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Al Direttore | 08 dicembre 2020, 10:56

Enduro sui sentieri dell'entroterra della provincia di Imperia, l'ultima replica di Andreoli

Prosegue il botta e risposta sulla presenza dei motociclisti lungo i sentieri dell'entroterra della provincia di Imperia; Marcello Andreoli ha risposto così alle ultime osservazioni di Andrea Eremita (LINK).

(Immagine generica d'archivio)

(Immagine generica d'archivio)

Prosegue il botta e risposta sulla presenza dei motociclisti lungo i sentieri dell'entroterra della provincia di Imperia; Marcello Andreoli ha risposto così alle ultime osservazioni di Andrea Eremita (LINK).  

"Rispondo ancora una volta al sig.Eremita ma prometto di non dar seguito a questa piccola polemica. Cominciamo dalle foto: mi è difficile immaginare che lo spostamento delle pietre che ci ha mostrato sia opera degli enduristi quando poco più di due mesi fa, tra il due e tre ottobre, la tempesta Alex ha causato una tale devastazione che tra val Roya e valle Argentina interi paesi sono rimasti completamente isolati. Ci troviamo esattamente tra le due valli ma questo è solo un piccolo dettaglio. Di fronte alla forza devastante della Natura la scienza, la tecnologia , le previsioni meteo non possono fare nulla".

"L’unica cosa che rimane è addossarci tutte le colpe come se la Natura potesse essere offesa da tasselli di 2cmx2cm più morbidi della suola di vibram di tutte le scarpe da escursione in commercio. Detto questo vorrei cercare di spiegare perché la passione per la moto è cosi radicata in noi. Cito all’uopo il giornalista e cronista sportivo Giovanni Di Pillo: 'La motocicletta è una fabbrica di emozioni, è un ponte che unisce sponde, è uno zen mentale. La moto ti dà una sensazione di libertà, di evasione che dal mio punto di vista nessun’altra cosa ti può regalare'. Ma cerchiamo si dare una lettura meno emozionale e più scientifica".

"Per noi motociclisti è scontato che guidare una moto ci renda felici senza sapere che tutte le emozioni positive che proviamo sono dovute alla chimica del cervello e del sistema nervoso. Le molecole chimiche responsabili di questa cascata di emozioni sono l’ossitocina, la dopamina, le endorfine e la serotonina ognuna con una funzione specifica. L’ossitocina favorisce l’empatia, il buonumore, smorza l’aggressività e favorisce la socializzazione. La dopamina controlla la motivazione, il pensiero, il piacere e l’emozione. Le endorfine intervengono in situazioni di particolare stress e stanchezza fisica.La serotonina ha un ruolo fondamentale nella regolazione dell’umore. Queste sostanze vengono prodotte dal nostro organismo quando attendiamo un evento eccitante come la mattina di Natale per i bambini o quando svolgiamo attività all’aria aperta o quando stiamo per incontrare per la prima volta una ragazza conosciuta su facebook o piu in generale quando ci dedichiamo ad attività che richiedono concentrazione e abilità".

"Sono quindi proprio queste molecole a farci sentire quella eccitazione, quel brivido, quella scarica elettrica mentre chiudiamo gli stivali, allacciamo casco e guanti e inseriamo la prima. Andare in moto e in generale avere una passione rende felici! Ma la moto per noi è anche libertà. La nostra mentre è libera già mentre ci vestiamo e indossiamo il casco mentre raggiungiamo gli amici per partire e trovarci in un altro mondo dove i pensieri e i problemi di tutti i giorni non possono entrare dove non esiste differenza ne di età ne di ceto sociale. Siamo solo ed unicamente motociclisti.La libertà e la felicità ci regalano uno stato mentale di profondo autentico e duraturo benessere. Ci rendono migliori anche nella vita di tutti i giorni e per questo non siamo in nessun modo disposti a rinunciare a questo stato completo e intenso benessere psico-fisico che la moto ci regala.E poi caro Eremita se il suo monolito e le sue mulattiere non ci causano la tempesta ormonale di cui sopra non ce ne faccia una colpa. A sua consolazione posso affermare che perfino una donna diventa come un monolito se non è davvero bella e giovane".

"Approfitto anche per esprimere la mia opinione personale (vista la mia veneranda età posso permetterlo), sulla destinazione di alcuni sentieri dell’entroterra alla pratica dell’enduro di cui si parla in questi giorni. Sono assolutamente contrario a queste limitazioni che contraddicono lo spirito di libertà e di conquista del nostro sport. Concludo consapevole che il nocciolo del problema è ovviamente un altro: senza educazione, buonsenso, correttezza e tolleranza nei confronti della natura che ci ospita e dei nostri simili non andiamo da nessuna parte. Attaccate i motociclisti maleducati ma non il motociclismo!" 

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