/ Eventi

Eventi | 24 dicembre 2020, 07:05

Natale 2020: ecco alcuni spunti per una gita fuori porta nei giorni consentiti dall’ultimo Dpcm

Nel Ponente Ligure di borghi stupefacenti ce ne sono tanti, da Apricale a Dolceacqua, da Carpasio a Molini di Triora, da Verdeggia a Realdo

Apricale

Apricale

Un Natale blindato ma con la possibilità di brevi spostamenti e qualche passeggiata all’aria aperta. Per questo abbiamo pensato di segnalarvi alcuni itinerari del nostro entroterra nell’attesa di ritornare ai tempi in cui la festa di Natale era soprattutto ritrovare la compagnia di parenti e amici.

Nel Ponente Ligure di borghi stupefacenti ce ne sono tanti, da Apricale a Dolceacqua, da Carpasio a Molini di Triora, a Verdeggia a Realdo. Noi vi proponiamo alcuni itinerari nei luoghi più suggestivi di tutto il comprensorio.

Da Ventimiglia ad Apricale

Torri Superiore, in val Bevera, alle spalle di Ventimiglia, sembra un miraggio quando ti si presenta allo sguardo, lassù in cima, appena svoltata l’ultima curva. A Torri Superiore si dimentica tutto, perché qui in cima, con il torrente Bevera che scorre giù veloce, sembra essere giunti in un altro mondo. Quello che lo rende un paese speciale, oltre la sua piccola dimensione, è che nessun vicolo si interrompe davanti ad una porta chiusa. È stato rimesso in piedi creando dei percorsi che hanno sempre uno sbocco, un meraviglioso labirinto che ti porta sempre verso un’uscita. È veramente bello attraversarlo, ed è davvero divertente fotografarlo.

Da Ventimiglia si risale lungo il torrente Nervia in direzione di Dolceacqua, il borgo medievale che ha incantato anche Monet. Camminando verso il paese alto si raggiunge il Castello dei Doria camminando tra botteghe artigiane e piccoli negozi di souvenir. Da non dimenticare di assaporate il rinomato vino Rossese di Dolceacqua.
Proseguendo lungo la strada si raggiunge Apricale classificato anche come il ‘Borgo più Bello d’Italia’ dall’associazione ‘Bandiera Arancione’. Dopo aver parcheggiato si sale a piedi verso la piazza principale del borgo, fra ristoranti con specialità tipiche e le botteghe artigiane che offrono oggetti in legno, ardesia e vetro.

Da Taggia a Triora

Dalla costa al Saccarello, il monte più alto della Liguria (2201 m), è un viaggio denso di sapori, di storia, di borghi in pietra. Non si può non rimanere stregati dal buon cibo, dagli uliveti o dall’acqua limpida del torrente Argentina, che scende a valle con fragore. Siamo nella valle della Taggiasca, oliva nera tra le più rinomate per la produzione dell’olio extravergine.
Si parte da Taggia, che vanta un centro storico medievale d’eccellenza, dove si può fare rifornimento di canestrelli, ciambelle salate a base di farina e olio d’oliva. Oppure di biscotti al finocchietto.

Seconda tappa a Badalucco, a settembre c’è la sagra dello stocafissu a Baücôgna: accorre gente da ogni dove, se ne cucinano almeno due quintali. Ingredienti: olio extravergine d’oliva, aglio, prezzemolo, acciughe, nocciole e pinoli. Lo stoccafisso arriva dalle Lofoten, le famose isole norvegesi.

Prima di raggiungere Carpasio ci si imbatte nel borgo più suggestivo della valle, Montalto. Ad agosto qui c’è la sagra della Frandura, una specie di torta di patate. A Carpasio, invece, a settembre, quella della Carpasina, una specie di galletta secca, composta da farina integrale di grano e orzo macinato a pietra.
Se dopo Badalucco si tira dritti si raggiunge prima Agaggio e poi Molini di Triora: a settembre ospita la sagra della Lumaca mentre Triora, la sagra del Fungo Porcino.

Come sanno in tanti, Triora è il paese delle streghe. Nel Cinquecento l’inquisitore si prese la briga di partire da Genova per giungere fino in queste zone remote, per torturare e far morire quattro donne e un bambino. La loro colpa: curare con le erbe medicinali.
Un altro prodotto da portare a casa è il pane di Triora, marchio registrato, prodotto nei due forni di Molini e Triora. Viene preparato con farina 1, farina di grano saraceno e crusca, e fatto lievitare per una notte con acqua tiepida e sale.

Fino a Verdeggia e Realdo

Proprio sotto la cima del Saccarello, si incontrano due paesini montani di una rara bellezza, Verdeggia e Realdo. Quassù passa l’Alta Via dei Monti Liguri, un percorso a piedi di 400 km che unisce la Francia alla Toscana.
Realdo è un paese appoggiato su una falesia, con un fascino particolare. Qui ha luogo la Sagra dei Sugeli, le tipiche orecchiette, protagoniste della cucina bianca.
Se si arriva fin al Rifugio Realdo Vive, e se si è dei gourmet, dopo aver visitato la valle Argentina si torna a casa con il baule pieno di prodotti tipici, ma anche con un ricordo indelebile dei sapori e dei profumi sprigionati dalle ricette della cucina tradizionale.

Redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium