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Attualità | 19 novembre 2020, 07:31

A ‘2 ciapetti con Federico’ il prof. Davide Rosso: “E’ facile demonizzarla, ma con la didattica a distanza la scuola sta mantenendo vivo un senso di comunità”

In trasmissione anche lo studente universitario Andrea Ghirardini: “L’Università è un ambiente che dalla classe politica è stato toccato troppo poco in questi mesi e in modo sbagliato, anche perché la prima classe dirigente del prossimo futuro saremo noi universitari”.

Davide Rosso

Davide Rosso

Quello che la scuola sta facendo con la didattica a distanza è mantenere vivo un senso di comunità, un rapporto, una fiamma accesa che domani genererà il fuoco dell’apprendimento quando si tornerà in presenza”. A dichiararlo è il professor Davide Rosso, responsabile della DAD del Liceo Amoretti, ospite dell’ultima puntata di ‘2 ciapetti con Federico’.

Nel suo intervento ha infatti proposto un’analisi di questo strumento adottato sia durante il lockdown della scorsa primavera sia in questo inizio di anno scolastico. “Ultimamente è molto facile demonizzare questo strumento – ha detto - spesso si sentono critiche, a volte anche giustificate, ma se non ci fosse la didattica a distanza questo momento sarebbe ancora più difficile e drammatico per la scuola italiana. Questo non significa che non ci siano difficoltà. L’esperienza del lockdown e dei primi mesi di questo anno scolastico è positiva, gli insegnanti devono comprendere che la didattica a distanza non può essere una mera trasposizione in formato digitale di quello che si fa in presenza”.

In trasmissione, per portare la propria esperienza, è intervenuto anche lo studente universitario Andrea Ghirardini (foto sotto). “Per uno studente come me di Giurisprudenza il fatto di essere in aula o alla scrivania di casa non porta grosse differenze – ha analizzato – perché abbiamo il manuale ed i codici, quindi basta studiare a testa bassa. Ci sono però facoltà con un approccio laboratoriale dove l’esperienza in ateneo fa la differenza, per esempio chimica, medicina, matematica, ingegneria, ecc. L’Università è un ambiente che dalla classe politica è stato toccato troppo poco in questi mesi e in modo sbagliato, anche perché la prima classe dirigente del prossimo futuro saremo noi universitari”.

Guarda l'estratto dell'intervista:

Guarda la trasmissione integrale:

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Federico Marchi

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