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Al Direttore | 11 febbraio 2021, 16:52

Covid e possibilità di passare a zona rossa o arancione: il pensiero della nostra lettrice Serena

Covid e possibilità di passare a zona rossa o arancione: il pensiero della nostra lettrice Serena

Una nostra lettrice, Serena Minetti, ci ha scritto per dire la sua sulla situazione relativa al Covid e alla possibilità che la nostra provincia passi in zona rossa o arancione:

“Sono una piccola partita iva che non lavora, per il tipo di attività che occupo, da marzo dello scorso anno con un incasso praticamente a zero. Ogni volta che si decide di portare la zona in arancione o in rosso, la mia attività crolla sempre più in basso e, insieme a lei, la famiglia e tutto ciò che in anni di duro lavoro si è costruito. Siamo entrati in zona gialla da pochissimi giorni, ma ecco la possibilità di passare all’arancione o al rosso. Ma in tre giorni cosa è cambiato? Colpa dei francesi, dei giovani che prendono l’aperitivo (ora lo potranno fare seduti solo a casa nel loro tavolo), colpa dei ragazzini, della scuola o altro? A distanza di un anno, non vi pare che la narrativa Covid, inizi ad essere  una gran presa in giro? La mia attività non ha preso un euro dallo Stato e neanche dalla regione. Ora basta davvero! Si sta facendo tutto questo per il Festival? Se chiudiamo le attività allora non facciamolo e spostiamolo più avanti, almeno da non creare figli e figliastri, e che il danno sia uguale per tutti, comune compreso. Potreste capire quanto sia difficile sopravvivere per una famiglia normale, economicamente e psicologicamente, potreste capire quanto sia difficile vedere la tua attività svanire, quanto sia difficile comprare le cose basilari per i propri figli, pagare le bollette. In tutto questo, mi domando dove siano le associazioni di categoria, completamente inermi, e dove sia il popolo, che a dispetto degli scandali che stanno uscendo in questi giorni in maniera molto costante, abbia la capacità di continuare a stare in silenzio. Il silenzio a volte è assordante. Ma capisco, voi interromperete questo silenzio nuovamente quando ci verrete a chiedere di votarvi”.

Carlo Alessi

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