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Politica | 27 maggio 2021, 19:25

Imperia: colpo di scena in consiglio comunale, Vincenzo Garibbo si dimette da capogruppo di 'Area Aperta'

Garibbo ha motivato la sua decisione in una lunga lettera, attraverso la quale si dice amareggiato per "l'esclusione dal coinvolgimento del gruppo nell'azione politica-amministrativa di maggioranza"

Imperia: colpo di scena in consiglio comunale, Vincenzo Garibbo si dimette da capogruppo di 'Area Aperta'

Colpo di scena in apertura di consiglio comunale. Il consigliere Vincenzo Garibbo si è dimesso dalla carica di capogruppo di 'Area Aperta', uno dei gruppi consiliari che sostengono la maggioranza guidata da Claudio Scajola, che esprime il vice sindaco Giuseppe Fossati. Garibbo, che resterà consigliere, ha motivato la sua decisione in una lunga lettera, che gli è stato impedito di leggere in aula, attraverso la quale si dice amareggiato per "l'esclusione dal coinvolgimento del gruppo nell'azione politica-amministrativa di maggioranza".

La decisione di Garibbo, come ha precisato lo stesso consigliere, è stata maturata nel tempo. Negli anni non sono infatti mancate le occasioni di scontro tra il suo gruppo consiliare e il resto della maggioranza. L'ultima polemica, lo scorso autunno aveva visto protagonisti il vice sindaco Fossati e il consigliere di 'Obiettivo Imperia' Andrea Landolfi. In precedenza, ad accendere gli animi era stata la mancata cittadinanza onoraria a Liliana Segre, scelta non condivisa da Area Aperta. Più volte il sindaco Claudio Scajola ha fatto capire di non gradire le velleità di indipendenza di del gruppo consiliare, chiarendo che tutte le liste in realtà fanno capo a lui.

"A far data della presente e, con effetto immediato, - scrive - il sottoscritto Vincenzo Garibbo, consigliere comunale, informa le SS..LL. che rinuncia al ruolo fiduciario di capogruppo  della lista civica Area Aperta, che ho avuto l'onore di rappresentare al meglio delle mie possibilità e nel rispetto dei ruoli.

Dopo attenta riflessione ho maturato convintamente della mancanza delle più elementari condizioni di collaborazione e coesione per poter svolgere in modo responsabile e costruttivo il ruolo affidatomi, subito dopo l'avvenuto insediamento, consapevole dell'assoluta impossibilità di continuare a svolgere con tranquillità tale non facile ruolo.

Dal nostro insediamento mossi dalla voglia di dare ognuno di noi il nostro fattivo contributo ad una città annoiata e rassegnata, lontana dai suoi momenti migliori, ho riscontrato a livello di maggioranza e, di gruppo, che ho rappresentato al meglio delle mie possibilità, un atteggiamento amorfo di personalità, spesso asettico, dalle estrazioni culturali e sociali diverse tra loro, con una visione nell'azione politica spesso diametralmente opposta, offuscata in più occasioni da promesse fatte e disattese, peraltro vanificando le aspettative di un borgo antico quello della frazione Caramagnetta e della sua comunità che da quarant'anni attende degli interventi importanti.

La naturale vivacità del confronto, che spesso ci ha contraddistinto nel corso di questi anni, tentativi di delegittimazione nei confronti del sottoscritto, di fatto non ha mai portato a superare i confini delle divergenze, con leale confronto, correttezza e reciproco rispetto.

Scelta difficile e sofferta, anche a lungo rinviata, quella che formalmente mi porta oggi a rassegnare in aula in apertura di seduta le dimissioni da capogruppo, consegnate a mano al presidente del Consiglio comunale e al Segretario generale per la dovuta presa d'atto e protocollate agli atti del Consiglio comunale.

Decisione maturata 'in primis' dopo il Consiglio Comunale del 31 luglio 2020 ma soprattutto nel corso di questi mesi fino ad oggi, segnato da incomprensioni e divergenze che mi hanno portato convintamente a questo passo; molte sono le ragioni, tra le tante, quelle evidenziate in premessa, avendo altresì registrato e percepito nel corso di questo periodo di mandato, in diverse occasioni una esclusione dal coinvolgimento del gruppo nell'azione politica-amministrativa di maggioranza, rispetto a quelle che erano le iniziali aspettative di condivisione, partecipazione e confronto da tutti auspicata; da ultimo a completare ulteriormente il quadro divergente e mi duole dirlo, è l'impegno verbale assunto dall'Amministrazione nei confronti di una parte della comunità (tramite il sottoscritto) per degli interventi finalizzati che se non vengono gestiti in maniera appropriata compromettono spesso la situazione con profonda delusione e credibilità della politica.

Una decisione amara quella che ho assunto, maturata e meditata convintamente senza esitazioni, da uomo libero quale sono e senza condizionamenti; esperienza in cui ho creduto fortemente da esponente della maggioranza che nel giugno 2018 ci ha permesso di tornare con orgoglio alla guida della città di Imperia.

In questi due anni e più mi sono sforzato di basare il mio ruolo e il mio credo politico sulla lealtà, sul rispetto, sulla conoscenza professionale del'Ente Comune data la mia lunga permanenza da dipendente, sulla trasparenza e soprattutto con onestà intellettuale, con quello che mi imponeva il ruolo di capogruppo, con il concreto impegno di fare l'interesse dell'Amministrazione e quello della comunità imperiese, mettendomi a disposizione e al servizio della stessa.

Tengo a precisare che non mi dimetterò da Consigliere comunale, faccio solo un passo indietro, nonostante fossi stato tentato di farlo, per rispetto ai tanti cittadini ed elettori che, oltre ad avermi votato, mi hanno voluto bene testimoniando in più occasioni stima e affetto. Per questi concittadini - a cui va il mio personale e sincero ringraziamento - ci sarò fino alla fine della consiliatura, rassicurandoli che continuerò nella difesa dei loro diritti e bisogni, onorando il mio impegno politico; questa rinuncia non rappresenta assolutamente un disimpegno a sostenere il programma del nostro sindaco, a cui va massimo rispetto e lealtà, consapevole delle sue grandi capacità e del''amore che profondamente nutre per Imperia.

Rimarrò sempre libero cittadino di questa città, con difetti e pregi, senza condizionamenti e compromessi, come quelli di poter decidere autonomamente e poter pensare senza dominio, esprimersi ed agire mediante una scelta personale nell'esclusivo interesse della città, con un unico referente la comunità imperiese. Non è la carica che fa di un uomo un politico, è piuttosto l'uomo, se è uomo-politico, che della carica ne fa una conquista, che offre quotidianamente e incessantemente al servizio del prossimo
".

Francesco Li Noce

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