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Eventi | 08 giugno 2021, 09:15

Vallebona (IM): la tradizione dei fiori di arancio, che vive grazie ad un contadino innamorato della sua terra.

Pietro Guglielmi, ha ripreso con passione la tradizione artigiana della distillazione, recuperando la coltivazione dell’arancio amaro tipica della vallata.

Vallebona (IM): la tradizione dei fiori di arancio, che vive grazie ad un contadino innamorato della sua terra.

Proseguiamo il nostro viaggio con la Cna di Imperia per raccontare il territorio, la gastronomia, ma anche la storia, l'ambiente e il turismo. Un’occasione straordinaria per scoprire i migliori prodotti di artigiani, che con passione ed entusiasmo mantengono vive tradizioni secolari.

Oggi andiamo a Vallebona, borgo che si trova nell’entroterra di Bordighera, dove grazie al clima particolarmente mite è possibile coltivare le piante di arancio amaro. Dai fiori di questi agrumi è possibile distillare un pregiato olio ed un’acqua profumata e dolce, da sempre utilizzata in pasticceria e gelateria.

Fino al secondo dopo guerra a Vallebona venivano coltivate moltissime piante di arancio amaro, che in primavera alimentavano le numerose distillerie presenti in zona. Si producevano importanti quantità di olio essenziale, usato in cosmesi, mentre l’acqua, considerata un prodotto di scaro, veniva utilizzata per la produzione di dolci. L’industria degli aromi artificiali ha distrutto lentamente, ma inesorabilmente questa tradizione fino a determinarne la completa scomparsa. E qui comincia una bella storia di agricoltura moderna ed eroica insieme, che vede protagonista il giovane Pietro Guglielmi, che ha ripreso l’attività di famiglia, una distilleria nata oltre 160 anni fa, con l’obiettivo di coinvolgere anche altri coltivatori locali e rinnovare così la tradizione della coltivazione di alberi di arancio amaro.

 

(Riprese video e montaggio di MC- Massimo Cimiotti videomaker)

 

Dopo le gelate del 1984, che avevano definitivamente distrutto gli agrumeti di famiglia, nel 2004 Pietro ha ripreso la coltivazione dell’arancio amaro, mettendo a dimora poche decine di piante, che dopo alcuni anni hanno permesso di riprendere l’attività di distillazione. Nel 2012 l’acqua di fiori d’arancio è diventata presidio Slow food.

Oggi le piante coltivate sono salite al numero importante di circa 500. Siamo ancora molto lontani dai tempi d’oro quando la produzione di olio essenziale del nonno di Pietro contava su una media di 55 tonnellate di fiori. Le piante di arancio cominciano a produrre dopo una decina di anni e per questo motivo la loro coltivazione risulta poco attraente per i giovani, che si dedicano a piante in grado di fornire un reddito in tempi più brevi. Pietro coltiva gli aranci amari con il metodo dell’agricoltura biodinamica per ottenere un prodotto che sia rispettoso dell’ambiente e della salute.

La raccolta dei fiori è impegnativa e minuziosa, devono essere colti uno ad uno, selezionando solo quelli aperti perché l'essenza si trova nel petalo. Le piante vengono passate e ripassate più volte fino a quando raggiungono una completa fioritura. I fiori non possono essere conservati, ma devono essere immediatamente distillati. Da una tonnellata di fiori si ricava soltanto un litro di olio essenziale. L’attuale produzione di olio della distilleria è di pochissimi litri, molto richiesti dalle profumerie di tutto il mondo. L’acqua viene prodotta in maggiore quantità ed è destinata al settore dolciario e della ristorazione registrando anche una importante richiesta dal mercato internazionale.

Una storia bella, quella di Pietro e della sua antica distilleria, che può rappresentare anche uno stimolo per i giovani agricoltori, che guardano al futuro puntando su un’agricoltura di qualità e su prodotti di grande eccellenza.

L’acqua dei fiori d’arancio, grazie al lavoro e impegno di questo giovane, rappresenta oggi un traino per l’economia di tutto il paese di Vallebona. Il futuro dell’agricoltura dopo la pandemia sarà centrato tutto su una migliore qualità e quantità delle produzioni agricole, a basso impatto ambientale e su lavorazioni artigianali d’eccellenza come appunto quella della distillazione dei fiori d’arancio amaro.

 

Come spiega il direttore dell’associazione di categoria degli artigiani, Luciano Vazzano si tratta “prodotti di grande eccellenza e produzioni rare. Questi sono i veri protagonisti di questo viaggio che porta i lettori a scoprire le bellezze del territorio e da dove viene quello che mangiamo e da chi è prodotto. Ma soprattutto scopriamo anche il grande contributo degli artigiani alla conservazione dell’ambiente, alla salvaguardia delle tradizioni e ed allo sviluppo di un nuovo turismo esperienziale. Un viaggio fra le botteghe artigiane del Ponente ligure, che rappresentano anche un presidio di socialità per tanti borghi e vallate dell’entroterra. Un percorso alla scoperta di realtà artigianali, che non sono semplici laboratori o negozi, ma veri punti di ritrovo e di cultura, dove il lavoro dell’uomo genera bellezza e prodotti unici. Artigiani consapevoli dell’importanza del rapporto con l’ambiente e il territorio, custodi di tradizioni millenarie, ma aperti all’innovazione e con tante storie da raccontare”.

 

La Vecchia Distilleria di Pietro Guglielmi si trova a Vallebona in località Castelan cellulare: +393391277887 e mail: lavecchiadistilleria@gmail.com  Dispone anche di un sito internet e di una pagina Facebook 

La ventesima puntata del viaggio con Cna alla scoperta delie eccellenze del Ponente ligure è disponibile a questo link.

Claudio Porchia

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