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Politica | 26 febbraio 2021, 14:37

Imperia: intervento del gruppo 'Sinistra in Comune' su perdita del depuratore cittadino

Imperia: intervento del gruppo 'Sinistra in Comune' su perdita del depuratore cittadino

“Nel recente dibattito in Consiglio Comunale sulla pratica del porto turistico l'amministrazione Scajola si è auto attribuita il record per la velocità con cui si è arrivati a concludere l'incameramento al Demanio delle opere realizzate nel bacino portuale. Non ci interessa in questa sede ritornare sui veri ‘meriti’ o ‘record’ realizzati per quell'opera, che però ricordiamo è passata dall'essere la costruzione del porto turistico più grande del Mediterraneo a diventare forse la più grande figura di m... del Mediterraneo, ma trattare l’argomento m… per altre ragioni”. Ad affermalo è il gruppo imperiese di ‘Sinistra Italiana – Sinistra in Comune’ che continua: “Ci interessa infatti confrontare lo scarto tra gli annunci con cui questa amministrazione si auto-attribuisce patenti di efficienza e competenza e il ben più misero profilo con cui vengono affrontate le vere problematiche della città.

Tra queste è emblematica la vicenda della perdita del condotto del depuratore, nota al Comune almeno da settembre 2020 ma che la giunta comunale ha reso pubblica solo a dicembre dopo la denuncia fatta da una testata giornalistica on line. Nell'inchiesta giornalistica citata si è denunciato lo sversamento a mare di scarichi di depurazione che dovrebbero essere rilasciati al largo ed in profondità e che, visti i problemi di funzionamento dell'impianto, possono anche risultare in forma di liquami maleodoranti, fortemente inquinanti e causa di morie di pesci. Per questo ‘problemino marginale’ l'amministrazione Scajola, che ama sventolare l'attribuzione della bandiera blu alla città come fosse un proprio merito, ha battuto ogni record in termini di incompetenza ed approssimazione.

Rispondendo ad una interrogazione presentata dalle opposizioni in consiglio comunale, l'assessore competente ha spiegato che l'intervento per riparare la condotta è previsto per fine marzo (sei mesi dopo l'annunciata conoscenza del problema) e che i ritardi sono stati dettati dal rimpallo di responsabilità tra Comune e Rivieracqua su chi dovesse intervenire oltre che dalle difficoltà a reperire la tubazione idonea. Posto che è ben chiaro che l'intervento spetti al Comune, che infatti lo realizzerà, appare evidente che i rimpalli riguardino quelle (palle) che sono state raccontate su questa vicenda e che il problema del tubo sia semmai quello con cui sembra aver compreso il problema l'assessore.

Nella risposta all'interrogazione consiliare l'assessore ha infatti dichiarato che dalla ‘perdita dovrebbe uscire acqua filtrata e non sporca’, che ‘se così non fosse dovremmo avere segnali di inquinamento nella zona del parco urbano’ e che ‘ad oggi non abbiamo notizie in questo senso’. È inquietante che su una vicenda di tale gravità, nonostante le numerose denunce giornalistiche anche in merito alla reale efficienza di esercizio del depuratore e a fronte di uno sversamento a mare a pochi metri dalla riva, l'assessore risponda in termini tanto vaghi. Se la perdita della tubazione del depuratore non è inquinante, un assessore della ‘giunta dei record con la bandiera blu’, lo deve affermare con certezza e sulla base di analisi chimiche effettuate dalle autorità competenti. Se non lo fa, il rischio che qualche schizzo possa macchiare la tanto celebrata bandiera blu è concreto.

All'assessore riportiamo di seguito parte del testo dell'ordinanza inviata dal Sindaco a Rivieracqua a settembre quando si è avuto notizia della perdita e che recita ‘siffatta situazione costituisce grave pericolo per la salute e per l’igiene pubblica necessitando da un lato di garantire il regolare funzionamento del tubo di rilancio a mare dell’impianto di depurazione e dall’altro la qualità e la salubrità delle acque’. Gli ricordiamo infine cosa era scritto nella diffida di dicembre, sempre a firma del Sindaco, con ‘richiesta a Rivieracqua di verificare e certificare il regolare funzionamento dell’impianto di depurazione sempre entro dieci giorni, in quanto il liquido che fuoriesce dalla tubazione danneggiata non sembrerebbe, ad un primo esame del tecnico che ha effettuato il sopralluogo, refluo depurato come invece dovrebbe essere’.

Come si concilino questi atti ufficiali del Comune con le recenti affermazioni dell'assessore non è dato capire, salvo che stavolta se siamo di fronte ad un record è quello della scarsa credibilità”.

C.S.

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