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Economia | 05 maggio 2021, 12:11

Spostamenti tra regioni: da Santo Stefano al Mare ad Arma di Taggia, in pochi giorni tante prenotazioni negli alberghi

Abbiamo fatto il punto con i rappresentanti degli albergatori di questa zona, Alessio Contoli (Confesercenti) e Gianfranco Roggeri (Federalberghi).

Ci sono tutte le premesse per una ripartenza del turismo e una stagione estiva in positivo. La riapertura degli spostamenti tra le regioni e la voglia di vacanza è ben tangibile nelle prime e numerose prenotazioni sugli alberghi e nelle altre strutture tra Santo Stefano al Mare, Riva Ligure, Arma di Taggia e Valle Argentina. 

Abbiamo fatto il punto con i rappresentanti degli albergatori di questa zona, Alessio Contoli (Confesercenti) e Gianfranco Roggeri (Federalberghi). 

"C'è un certo ottimismo perchè prenotazioni ne stanno arrivando parecchie, fino ad agosto e anche già per il prossimo sabato attendiamo molti turisti. - confessa Roggeri - Quindi le aspettative sono buone in vista dell'estate anche se non saremo ai livelli pre Covid. Il dato su queste prime prenotazioni è positivo se pensiamo che abbiamo aperto agli spostamenti tra regioni soltanto il 26 aprile. C'è la volontà di venire in vacanza nella nostra zona. Si inizia a vedere movimento tanto sulle nostre località di mare ma anche sull'entroterra. I turisti stessi chiedono qualcosa di più c'è una 'sete repressa' di fare esperienze".

"Rispetto all'anno scorso la gente ha più voglia di partire e staccare. - aggiunge Contoli - Da quello che abbiamo sentito, rispetto all'estate passata, la gente si interessa meno agli aspetti legati alla sicurezza, come ad esempio la sanificazione degli ambienti o le misure di sicurezza precauzionali da rispettare una volta arrivati. L'anno scorso c'era più interesse su questi argomenti e ricevevamo molte più domande in fase di prenotazione. Da un lato vuol dire che questo meccanismo è diventato assodato ed entrato in uso nel quotidiano e dall'altro lato però forse c'è anche meno attenzione o paura. La gente pensa di più a godersi una vacanza, come una volta". 

Sulle aspettative Contoli sottolinea: "Ci aspettiamo gli stranieri. L'anno scorso alla fine c'erano state prenotazioni di persone provenienti da Belgio, Svizzera, Germania e anche qualche americano. La stagione venne salvata dai francesi. La speranza è che anche quest'anno arrivino di nuovo, forse anche perchè le nostre strutture offrono un rapporto qualità prezzo per loro irraggiungibile oltre al fatto che sulla costa francese la situazione Covid è davvero preoccupante e qui invece potrebbero sentirsi più al sicuro". 

Cosa cambierà rispetto all'estate 2020? "Rispetto all'anno scorso, quando di fatto la stagione era partita soltanto a giugno inoltrato, quest'anno speriamo che si riesca ad anticipare già su maggio. - ammette Roggeri - Noi fino ad oggi siamo rimasti aperti con il personale al minimo, in sofferenza e chiaramente in perdita. Avevamo solo clientela che veniva qui per lavoro. Noi siamo grati a queste persone che ci hanno dato un minimo di ossigeno e anche adesso che ci aspettiamo di lavorare con i turisti, continueremo comunque a tenere in considerazione la categoria di chi viene qui per lavoro o per necessità". 

"Su Arma di Taggia qualche prenotazione in più l'abbiamo vista in concomitanza del Festival e del Rallye di Sanremo. Un numero discreto di prenotazioni anche se per periodi di tempo estremamente brevi. Il resto erano poche persone che venivano a soggiornare in riviera soprattutto per motivi di lavoro. - dice Contoli - Ora la situazione è diversa ma c'è ancora bisogno di assestamento. Indubbiamente la voglia di vacanza non manca bisognerà vedere, se con la crisi, la gente potrà permettersi anche solo pochi giorni lontano da casa per riacquisire un po' di normalità". 

Poi c'è la questione del coprifuoco che gioca un ruolo importante anche sulle vacanze. "In questa fase tutte le attività legate al turismo vivono alla giornata. Nei ristoranti sul mare, nei dehor inizia a rivedersi tanta gente. Quindi sì, c'è una voglia di normalità che chiaramente aiuta l'economia. Certo, il coprifuoco alle 22 non aiuta, dovrebbe essere spostato almeno alle 23 o a mezzanotte. In questo modo si potrebbe avere anche una minor concentrazione di persone negli stessi orari e negli stessi luoghi, in modo da poter mantenere le distanze ed evitare assembramenti anche in prossimità dei locali. E' una questione da risolvere con il tempo ma da non sottovalutare" - conclude Roggeri. 

Stefano Michero

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