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Attualità | 04 marzo 2021, 14:43

"Oltre al Festival a Sanremo c'è anche un carcere non proprio esemplare": la denuncia del segretario del Graf Buscaglia

Buscaglia evidenzia inoltre, come ancora la giunta Toti non abbia applicato la legge regionale che prevede l'istituzione del garante dei detenuti

"Oltre al Festival a Sanremo c'è anche un carcere non proprio esemplare": la denuncia del segretario del Graf Buscaglia

"A Sanremo oltre al festival c’è anche un carcere, non proprio esemplare". Lo scrive in una nota Gian Piero Buscaglia, segretario del Gruppo Radicale "Adele Faccio", Graf.

"Non vogliamo ripeterne l’elenco di problemi, ben conosciuti da autorità e potenti sindacati corporativi,  sottolinea Buscaglia, ma intendiamo dedicare attenzione alla nuova figura istituita con legge regionale poco prima delle ultime elezioni: il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà. In Liguria se ne parla da 13 anni, l’iter s’è protratto per tre legislature, l’impegno ultimo è durato 5 anni: l’esito, salutato il 26 maggio dello scorso anno come 'importante atto di civiltà dopo lungo percorso bipartisan', risulta incompiuto e tradito".

"Prima del voto dello scorso settembre, chiosa Buscaglia, i media scrivevano che 'il Garante sarà eletto entro 3 mesi, durerà 5 anni, sarà cerniera fra carcere e territorio, lavorerà con magistrati e direttori, migliorerà le condizioni degli agenti e quelle, insopportabili, dei detenuti per pena o per caso, come il nostro Carlo Carpi, ora libero ma prima sballottato fra Marassi, Sanremo e Chiavari-  candidato nella lista col GRAF, prendiamo spunto dalla sua esperienza. Strano che il presidente Toti, uscito vincitore e invitato a affrontare anche l’emergenza sanitaria delle carceri liguri, replichi in modo pilatesco che non è di sua competenza".

"Questo è il solito giochino del governatore buono che da Genova si contrappone ai politici cattivi di Roma capitale, pur sapendo che, evidenzia Buscaglia, nella lotta alla pandemia, tutto dipende da parametri precisi e non da volontà contrapposte: ne abbiamo esempio in questi giorni. Stessa cosa vale per il Sappe; nelle sue frequenti, retoriche lamentazioni, ogni volta chiede di tutto, perfino il Taser per i propri rappresentati, ma non il mantenimento della promessa, fondamentale, di istituire il garante. Siamo in presenza di due bei esempi di 'finita la festa, gabbato lo santo', dove 'santo' sta per popolo bue e immemore. Applicare una legge già approvata dalla Regione Liguria sarà pur competenza del governatore ligure, no?, si domanda Buscaglia, soprattutto se il Presidente è lo stesso della tornata precedente".

"Un altro caso poi è rappresentato del nuovo carcere di Savona se ne parla da 20 anni, e sono 40 anni che non si fa, evidenzia Buscaglia. La chiusura del Sant'Agostino risale a oltre 4 anni fa e ora si propone un luogo assurdo, incuneato nella Valbormida, territorio difficile da raggiungere, fortemente inquinato dai veleni dell’Acna, ove sarebbero ancora presenti milioni di metri cubi di rifiuti tossici non smaltiti. Molto più ragionevole, allora, la proposta del capogruppo Fi di Albenga, acerrimo nemico di noi radicali eppure manifestamente piena di sano buonsenso: usare le vecchie caserme abbandonate in frazione Badino poiché un carcere lì posizionato sarebbe facilmente collegato alle località costiere, vicino al casello autostradale, baricentrico fra le carceri di Sanremo e Genova e le città di Savona e Imperia, dove l’istituto è piccolo e anacronistico. Iniziativa massicciamente respinta con argomenti risibili: mancanza di metratura, disturbo all’attività florovivaistica. Ciangherotti ha provato due volte a presentare la mozione, adoperando ogni argomento logico e citando illustri interlocutori:il sindaco di Opera, cittadina simile ad Albenga per popolazione dove la costruzione del nuovo carcere ha fatto diminuire la criminalità e un ex tenente dei Carabinieri di Albenga, che condivideva l’idea. Ma, evidentemente, troppi gli interessi in gioco di segno opposto: avanti, dunque, coi sopralluoghi nei famigerati siti di Cengio e Cairo.

Buscaglia conclude il proprio intervento citando le parole pronunciate ieri dalla neo ministra della Giustizia Cartabia che, citando Calamandrei, ha sottolineato come occorra aver visto un carcere per comprenderne la complessità: "da quando anch’io ho visto, non ho più scordato i volti, le condizioni, le storie di chi conosciuto”. Restiamo in attesa che il Consiglio regionale decida di fare il proprio dovere istituzionale e morale, dando sbocco concreto a una legge da esso stesso partorita".

C.S.

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