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Attualità | 21 gennaio 2021, 07:11

Scuola, il punto con i rappresentanti d'istituto imperiesi, Yannick e Alessandra: "Rientro al più presto, ma in sicurezza"

Alessandra Nante, studentessa della quinta A scientifico Esabac e Yannick Renzetti, studente della quarta A del Nautico, ci hanno raccontato come vivono la didattica a distanza, nella speranza di un ritorno tra i banchi

Yannick Renzetti Alessandra Nante

Gli studenti Yannick e Alessandra

Rientro a scuola sì, ma è necessario garantire la sicurezza, soprattutto per quanto riguarda i trasporti. È il pensiero dei rappresentanti di istituto del liceo Vieusseux e del Nautico di Imperia. Alessandra Nante, studentessa della quinta A scientifico Esabac e Yannick Renzetti, studente della quarta A del Nautico, nonché presidente della consulta provinciale degli studenti, ci hanno raccontato come vivono la didattica a distanza, nella speranza di un ritorno tra i banchi di scuola il prima possibile.

Sicuramente tutti noi siamo stanti di passare le nostre giornate davanti a un pc. Vorremmo tornare a scuola, ritrovare il normale rapporto con i compagni e con i professori”, premette Alessandra.

Della stessa idea Yannick: “La situazione è complessa perché la didattica a distanza non garantisce il diritto allo studio. È uno strumento emergenziale, ma inefficace. Così la scuola non ha quel ruolo formativo che serve a formare il cittadino, prima che lo studente”.

Rispetto a febbraio – continua Alessandra – sicuramente sono stati fatti passi in avanti. Prima ci collegavamo con una piattaforma che sceglievano i professori, ora tutte le scuole hanno adottato 'Google Meet'. Sia noi che i docenti abbiamo imparato a rapportarci con questo sistema, anche se ogni tanto capita che per qualche problema di connessione, uno studente perda qualche minuto di lezione”.

Ci sono tantissimi studenti che seguono le lezioni con strumenti inadatti. - ribatte Yannick – Non tutte le famiglie possono permettersi di comprare un pc o un tablet ai propri figli, così c'è chi è costretto a usare il telefono, con cui non si può pensare di seguire ogni giorno le lezioni”.

La soluzione, come richiesto a gran voce anche dal ministro dell'istruzione Lucia Azzolina, è il ritorno in presenza. Alessandra e Yannick pongono però il tema della sicurezza, non tanto all'interno delle scuole, quanto sui trasporti necessari a raggiungerle.

Il nostro preside ha fatto di tutto per organizzare al meglio gli spazi, tutti hanno fatto la loro parte, purtroppo però sui pullman ci sono problemi di assembramento che si sono visti a settembre”. Spiega Alessandra.

Il ministero deve investire di più, allo stato attuale non si sta attrezzando per il rientro in sicurezza. - continua Yannick - A settembre le navette erano affollate, c'erano problemi con gli orari, soprattutto per quanto riguarda gli studenti che vivono nelle vallate. A scuola, la riorganizzazione degli spazi ha costretto a riconvertire i laboratori, adibiti ad aule, che invece sono fondamentali, soprattutto negli istituti tecnici”.

Il futuro è incerto, anche se il presidente della Regione Giovanni Toti, dopo le indicazioni del comitato tecnico scientifico su un rientro al 50 per cento, ha dichiarato che si potrà tornare in presenza se i contagi scenderanno.

Purtroppo neanche noi studenti né i professori abbiamo certezza su quando e come torneremo”, concludono i due rappresentanti d'istituto.

Francesco Li Noce

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