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Solidarietà | 26 ottobre 2020, 12:35

1920-2020 - Cento anni di storia: buon anniversario Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti!

Era infatti il 26 ottobre del 1920 quando Aurelio Nicolodi fondò a Genova l’associazione che tuttora rappresenta le persone con problematiche visive

1920-2020 - Cento anni di storia: buon anniversario Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti!

Oggi l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus-APS compie cent’anni.

“Era infatti il 26 ottobre del 1920 quando Aurelio Nicolodi – spiega il Presidente sezionale UICI di Imperia Fabrizio D'Alessandro -, un reduce di guerra che aveva perso la vista in un’azione militare durante il primo conflitto mondiale del 1915-1918, fondò a Genova, con l'aiuto di altri militari, l’associazione che tuttora rappresenta le persone con problematiche visive. Uomo di instancabile vitalità, ha connotato fin da subito l’Unione come realtà dinamica e pronta alle sfide.
Infatti, tra le prime battaglie, spicca l’impegno affinchè alle persone cieche venisse riconosciuto il diritto all’istruzione e al lavoro, in tempi in cui la disabilità era vissuta come uno stigma da nascondere o tutt’al più da compatire. A distanza di un secolo, queste battaglie sono ancora tutt’altro che vinte, ma enormi passi avanti sono stati fatti sulla strada dell’inclusione.

Molti erano gli eventi organizzati per celebrare questo importantissimo traguardo, ovvero il secolo di vita della nostra Associazione, ma le limitazioni legate alla pandemia in corso del Covid-19 e ai vari DPCM restrittivi non ci hanno permesso di festeggiare il centenario adeguatamente. In tutti i casi, nel giorno della celebrazione vogliamo essere vicini, con un affetto particolare, a ognuno dei nostri soci.

Da sempre l'UICI ha condotto numerose lotte politiche e sociali, grazie alle quali i ciechi e gli ipovedenti si vedono riconosciuti diritti fondamentali quali il diritto allo studio nella scuola comune, il diritto al lavoro, il diritto a ricevere un'indennità che varia a seconda del visus della persona con disabilità visiva. Negli anni, l'UICI ha sviluppato una serie di servizi per far fronte alle necessità di ciechi e ipovedenti in rapporto alla società in continua evoluzione.
Nel 2007 il suo nome originario è cambiato in quello attuale nonostante l'associazione si occupasse ormai da qualche decennio anche delle problematiche degli ipovedenti.

Lo scopo dell’associazione è di fornire un supporto locale di qualità ai propri soci, grazie ad una rete costituita dalle sezioni territoriali.
L'insieme delle sezioni territoriali presenti in una regione costituisce il consiglio regionale, mentre l'insieme dei consigli regionali costituisce il consiglio nazionale. A sua volta, il consiglio nazionale fa capo alla direzione nazionale che ha sede a Roma. Per il raggiungimento dei suoi fini l'UICI ha creato strumenti operativi per sopperire alla mancanza di adeguati servizi sociali dello Stato e degli altri enti pubblici.
In particolare vanno ricordati:
—    il Centro nazionale del libro parlato;
—    il Centro nazionale tiflotecnico;
—    l'I.Ri.Fo.R. (Istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione);
—    l'U.N.I.Vo.C. (Unione nazionale italiana volontari pro ciechi);
—    l'A.L.A. (Agenzia per la promozione del lavoro dei ciechi);
—    la sezione italiana della Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità. 

Aurelio Nicolodi, trentino di origine, era fermamente convinto della necessità di emancipazione dei non vedenti e allo scopo nel 1917 istituì a Firenze l’Associazione nazionale ciechi di guerra che, nel luglio dello stesso anno, si fuse con l’Associazione mutilati di guerra. Il 26 ottobre 1920 insieme ad altri reduci fonda l’Unione Italiana Ciechi (oggi Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), di cui sarà il primo presidente fino al 1945. La sua attività alla guida dell’Unione è caratterizzata da grande impegno a favore dell’istruzione dei non vedenti, per promuovere la loro autonomia e indipendenza lavorativa, trasformando gli istituti, all’epoca nient’altro che ospizi, in luoghi di educazione ed istruzione. Oltre all’Unione fondò nel 1919 il «Corriere dei ciechi», periodico a caratteri in rilievo col sistema Braille, la Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi nel 1921, la Stamperia Nazionale Braille nel 1924; la biblioteca circolante in Braille ‘Regina Margherita’ nel 1928, nello stesso anno costituì la Scuola nazionale cani-guida per ciechi, nel 1931 inaugurò a Firenze l’Istituto nazionale per ciechi Vittorio Emanuele II. Per rispondere alle esigenze lavorative dei non vedenti, l’UIC guidata da Nicolodi fondò nel 1934 l’Ente nazionale di lavoro per i ciechi. I laboratori dell’Ente diverranno, nella seconda guerra mondiale, fornitori dell’esercito italiano, soprattutto di scarpe; Nicolodi ebbe anche l’idea di far impiegare dei non vedenti nell’esercito, in particolare nella contraerea come aerofonisti volontari”.

In provincia di Imperia l'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti ha 2 sedi: una ad Imperia in Via T. Schiva 56 e una a Sanremo in Via G. Pallavicino 4. I recapiti sono: tel. 0183292809 e 0184 507677. L'e-mail è uicim@uiciechi.it. L'attuale Consiglio sezionale imperiese è composto da Fabrizio D'Alessandro Presidente, Cesare Longordo Vice-Presidente, GianPaolo Abbo Consigliere delegato, Roberto D'Amato, Barbara Deiana, Patrizia Fedrighi e Pietro Garibaldi.

I Presidenti UICI che si sono succeduti a livello nazionale, dalla sua fondazione ad oggi, sono:
—    Aurelio Nicolodi  (1920-1945);
—    Paolo Bentivoglio (1945-1965);
—    Giuseppe Fucà (1965-1980);
—    Roberto Kervin (1980-1986);
—    Tommaso Daniele (1986-2014);
—    Mario Barbuto (2014 - in carica).

"Ci adoperiamo affinchè tutti i soci – conclude D’Alessandro - si sentano ascoltati nelle loro esigenze e valorizzati nelle proprie risorse. Il nostro è un mondo in cui tutti possono dare il proprio contributo per far migliorare e crescere questa grande famiglia e allora lunga vita all’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti!".

C.S.

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