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Sanità | 19 febbraio 2021, 07:11

Covid-19: in tutta la provincia di Imperia il 30% del personale sanitario è no-vax, Orlando (Asl 1) "È un dovere morale, le adesioni aumenteranno"

Su 2.629 dipendenti, in 788 ad oggi hanno deciso di non aderire alla campagna. Al fronte del 'no' appartengono soprattutto gli Oss. Il restante 70% ha acconsentito senza indugi per proteggere gli altri e se stessi

Covid-19: in tutta la provincia di Imperia il 30% del personale sanitario è no-vax, Orlando (Asl 1) "È un dovere morale, le adesioni aumenteranno"

Su 2.629 di dipendenti, tra dirigenti, personale sanitario e amministrativo, di Asl 1 imperiese circa 788, quindi un 30% del totale, al momento ha deciso di non sottoporsi alla vaccinazione anti-covid mentre il restante 70% (quindi circa 1.840) lo ha invece ritenuto giusto e necessario. Questa la fotografia che emerge dal report interno dell’azienda sanitaria della provincia di Imperia. Tra i no-vax la categoria più indecisa e riluttante a sottoporsi alla vaccinazione è, in percentuale, quella degli operatori socio-sanitari mentre tra il personale medico e infermieristico, ma anche amministrativo e dirigenziale l’adesione è stata significativa. 

Sottoporsi alla vaccinazione non è un trattamento che può rendersi obbligatorio, ma se si svolge una mansione delicata, come appunto è quella degli Oss, per la tutela di se stessi e dei pazienti sarebbe opportuno effettuarla. La pensa allo stesso modo Michele Orlando, direttore sanitario di Asl 1, il quale alla nostra testata ha dichiarato che “al momento il 70% dei dipendenti ha effettuato la vaccinazione anti-covid e chi in un primo momento ha declinato ha poi trovato consapevolezza e coscienza decidendo quindi di fare il vaccino. A mio avviso per chi lavora in un ambito sanitario, sottolinea Orlando, vaccinarsi è un dovere morale. Come Asl siamo fiduciosi che le percentuali di adesione al vaccino, da parte del personale sanitario, aumenteranno”. 

Nessun trattamento sanitario può essere imposto senza una legge e ad oggi dal Governo non trapela l’intenzione di volerla emanare o almeno non in questa prima fase. L’articolo 32 della Costituzione infatti, tutela la salute non solo come diritto fondamentale del singolo ma altresì come interesse della collettività e permette di imporre un trattamento sanitario se diretto “non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri”, così come specificato dalla sentenza n°5 della Corte Costituzionale. 

La questione, molto dibattuta nell’ultimo periodo, non riguarda solo gli ospedali, ma anche il mondo della scuola e delle professioni in generale. In molti adottano, però un’altra linea. Se il Parlamento non interviene direttamente con l’emanazione di una legge ad hoc l’obbligo potrebbe desumersi attraverso il Codice civile. L’articolo 2087 sancisce  infatti chel'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

L’obbligo della vaccinazione quindi potrebbe essere imposto dalle singole Asl, ma ancora questa strada appare molto lontana per essere percorsa. Ed ecco che ci si appella alla coscienza, al buonsenso e soprattutto alla concezione di sicurezza e al principio del “Primum non nocere”: un comandamento alla base della medicina, ma che ad oggi sembra essere dimenticato da tanti. 

Angela Panzera

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