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Politica | 04 marzo 2021, 07:03

Il PD provinciale all'attacco del Presidente della Regione Giovanni Toti sulla campagna vaccinale

"La campagna vaccinale vede la Liguria agli ultimi posti nel tasso di utilizzo dei vaccini, il dato gira intorno al 60% mentre in altre regioni il tasso ottimale è del 80%"

Il PD provinciale all'attacco del Presidente della Regione Giovanni Toti sulla campagna vaccinale

“Gli ultimi provvedimenti del Presidente Toti testimoniano la pessima gestione dell’emergenza sanitaria e svelano le sue difficoltà a svolgere il ruolo di Presidente e di responsabile della sanità”.

Interviene in questo modo la sezione provinciale del Partito Democratico, che attacca il Governatore ligure e la sua Giunta. “Lo svolgimento della campagna vaccinale – prosegue il PD imperiese - vede infatti la Liguria agli ultimi posti nel tasso di utilizzo dei vaccini, il dato gira intorno al 60% mentre in altre regioni il tasso ottimale è del 80%; il numero dei vaccinati liguri è nettamente inferiore ai numeri prefissati. Un andamento inaccettabile tenuto conto che nella nostra Regione c’è un alta percentuale di anziani ultra 65 anni (circa il 28%), che corrisponde ad una popolazione di circa 400.000 persone”.

Per il partito democratico della provincia di Imperia sono determinanti  i prossimi 100 giorni che devono vedere un netto cambio di marcia: “A tal punto rimarca con forza che sovrapporre le funzioni di Presidente della Giunta Regionale con quelle dell’Assessore della Sanità è un errore gravissimo in quanto per questa emergenza la gestione deve essere affidata ad una persona che dedichi completamente il suo tempo a questa funzione. Invece assistiamo quotidianamente al balletto delle cifre, dati discordanti con quelli nazionali e la cosa  più  grave deve essere evidente il numero dei cittadini che hanno completato l’iter vaccinale sul totale della popolazione”.

Ritornando ai numeri precedenti e, se resta la doppia somministrazione, secondo il PD bisogna vaccinare al più  presto 50.000 persone (gli ultra 65enni) che corrispondono all’incirca al 28% della popolazione provinciale, oltre le categorie a rischio e quindi 100.000 somministrazioni nei prossimi 100 giorni, che corrisponderebbe a 1000 vaccinazioni al giorno: “E’ evidente che – va avanti il - il numero attuale di somministrazione è molto al di sotto di queste aspettative, e quindi  l’obiettivo di proteggere la popolazione più  fragile si allunga nel tempo, con i ritmi attuali la copertura vaccinale verrà raggiunta nel 2023, una condizione inaccettabile per la salute e per l’economia del nostro territorio. Questa pianificazione incerta, approssimativa (basterebbe vedere il sistema di prenotazione o chiamata diretta, un ridotto coinvolgimento dei Comuni) deve essere immediatamente cambiata”.

Il PD, nell’evidenziare le criticità presenti, promuove anche dei suggerimenti:
- forte integrazione tra Asl e Comuni (servizi anagrafici e sociali) con farmacie e medici di famiglia per organizzare al meglio sistema di chiamata diretta per prenotazione o telefonica o altri sistemi informatici;
- ricerca con i Comuni di locali ampi per predisporre più postazioni per le vaccinazioni. Prevedere l’ampliamento della fascia oraria diurna e festiva e maggiore numero di equipe per aumentare drasticamente il numero delle vaccinazioni con unità di misure decuplicate (migliaia al giorno invece di centinaia);
- la ricerca del personale (infermieri ,medici, farmacisti, biologi) deve prevedere incarichi di più lunga durata di almeno un anno, visti i tempi lunghi della campagna vaccinale;
- diffusione con qualsiasi mezzo di stampa e informatico dei moduli di consenso, in modo che i cittadini arrivino ai centri vaccinali con i moduli già compilati e che verranno firmati al momento al fine di accelerare tutte le operazioni preliminari alla somministrazione del vaccino per aumentare il numero delle esecuzioni.

“Solo al raggiungimento di questi obiettivi - termina il PD imperiese - da ottenere nel tempo più breve possibile, si può  uscire dallo stato di emergenza. Infine chiediamo più trasparenza e più informazione: invece di giocare abilmente con la comunicazione e confondere i cittadini liguri con dati poco significativi chiediamo che quotidianamente sia divulgato su tutti gli organi di stampa. Il numero dei cittadini vaccinati in confronto alla popolazione generale perché solo con questo dato si può valutare il lavoro svolto e capire quali forze impiegare per sconfiggere questo terribile nemico”.

Redazione

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