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Politica | 11 aprile 2021, 18:01

Coronavirus, il plauso di Gradi (+Europa) su vaccinazione straordinaria: "Ottima iniziativa ma..."

"Purtroppo la popolazione non è stata avvisata in tempo utile"

Mauro Gradi

Mauro Gradi

“Nel quadro di un’inadeguata gestione del sistema vaccinazioni, dal momento europeo (lo ha riconosciuto la stessa Emma Bonino sul cui europeismo non si può certo dubitare), a quello nazionale (soprattutto del precedente governo), a quello regionale (la Liguria fanalino di coda insieme alla Calabria), iniziano ad intravedersi dei buoni segnali di luce”. Ad intervenire sull’argomento è l’Avvocato Mauro Gradi, Membro dell’Assemblea Nazionale +Europa.

“Ottima l’iniziativa della vaccinazione straordinaria in auto degli ultraottantenni – spiega Gradi -, partita ieri mattina alle ore 8.00, con tre siti baricentrici nella nostra provincia (Camporosso per il distretto Ventimigliese, Taggia per il Sanremese e Imperia per l’Imperiese-Dianese) con cadenzamento orario in base alla data di nascita (dal 1926 in avanti) e con una buona organizzazione anche grazie ai tanti volontari.

Purtroppo, però, non riusciamo quasi mai a fare bene le cose sino in fondo e non si può non evidenziare un grave vulnus informativo su tale encomiabile e importante iniziativa. Un deficit informativo (basti pensare che alcuni sindaci di comuni importanti lo hanno saputo solo venerdì per sabato): dagli organi d’informazione, ai medici di famiglia ai quali l’Asl avrebbe dovuto prescrivere di informare con congruo preavviso i rispettivi pazienti over 80 (anche solo con messaggio via sms uguale per tutti) sulla giornata straordinaria di vaccinazione per i meno giovani che sono poi i più fragili (alcuni medici lo hanno fatto, pur non essendo tenuti, di loro iniziativa, ma in guerra ci vogliono misure militari, nel senso di scientifiche, non rimesse alla discrezionalità e al caso).

Sul fronte dei ‘trattamenti privilegiati ed iniqui’, bene ha fatto il premier Draghi a dire ‘finiamola di vaccinare gli under 60, pensiamo prima ai più vecchi’. Aggiungo che - conclude Gradi - dobbiamo finirla anche di estendere a dismisura la platea delle categorie c.d. a rischio che, in tanti casi, a rischio non sono, anzi".

C.S.

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