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Attualità | 27 febbraio 2021, 12:03

Imperia, vicenda casa di riposo Asp, l'allarme della Cisl Fp: "Si apra subito un tavolo con regione e comune"

La sigla sindacale preannuncia battaglia per garantire il lavoro a tutti i dipendenti, compresi quelli gestiti dalle cooperative e dalle agenzie interinali.

Nico Zanchi, coordinatore della Cisl Fp Imperia

Nico Zanchi, coordinatore della Cisl Fp Imperia

"Che la casa di Riposo Asp di Imperia fosse in condizioni economiche difficili, non è affatto una novità e troviamo assurdo che qualcuno finga di cadere dalle nuvole". Così in una nota stampa il coordinatore territoriale di Imperia della Cisl Fp Liguria, Nico Zanchi.

"Nessuno è stato in grado fino ad oggi di cambiare il verso di un destino preannunciato, chiosa Zanchi, nonostante l’ alternanza dei consigli d’amministrazione. La gestione della casa di riposo ha sempre evidenziato enormi problematiche sia strutturali che gestionali, che con il passare del tempo hanno assunto dimensioni troppo grandi per essere contenute. La stessa Regione con atto n° 1105-202, ha preso atto sia dell’ approvazione del bilancio d’ esercizio 2019 - che evidenziava una situazione debitoria trascinata da molti anni- sia del Piano di Risanamento, che prevedeva varie soluzioni, tra cui l’ attivazione di un mutuo ipotecario e la dismissione di parte del patrimonio immobiliare. Ovviamente l’ avvento della pandemia ha messo in ginocchio la Casa di riposo, che però ha reagito grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione e tutto il personale, nuovo e non, che ha mantenuto a galla la struttura in un periodo assolutamente negativo. Ora la buona volontà non basta più. C’è bisogno che il gruppo dirigente si assuma le proprie responsabilità e metta in campo le soluzioni necessarie a invertire la rotta".

"La notizia veramente nuova e allo stesso tempo molto preoccupante, sottolinea la CIsl Fp, è quella relativa alla decisione presa dalla Cooperativa 'Il Faggio', che, nonostante tutta la buona volontà, comunica ufficialmente di non potere più sostenere il mancato pagamento dell’ Ente e dichiara di cessare la propria attività dal 1 aprile 2021. L’ ammontare del debito, infatti, risale (come si sa da tempo) a oltre 1,5 milione di euro. Il fatto poi che l’ Amministrazione non abbia la disponibilità economica necessaria a pagare i servizi resi dalla cooperativa apre uno scenario preoccupante, che non si risolve trovando un altro soggetto, perché si tornerebbe alla situazione di partenza. A rischio ci sono le retribuzioni di tutto il personale. Le parti coinvolte non devono aspettare, ma attivare tutte le misure necessarie per risanare i conti dell’ ente e permettere la continuità assistenziale".

"Come organizzazioni sindacali, conclude la nota, vogliamo garantire tutti posti di lavoro della struttura, compresi quelli gestiti dalle cooperative e dalle agenzie interinali. E’ il momento di aprire un tavolo serio con tutte le parti coinvolte, coinvolgendo anche la Regione e il Comune, oltre all’ intero consiglio di Amministrazione. Ci vuole l’ aiuto di tutti al fine di tutelare sia i degenti che i dipendenti di questa struttura, che non può essere lasciata da sola in un momento come questo.

C.S.

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