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Attualità | 26 novembre 2020, 15:07

Pontedassio, dopo trent'anni gli abitanti di Santa Lucia avranno un ponte per attraversare l'Impero, Calzia: "Passaggio prima auto tra un mese" (foto e video)

Lungo 42 metri, il ponte di Santa Lucia è stato finanziato dalla Regione tramite i fondi della protezione civile, e costruito in tempo record dalla ditta Co.Ge.Fa di Torino

Pontedassio, dopo trent'anni gli abitanti di Santa Lucia avranno un ponte per attraversare l'Impero, Calzia: "Passaggio prima auto tra un mese" (foto e video)

Dopo trent'anni di attesa gli abitanti della frazione Santa Lucia a Pontedassio avranno il ponte con cui potranno attraversare il torrente Impero, che quando è in piena ha più volte costretto all'isolamento le dodici famiglie che vivono nella paura dei disagi dagli anni '90, quando la costruzione del ponte si era fermata, sostituita da una passerella pedonale.

Lungo 42 metri, il ponte di Santa Lucia è stato finanziato dalla Regione tramite i fondi della protezione civile, e costruito in tempo record dalla ditta Co.Ge.Fa di Torino, grazie alle fornitura di acciaio da parte di Arcelor Mittal e alle gru della ditta Vernazza che oggi hanno posizionato le travi.



Questo ponte rappresenta la liberazione di un incubo che dura da circa trent'anni, - ha commentato il sindaco di Pontedassio Ilvo Calzia - perché questa zona con dodici famiglie che è al di là del torrente Impero, da quando negli anni '90 si è fermata la costruzione del ponte, dovevano e devono tutt'ora transitare sul guado che nei momenti in cui si alza il livello del torrente diventa pericoloso e quindi normalmente venivano lasciate le auto nello spiazzo.

L'amministrazione comunale, insieme ai cittadini aveva costruito una passerella pedonale che gli consentiva di attraversare il torrente e raggiungere a piedi le loro abitazioni. La situazione era molto pericolosa in caso di interventi di ambulanze e vigili del fuoco, perché in quel momento la zona era quasi isolata
”.

Quali saranno i passaggi successivi?

Oggi viene montata l'impalcatura del ponte in acciaio, poi i lavori proseguiranno con la messa in opera di un solaio, delle barriere laterali di protezione, delle due rampette per salire e scendere dal ponte, quindi ancora un mesetto di lavori e poi dovremmo essere pronti per far transitare la prima auto”.

I lavori sono andati avanti anche durante il lockdown?

Sì, è stata una situazione difficile perché a febbraio, quando si ha avuto la certezza del finanziamento e si è iniziata la progettazione e l'affidamento dei lavori alla ditta di Torino, che è una di quelle che ha buone capacità nella capacità di questo tipo di opera, in Italia le acciaierie stavano chiudendo, e quindi le travi sono state ordinate alla Arcelor Mittal in Inghilterra perché lì all'epoca le attività lavorative erano ancora aperte. Dopo circa un mese c'è stato comunicato che non sarebbero stati in grado di fornirci velocemente queste travi perché dovevano chiudere anche loro, e si è stabilito, per non perdere tempo fino a dopo il lockdown, che non sapevamo all'epoca quanto durava, di cambiare tipologia del ponte, perché l'unico stabilimento in Lussemburgo che continuava a lavorare ci avrebbe fornito il materiale per l'assemblaggio. Abbiamo recuperato i tempi, naturalmente alla ditta e ai progettisti durante il lockdown facevamo i permessi per poter venire sul cantiere e iniziare i lavori di consolidamento delle spalle necessari per poter sorreggere la nuova impalcatura”.

Credo che il merito principale vada dato al sindaco Ilvo Calzia e all'amministrazione comunale - ha commentato il vice presidente della Regione Alessandro Piana - perché sono riusciti a intercettare i fondi della protezione civile che servivano dal punto di vista economico per quest'opera infrastrutturale che eviterà nei prossimi anni agli abitanti di questa frazione di correre pericoli. Ogni volta che c'era il torrente Impero che gonfiava passava sopra il guado e quindi con un ponte di questo tipo credo che vengano rispettate quelle che sono le disposizioni per quanto riguarda il demanio fluviale, e finalmente viene dato il giusto merito e la giusta considerazione agli abitanti del posto”.

 

Angela Panzera e Francesco Li Noce

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