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Attualità | 01 marzo 2021, 15:57

Imperia, l'urlo di dolore di artisti e lavoratori del mondo dello spettacolo: "Rivendichiamo il diritto alla cultura" (Foto e video)

L'iniziativa organizzata da 'L'ultima Ruota' terminerà a Sanremo. In calata Cuneo presenti tanti cittadini, Istituzioni e associazioni a fianco di chi opera in uno dei settori maggiormente colpito dalla crisi

Imperia, l'urlo di dolore di artisti e lavoratori del mondo dello spettacolo: "Rivendichiamo il diritto alla cultura" (Foto e video)

“Siamo il palcoscenico, siamo lo spettacolo dal vivo. Siamo l'industria creativa e culturale. Siamo tante infinitesime parti che lavorano per un solo scopo. Il nostro lavoro è un rito che ogni sera si compie, ma da un anno non possiamo più celebrarlo. Abbiamo lasciato orfani i palchi, gli spazi, le platee. Orfano il pubblico, orfane le nostre città. Non sentite questo vuoto? Per noi è assordante e doloroso. Ed è umiliante che il valore professionale e sociale del nostro lavoro non venga riconosciuto, proprio ora che la società ne ha più che mai bisogno. Non ci sono prospettive per il futuro, non ci sono aiuti sufficienti nel presente. Molti di noi abbandonano ciò che amano fare, ciò che sono capaci di fare, ciò che fanno con passione. Costretti dal momento? Non crediamo. Non solo. Siamo lavoratori e lavoratrici dello spettacolo e rivendichiamo il diritto di poterlo essere, che ci venga almeno data la possibilità di provare ad esserlo. Ancora”.

Queste sono solo alcuni dei passaggi della lettera, letta oggi pomeriggio in Calata Cuneo a Imperia, dai lavoratori dello spettacolo, da oltre un anno in ginocchio a causa delle chiusure imposte dalla crisi pandemica. Attori, musicisti, tecnici, fotografi di scena, solo per citare alcune delle categorie rappresentate oggi, hanno fatto tappa già da stamani nella nostra città nell’ambito dell’iniziativa de 'L'ultima ruota', una "pedalata" che da Milano arriverà questo pomeriggio in piazza Colombo a Sanremo e a proprio a Sanremo, gli artisti consegneranno le lettere scritte da tutta Italia direttamente nelle mani di Amadeus e Fiorello affinchè sul palco dell’Ariston possano rappresentare il grido di dolore di tutto il settore.

“Vorremmo un Ministero capace di unire tutte le voci, capace di ascoltarle e di essere come ognuno di noi, recita la conclusione della missiva. Un pezzo di mille altri che lavorano per raggiungere insieme quel respiro sospeso che grida nel silenzio poco prima che il sipario si apra. La cultura è necessaria. Lo è in ogni luogo. Lo è nelle scuole, nelle piazze, nei quartieri, nei teatri, nei locali, nelle vie. La cultura dal vivo è necessaria. Cosa ne sarà della relazione, dell'immedesimazione, della rielaborazione e della rinascita civile post pandemia?”. A questa domanda sarà non solo il tempo a trovare una risposta, ma le Istituzioni a livello locale e nazionale chiamate a mettere in piedi strategie e modalità per la rinascita del comparto. Durante l'iniziativa anche esponenti del mondo della cultura imperiese, come Livia Carli de "Lo Spazio vuoto" hanno letto la propria lettera. 

In rappresentanza del comune di Imperia era presente l’assessore allo sport e manifestazioni, Simone Vassallo, il quale alla nostra testata ha dichiarato che “il Comune è vicino a loro, siamo pronti  a ripartire dopo questo periodo difficile. È stata una bella iniziativa; sono persone che difendono il loro lavoro e sono pronti a ripartire con più forza e in sicurezza”.

Presente alla manifestazione anche la presidente del "Circolo Parasio", Simona Gazzano, insieme alla squadra ciclistica “Blu Parasio” che hanno accompagnato da Imperia a Sanremo il gruppo de "L’Ultima ruota". “Il settore che va sostenuto – ha detto- la cultura fa del bene anche agli altri, in termini di sostegno di svago, riflessione e permette di avere anche l’umore sollevato nei momenti difficili. Per molti è un lavoro, anche molto difficile e noi siamo al loro fianco”.

 “Voglio fare anche io la mia parte. Per chi lavora nello spettacolo è una situazione davvero incredibile  e vergognosa. Si aiuta tanta gente, ma non si vede nulla che parli di questi lavoratori”, così invece Carmelo Multari, 71 anni, reduce da un’impresa straordinaria: il record dell’ora in bici. Con due protesi all’anca Multari è riuscito a compiere 186 giri in pista per un totale di 30.585 km. "Sono con loro e mi aggrego perché dobbiamo sperare che si sblocchi qualcosa per questo settore che sta vivendo un momento catastrofico”.

Angela Panzera

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