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Cronaca | 18 gennaio 2021, 13:48

Dolcedo: i carabinieri rischiano lo sfratto, probabile il trasferimento a Imperia sull'argine sinistro

"Se questo è l’aiuto che viene dato all’entroterra è evidente che qualcosa non stia funzionando", commenta il sindaco di Dolcedo Giovanni Danio

Dolcedo: i carabinieri rischiano lo sfratto, probabile il trasferimento a Imperia sull'argine sinistro

Un duro colpo all’entroterra potrebbe essere inferto con la chiusura, che sembrerebbe imminente, della caserma dei carabinieri di Dolcedo. La presenza dell’immobile rappresenta un importante presidio per il piccolo comune e in generale per tutti gli abitanti della val Prino che si troverebbero da un giorno all’altro a non poter più contare sulla caserma.

Il problema non è nuovo. L’immobile, di proprietà di privati locali, è sotto  sfratto da anni. I proprietari non hanno voluto rinnovare l’affitto alle precedenti condizioni economiche. Il ministero della difesa ha fatto sapere di non avere fondi sufficienti per soddisfare la richiesta di aumento del canone di locazione. A intervenire per tentare di bloccare lo sfratto era stata l’allora prefetto Silvana Tizzano e sembrava che la questione potesse risolversi.

Con il nuovo anno il problema si è ripresentato. La trattativa è in corso, nelle scorse settimane ci sarebbero stati alcuni incontri tra la proprietà e il comando provinciale, ma al momento l’unica soluzione sembra essere il trasferimento dei militari presso la caserma dei carabinieri forestali di via Argine Sinistro a Imperia.

Le ultime notizie che ho in merito risalgono a una ventina di giorni fa e non sono positive. – commenta il sindaco di Dolcedo Giovanni Danio a Imperia News – Perdere la caserma per noi sarebbe un danno enorme che seguirebbe la chiusura della filiale della Carige lo scorso novembre. Se questo è l’aiuto che viene dato all’entroterra è evidente che qualcosa non stia funzionando. Per noi la caserma è di assoluta importanza, basti pensare che d’estate Dolcedo, con i turisti triplica la popolazione. Già solo la scritta ‘carabinieri’ all’ingresso del paese è un deterrente. Purtroppo abbiamo provato senza successo a trovare un'altra sede sul territorio, ma non esistono immobili con le caratteristiche richieste”.

Francesco Li Noce

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