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Cronaca | 25 dicembre 2020, 07:21

Sanremo: la notte di Natale con gli 'Angeli della Croce Rossa', un aiuto fondamentale per gli 'invisibili' (Foto e Video)

E’ stata una serata davvero unica, sia perché era la notte di Natale, ma anche perché è la prima delle quattro giornate di ‘zona rossa’ per il contenimento del Covid. Ma è stata unica perché abbiamo potuto conoscere loro, quei ‘ragazzi’ che sono sempre al servizio di tutti noi e che la sera di Natale, fanno aspettare i familiari per il cenone, in modo da poter aiutare gli altri.

Sanremo: la notte di Natale con gli 'Angeli della Croce Rossa', un aiuto fondamentale per gli 'invisibili' (Foto e Video)

Quest’anno, insieme agli auguri classici abbiamo voluto fare qualcosa di diverso nella notte di Natale. Diverso per noi, ma classico per chi è abituato ad aiutare gli altri. Stiamo parlando degli ‘Angeli della Croce Rossa’, una brigata di circa 30 persone che, con appositi turni, garantisce due volte la settimana aiuti alimentari e di prima necessità a clochard e persone che vivono all’addiaccio una vita difficile.

E’ stata una serata davvero unica, sia perché era la notte di Natale, ma anche perché è la prima delle quattro giornate di ‘zona rossa’ per il contenimento del Covid. Ma è stata unica perché abbiamo potuto conoscere loro, quei ‘ragazzi’ che sono sempre al servizio di tutti noi e che la sera di Natale, fanno aspettare i familiari per il cenone, in modo da poter aiutare gli altri.

Al ‘comando’ della truppa c’è Manrico Gatti, fotografo de La Stampa e da anni volontario della Croce Rossa. E’ un comando particolare perché in Cri sono tutti amici, tutti indirizzati verso l’aiuto degli altri. L’appuntamento è per le 19, nella sede di via Pisacane dove sono già pronti i sacchetti con la cena per chi ha bisogno. Tramezzini, qualche dolce e anche il ‘panettoncino’ per far sentire anche a loro, un pizzico della magia del Natale. Ma ci sono anche le coperte, per chi soffre il freddo dormendo quando va bene in un anfratto della stazione ferroviaria.

Ci sono anche i termos del the caldo, una mano santa in queste serate fredde di fine dicembre. Poi si parte e la prima ‘fermata’ è poco sotto, proprio allo scalo ferroviario di corso Cavallotti, sicuramente la zona più ‘battuta’ dai clochard. Entriamo nell’atrio dove sono in cinque: cercano di sconfiggere la solitudine parlando un po’ e aspettando loro, gli ‘Angeli’. Le prime uscite sono state difficili perché, nonostante le divise, vengono visti come persone ostili. Poi, una volta conosciute le intenzioni, tutto cambia: c’è un rapporto quasi amichevole, i volontari conoscono il loro nome e, quando arrivano, c’è anche un momento cordiale.

“Buonasera a tutti” esordiscono gli ‘Angeli’ e la risposta non tarda a venire. Vengono consegnati i sacchetti e poi un bel bicchierone di the che scalda le mani, il fisico e anche l’animo. C’è ancora un momento per scambiare due chiacchiere e poi farsi gli auguri. Andiamo sotto, nel parcheggio dove gli anfratti consentono agli ‘invisibili’ di poter dormire e stare un po’ più al caldo. Si apre una porta e troviamo due uomini: c’è Antoine, ha una sessantina d’anni e, vicino a lui, un extracomunitario molto più giovane.

Alle 19.30 stanno già dormendo ma, quando si presentano i volontari della Cri, scatta il sorriso. Non smettono di ringraziarli e, quando vanno via, chiedono quando torneranno. “Buon Natale, che dio vi benedica” dice Antoine che ha mal di schiena e chiede una coperta: “Avete per caso un giubbotto?” chiede e gli ‘Angeli’ confermano subito che sarà loro premura portarglielo. Ci spostiamo in un sottoscala, dove ci sono due stranieri. Uno è abbastanza giovane, non supera i 30 anni mentre l’altro è un po’ più anziano. Con lui anche una cagnolona nera, Carol, che non smette di fargli le feste.

Anche loro ringraziano per il the caldo e per l’aiuto che arriva loro. E poi il ‘Buon Natale’ per una sera che, si percepisce, è diversa. Non è la stessa dei giorni scorsi, forse sarà un luogo comune. Ma la notte del 24 dicembre per noi, quelli fortunati, è sempre stata quella dello scambio dei regali, del cenone e delle risate in famiglia. Per loro è una notte come tante, al freddo e con poche cose. E l’aiuto degli ‘Angeli’ è importante, lo si vive stando vicino a loro.

Con i mezzi della Cri andiamo al Palafiori dove, in un angolo, dorme un uomo. Anche lui è straniero e, all’arrivo dei volontari sta dormendo. Quando si sveglia ci mette un po’ a capire ma, quando gli viene offerto il the caldo e il sacchetto con la cena, spalanca un sorriso a 32 denti. “Grazie, grazie, grazie”, non smette di ringraziare e poi anche “Buon Natale a tutti”. Facciamo un giro per la città per vedere se ci sono altri ‘invisibili’ e ne troviamo uno sulla passeggiata Imperatrice. Ha una sessantina d’anni e tutto quello che ha è in un carrello da supermercato. Si ferma e riceve volentieri gli aiuti degli ‘Angeli’. Anche per lui è una serata come tante, ma è Natale e fa gli auguri.

Facciamo un salto anche a Taggia, alla stazione ferroviaria, dove troviamo uno straniero. E’ la prima volta che vede i volontari ed è un po’ più diffidente. Ma, dopo diverse offerte, alla fine prende il sacchetto con la cena: “No, il the non lo bevo ma grazie, grazie davvero”. Sono le 21 e bisogna rientrare in sede. Gli ‘Angeli’ hanno terminato il loro giro e una dozzina di persone, spesso dimenticate, grazie a loro passeranno una serata meno triste.

Certo, la loro situazione non cambierà di molto ma, un the caldo, un panettone, un po’ di cibo e, soprattutto una parola buona, avrà riscaldato il loro cuore, anche se il fisico rimane freddo per le temperature che si stanno abbassando. Oggi è Natale e, Covid permettendo, tutti noi saremo tranquillamente attorno ad una tavola con i nostri familiari. Siamo fortunati. Gli ‘invisibili’, loro lo sono un po’ meno. Ma ora hanno qualche ‘Angelo’ che li aiuta e lo farà ancora per tanto tempo.

C’è infatti l’intenzione di andare avanti, almeno fino a marzo, ma alla Croce Rossa si sta già pensando di mantenere queste squadre per sempre perché chi ha bisogno c’è sempre, 365 giorni l’anno. Buon Natale a tutti.

Carlo Alessi

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