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Cronaca | 19 novembre 2020, 12:16

Coronavirus: perchè in proporzione l'imperiese ha più persone in sorveglianza attiva di tutta la regione?

Secondo i ben informati perchè in Asl 1 il tracciamento è molto più attento così come la maggiore accuratezza e attenzione nello screening.

Coronavirus: perchè in proporzione l'imperiese ha più persone in sorveglianza attiva di tutta la regione?

Ogni giorno il nostro giornale pubblica i ‘numeri’ del Covid-19 in una stagione, quella che viviamo da marzo, legata alla pandemia che si affronta ovunque. Numeri ‘crudi’, che spesso nascondono purtroppo situazioni di disperazione e di difficoltà che, però, fanno parte anche del nostro mestiere.

Nel massimo rispetto delle persone che vivono, ogni giorno, il dramma del Coronavirus e in taluni casi con conseguenze letali, abbiamo voluto analizzare attraverso fonti ben informate alcuni di questi ‘numeri’ che spesso vi propiniamo. Si tratta, in particolare, delle persone che sono in ‘Sorveglianza attiva’ nella nostra provincia che, nella giornata di ieri hanno superato le 3.000 unità.

Innanzi tutto chi sono queste persone? Si tratta di chi è considerato un ‘contatto stretto’ con chi ha contratto il virus. Sono persone che sono state per più di un quarto d’ora, a meno di due metri e senza dispositivi di protezione. Ci sono due tipi di quarantena: una per i non conviventi (ad esempio: colleghi di lavoro, amico incontrato, cene casalinghe o altro) oppure i conviventi di positivi, con i quali ovviamente hanno vissuto a stretto contatto. Nella nostra Asl i ‘nuovi positivi’ sono circa un centinaio al giorno, che comprendono anche persone che vengono inviate a fare il tampone.

Ieri è balzato all’occhio il numero delle persone in sorveglianza attiva della nostra provincia (Asl 1), arrivato a quota 3.184 (ben 456 in più di martedì). Un dato che, ovviamente, va raffrontato con le altre province in base al numero di abitanti. Nella nostra vivono circa 220.000 persone contro le 280.000 del savonese, dove ci sono 1.800 sorveglianze attive e la provincia di Genova (circa 900mila abitanti) con 5.632 in sorveglianza.

Come mai nell’imperiese, in proporzione ce ne sono molte di più? Secondo i ben informati sarebbe l’accuratezza e la maggiore attenzione nello screening che vengono fatti dal personale dell’Asl 1 e che, quindi, portano più persone in sicurezza a casa propria, evitando al massimo il rischio di ulteriore contagio. In pratica una attenzione più oculata nel tracciamento di chi è entrato in contatto con un nuovo contagiato. Un lavoro, quello svolto dagli addetti di Asl 1 è, seppur più di 'segreteria' che medico, è davvero difficile ma molto più importante per evitare che il virus si allarghi.

Come vengono messe in sorveglianza attiva le persone? Quando c’è un contagiato a questo vengono chiesti i contatti avuti, le persone viste nelle 48 ore precedenti all’esecuzione del tampone (se senza sintomi) o alla prima comparsa degli stessi. A quel punto scatta la quarantena: 10 giorni in cui si deve restare in casa, evitando momenti di aggregazione con il resto della famiglia. A quel punto si esegue il tampone di fine quarantena e si può uscire altrimenti si viene inserito nei nuovi positivi. Per i conviventi si chiede di fare un tampone al drive through o viene inviato il personale a domicilio.

Carlo Alessi

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