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Cronaca | 02 maggio 2021, 07:31

Il personale sanitario ligure in piazza contro l'obbligo di vaccinazione. Loschi (CUB): "No a ricatti"

A spiegare i motivi della manifestazione sono stati i dirigenti della Confederazione Unitaria di Base (CUB) intervenuti a '2 ciapetti con Federico'.

Il personale sanitario ligure in piazza contro l'obbligo di vaccinazione. Loschi (CUB): "No a ricatti"

Si è svolta a Genova, in piazza De Ferrari, la manifestazione ligure contro l’obbligo di vaccinazione per il personale sanitario. Un’iniziativa organizzata dalla Confederazione Unitaria di Base (CUB), che sta portando avanti una campagna non contro il vaccino, ma contro il concetto di obbligatorietà e le sanzioni salariali ed occupazionali previste per chi non lo rispetta. A spiegare i motivi della manifestazione sono stati i dirigenti del sindacato intervenuti a '2 ciapetti con Federico'.

Questa vaccinazione non è una bacchetta magica ma è molto difettosa perché non garantisce l’immunità, non si sa quanto si sia tutelati, se si avranno gli anticorpi, se ci si potrà ammalare ugualmente o se si sarà contagiosi – ha dichiarato il referente CUB Sanità Liguria Maurizio LoschiC’è quindi un discorso di scarsa efficacia e di mancate garanzie di sicurezza perché non è stata testata adeguatamente. Vengono così a cadere i presupposti fondamentali dal punto di vista del diritto affinchè possa essere inserita come obbligatoria. Noi non andiamo a dire a nessuno che non si deve vaccinare, ma rispettiamo chi non vuole farlo. Inoltre parliamo di persone che lavorando nelle strutture sanitarie hanno un osservatorio privilegiato, quindi se in loro si generano paure è giusto tenerle in considerazione. Il problema è che si ricattano le persone dicendo che le si toglie lo stipendio, questo non è accettabile. Inoltre si fanno figli e figliastri, perché in passato ai medici obiettori di coscienza sul tema dell’interruzione gravidanza è stato consentito, per questa loro scelta ideologica, di non svolgere parte delle mansioni previste dal servizio sanitario e nessuno gli ha mai tolto 5 centesimi”.

La politica non può essere miope, altrimenti sommiamo danno al danno – ha aggiunto il segretario nazionale CUB Sanità Walter Gelli - Inoltre si stanno penalizzando proprio coloro che fino a ieri erano considerati eroi. Io non ho mai visto 300 morti nel settore, da noi non si cade dalle impalcature. Queste persone hanno lavorato in un momento in cui il Covid era negato dalle Istituzioni stesse, ai lavoratori si diceva non mettete le mascherine perché gli ospiti si spaventavano, non erano garantiti i DPI. Oggi a questi stessi lavoratori si impone una legge che rischia di penalizzarli nel diritto al salario. Noi non possiamo tacere e dobbiamo opporci”.

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Federico Marchi

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