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Cronaca | 08 giugno 2021, 07:14

Volevano far ritrattare le accuse ad alcuni testimoni: condanne ridotte in Appello per Andrea De Iaco e Roberto Campagna

Gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli di intralcio alla giustizia. Regge l'impianto accusatorio, ma le pene sono state ridotte per entrambi. La vicenda nasce a seguito del processo per usura a carico di De Iaco

La Corte d'Appello di Genova

La Corte d'Appello di Genova

Riformate in secondo grado le condanne nei confronti di Andrea De Iaco, imprenditore di Cipressa, e di e Roberto Campagna, di Imperia. La Corte d’Appello di Genova ha comminato 2 anni e 8 mesi di carcere a De Iaco e 1 anno e 4 mesi a Campagna all’esito del processo che li vedeva accusati del reato di intralcio alla giustizia. I due, secondo l’inchiesta, avrebbero cercato di indurre alcuni testimoni a ritrattare le loro accuse in aula, sia minacciandoli, che promettendo loro favori o benefici di vario genere nell’ambito del processo per usura in cui era imputato De Iaco.

Il pg Enrico Zucca aveva richiesto alla Corte, presieduta da Vincenzo Papillo, la conferma della condanna emessa in primo grado, ossia 3 anni e 8 mesi per De Iaco, assistito dall’avvocato Andrea Vernazza, mentre per Campagna aveva espresso parere favorevole al concordato della pena, avanzato dal legale Giovanni Di Meo, per 1 anno e 4 mesi rispetto ai 2 anni rimediati nel primo processo,

Secondo l’accusa, nel marzo 2014, dal carcere sanremese, De Iaco avrebbe spedito una lettera a Campagna, suo amico di infanzia, nella quale gli chiedeva di contattare le parti lese del procedimento, per "convincerle" a ritrattare dinnanzi i giudici. In cambio avrebbe offerto loro il pagamento delle spese legali, ma in altre circostanze invece, veniva loro “paventato, si legge nel capo di imputazione, gravi conseguenze lesive”. Minacce  e tentativi di avvicinamento che sono "costate" care a entrambi ossia l’accusa di intralcio alla giustizia. La missiva infatti, venne intercettata dagli inquirenti che li iscrissero nel registro degli indagati con questa ipotesi di reato.

Angela Panzera

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