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Cronaca | 25 novembre 2020, 07:11

A ‘2 ciapetti con Federico’ i dati delle violenze sulle donne: nel 2019 una denuncia ogni tre giorni, il lockdown ha poi peggiorato le conseguenze

Uno degli aspetti più delicati dibattuti in trasmissione è stato quello delle “violenze assistite” da parte dei figli che poi nella vita potranno portarne i traumi.

A ‘2 ciapetti con Federico’ i dati delle violenze sulle donne: nel 2019 una denuncia ogni tre giorni, il lockdown ha poi peggiorato le conseguenze

Nel 2019 ogni tre giorni una donna si è rivolta al Centro Antiviolenza. E’ questo il drammatico dato, sicuramente non definitivo e considerato solo come la punta dell’iceberg, relativo alla violenza sulle donne in provincia di Imperia. Nel 2020 i dati non sono ancora completi e sono comunque condizionati dal periodo di lockdown che spesso, con il maggior tempo trascorso tra le mura domestiche tra le donne ed i loro aguzzini, ha peggiorato le conseguenze di questa situazione.

La problematica è stata affrontata ieri sera in occasione della nuova puntata di ‘2 ciapetti con Federico’ proprio in vista di questa giornata contro la violenza sulle donne.

A delineare questa realtà nel ponente ligure è stata Martina Gandolfo, coordinatrice del Centro Antiviolenza e psicologa. “Nel 2019, che è il dato più definitivo, sono state 115 le donne che si sono rivolte al centro antiviolenza e che abbiamo accompagnato in questo percorso – ha detto - E’ un fenomeno che dal 2009 è in costante crescita, quindi decisamente presente nel nostro territorio. Grazie anche alle campagne di sensibilizzazione sempre più donne sono state portate a rivolgersi a noi”.

Importante anche la testimonianza portata in trasmissione da Lorena Grossi, ex agente di Polizia e volontaria, che ha sottolineato l’aspetto della 'violenza assistita'. “Le donne vivono la violenze in solitudine, tra le mura domestiche dove non ci sono testimoni – ha analizzato - Gli unici testimoni sono a volte purtroppo i figli, spettatori che guardano attoniti questa violenza che, anche se non li tocca personalmente, li tocca nell’animo, perché questa violenza penetra e da frutti nel tempo”. Proprio la presenza dei figli durante le violenze può essere, secondo l’avvocato Loredana Modaffari, la spinta per molte donne a denunciare. “E’ molto difficile far uscire dalle donne la sofferenza che ha dentro – ha dichiarato - I bambini sono un anello fondamentale e non solo perché sono l’anello debole che porteranno le ferite maggiori nella loro vita, ma perché spesso sono la chiave di volta perché le donne denuncino. Durante il lockdown sono emersi molti più casi che in periodo normale, perché le donne si sono trovate a casa a confronto con i mariti alla presenza dei bambini che sentono tutto. Il momento in cui una donna ammette che il bambino abbia ascoltato e stia interiorizzando quel che succede, può essere la spinta affinchè la donna denunci le violenze subite”.

Durante la trasmissione Ettore Guazzoni, presidente della Croce Rossa di Sanremo, ha poi illustrato un progetto dedicato proprio agli interventi in occasione di maltrattamenti in famiglia. “La figura del volontario temporaneo ci ha permesso di acquisire personalità importanti e di grande altruismo, come una grande donna che è Cinzia Papetti che è la presidentessa del Zonta Club Sanremo – ha detto - E’ con loro che nasce questo progetto. Reputo che anche i nostri operatori debbano essere formati per l’approccio ad interventi particolari come i maltrattamenti in famiglia, perchè non dimentichiamoci che l’operatore è generalmente il primo ad arrivare”.

Guarda l’estratto delle interviste:

Guarda la trasmissione integrale:

 

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Federico Marchi

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