordighera con particolare monitoraggio degli arenili. 

Gli episodi che invece hanno visto come protagonisti i cittadini italiani sono relativi alla gestione di atelier dediti alla vendita di articoli fake "di lusso" e a sporadici casi di vendita di prodotti contraffatti da parte di venditori autorizzati all’interno delle aree mercatali. Poco consistente è il mercato dei prodotti non sicuri, alimentato dalla presenza di commercianti cinesi, ma l’epidemia del Covid-19 sembra aver rappresentato una formidabile occasione. Nell’aprile scorso nella provincia di Imperia è avvenuto il sequestro di 14.750 mascherine e di un migliaio di strumenti di protezione individuale non a norma.

Dall’analisi è emerso un elevato livello di coordinamento e cooperazione tra le Forze dell’ordine, con la regia della Prefettura, che ha determinato lo sviluppo di una efficace azione di contrasto sul territorio. Diverse le iniziative di prevenzione portate avanti, specialmente nella città di Ventimiglia, tra cui si segnalano le attività di training rivolte agli operatori della sicurezza con la collaborazione di una rete composta da Forze dell’ordine, associazioni per la tutela dei marchi italiane e francesi, grandi aziende. Di fronte a un mercato del falso che diventa sempre più capillare e camaleontico, un fenomeno che si trasforma e diventa sempre più "liquido", alle attività di repressione e di contrasto è necessario affiancare anche iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini-consumatori, chiamandoli ad essere attori e protagonisti in prima persona della lotta alla contraffazione.

I soggetti che alimentano la contraffazione sono i venditori di abbigliamento, principalmente cittadini senegalesi che vivono a Genova e si muovono con piccoli quantitativi di merce e con catalogo per ordinativi. Le apparecchiature elettriche e gli accessori sono ad appannaggio invece dei cittadini cingalesi e bengalesi. I cittadini italiani sono coinvolti marginalmente, ma sembra esserci una contraffazione sommersa da parte di venditori ambulanti italiani regolari nelle aree mercatali di Ventimiglia e Sanremo.

Sul fronte della prevenzione e il contrasto da parte delle forze dell'ordine vi è anche la tutela delle eccellenze alimentari, del marchio "Artigiani in Liguria", la tutela dei fiori made in Sanremo e la sensibilizzazione delle scuole e della cittadinanza. 

Questi quindi sono i principali risultati dell’analisi realizzata dal Censis per il Ministero dello Sviluppo Economico che sono stati presentati oggi nell’ambito della quinta edizione della Settimana Anticontraffazione da Anna Italia del Censis con Francesca Cappiello, Dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico, e Alberto Intini, Prefetto di Imperia. Tra i relatori della web conference Walter Mazzei, comandante provinciale della Guarda di finanza Imperia, Andrea Mommo comandante provinciale dei Carabinieri di Imperia, Claudio Bergonzi, segretario generale Indicam, Olmo Romeo referente territoriale Turismo e commercio Cnaa Imperia, Giorgio Lazzaretti, direttore Consorzio Olio di Riviera Ligure Dop, Giuseppe Alessandro Ballarin, presidente artistico Confartigianato Liguria, Paolo Di Massa, presidente Ancef, e Furio Truzzi presidente Assoutenti. 

Come sottolineato, durante il proprio intervento dal Prefetto imperiese Intini "la nostra provincia è caratterizzata dal fenomeno della contraffazione passiva non attiva". Non ci sono infatti, filiere di produzione e stoccaggio dei prodotti contraffatti, ma il fenomeno riguarda la vendita. "In particolare, ha proseguito Intini, l'incidenza elevata la registriamo sulle aree di Ventimiglia e Sanremo. Dobbiamo quindi continuare nel proseguimento del contrasto alla vendita di merce contraffatta". Il Prefetto poi, oltre a sottolineare l'impegno delle forze dell'ordine ha anche evidenziato i risultati conseguiti dal progetto 'Spiagge sicure' compiuto, su input del Ministero dell'Interno, negli ultimi tre anni lungo la nostra provincia. "Sono stati stanziati ed erogati, ha aggiunto Intini, 275mila a favore delle polizie locali; nel 2018 a Diano Marina, 2019 a San Bartolomeo e Bordighera, mentre quest'anno sono stati coinvolti cinque comuni che hanno avuto contributi per 30-40 mila ciascuno ossia Ventimiglia, Taggia, Vallecrosia, Santo Stefano e Cervo. Fondi questi che hanno portato ad un impegno maggiore sul territorio e che hanno consentito alle polizie locali di comprare mezzi, assumere personale temporaneo e pagare gli straordinari per il personale in servizio". 

 

 

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium