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Imperia Città | 14 maggio 2021, 09:38

Conflitto israelo-palestinese: domani un presidio della sinistra imperiese in piazza De Amicis

“Noi chiediamo l’immediato cessate il fuoco l’immediato blocco degli sfratti a carico di famiglie palestinesi, lo stop immediato a nuovi insediamenti di coloni israeliani"

Conflitto israelo-palestinese: domani un presidio della sinistra imperiese in piazza De Amicis

“Assistiamo in questi giorni ad una pericolosa recrudescenza di un conflitto, quello israelo-palestinese, di fatto mai sedato e che si trascina di violenza in violenza da troppi decenni. Da una parte il lancio di missili da Gaza sul territorio israeliano e dall’altra una risposta militare enormemente più distruttiva da parte dell’esercito  israeliano (uno dei più agguerriti al mondo) contro la sovrappopolata striscia di Gaza”.

Intervengono in questo modo: il Partito delle Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Potere al popolo, Csa La Talpa e L’Orologio, Arci  Imperia, Associazione di amicizia Italia-Cuba circolo di Imperia e Arci Camalli, che proseguono: “Dopo giorni di manifestazioni dei palestinesi contro lo sfratto di quattro famiglie da un quartiere di Gerusalemme est, le forze di polizia israeliane sono entrate sulla Spianata delle Moschee compiendo un violento raid, in concomitanza con le celebrazioni israeliane per la riunificazione di Gerusalemme, ovvero l’occupazione della zona est della città santa dopo la ‘guerra dei sei giorni’ del 1967. Le truppe di occupazione hanno sparato gas lacrimogeni, bombe sonore, proiettili di gomma sulla Spianata, mentre i palestinesi cercavano rifugio. Secondo la Mezzaluna rossa, sarebbero più di 300 i feriti (molti alla testa e agli occhi), di cui una settantina portati in ospedale, tra loro anche sei giornalisti. L’attacco ha coinvolto anche una clinica palestinese, dove si stavano curando i feriti. La Mezzaluna Rossa ha denunciato anche i tentativi israeliani di impedire i soccorsi. Gas lacrimogeni sono stati sparati anche dentro la moschea Al Qibly, dove molti si erano rifugiati, così come granate stordenti sulle donne in preghiera dentro la stessa moschea di al Aqsa, terzo luogo sacro dell’Islam”.

“Tranne che nei periodi di guerra manifesta, la comunità internazionale e i media si dimenticano di quanto accade quotidianamente in quella regione medioorientale; non si parla abbastanza della difficilissima convivenza di questi  due popoli anzi dell’impossibilità di una convivenza o per lo meno di un rispetto reciproco finchè non sarà garantita una congrua e dignitosa integrità territoriale palestinese (come per altro richiamato negli accordi ONU di Oslo) che non sia come l’attuale Cisgiordania dove i sempre più numerosi insediamenti dei coloni israeliani separano e frammentano il popolo palestinese costretto a interminabili controlli per spostarsi da un posto all’altro anche per semplici  ragioni lavorative. Le continue deportazioni, i recenti sfratti  di numerose famiglie palestinesi da Gerusalemme est, le azioni di apartheid con il muro della vergogna costruito da Israele intorno alla Cisgiordania per una lunghezza di oltre 600 km, l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, il controllo e la gestione unilaterale delle risorse d’acqua e di molte infrastrutture continuano a generare odio e rancore verso Israele e ad alimentare un pericoloso sentimento antisemita nelle frange estreme”.

“Noi chiediamo l’immediato cessate il fuoco - terminano - l’immediato blocco degli sfratti a carico di famiglie palestinesi, lo stop immediato a nuovi insediamenti di coloni israeliani, l’invio di contingenti di pace ONU quale interposizione lungo la striscia di Gaza e in Cisgiordania, la riapertura di negoziati sotto l’egida delle Nazioni Unite affinchè si arrivi alla definizione di due nazioni ben distinte nei confini e nella sovranità. Invitiamo i cittadini, nel rispetto delle norme di contenimento anti Covid-19, ad aderire al presidio organizzato dalla comunità palestinese, domani alle 16 a Imperia in piazza De Amicis di  fronte alla biblioteca.

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