/ Al Direttore

Al Direttore | 13 giugno 2021, 09:50

Oneglia e Porto Maurizio (e le loro valli) unite in un 'insolito' destino. Il racconto di Pierluigi Casalino

Oneglia e Porto Maurizio (e le loro valli) unite in un 'insolito' destino. Il racconto di Pierluigi Casalino

L'organizzazione medievale dei due sistemi vallivi, entrambi privi di valichi naturali verso il Piemonte, risale a poco prima del Mille e si individua attorno alle chiese matrici di S. Maria dei Piani (per le valli del Prino e di Caramagna) e di S. Maria Maggiore (per la valle Impero). Verso il sec. XI i due territori, pur appartenenti entrambi al comitato e alla diocesi di Albenga, appaiono amministrativamente ben distinti. Quello di Porto Maurizio, per una parte era infeudato all'abbazia di Santa Maria e di San Martino dell'isola Gallinara, per l'altra, a partire dal 1028, al monastero di Caramagna in Piemonte. Quello di Oneglia apparteneva invece al controllo diretto del Vescovo di Albenga. Tale distinzione geopolitica si evidenzia, a riguardo di Porto Maurizio, esaminando il diploma concesso (28 maggio 1028) dal marchese arduinico Olderico Manfredi al citato monastero benedettino di S.Maria di Caramagna. Dall'analisi dell'atto si intende che il sito di Porto Maurizio apparteneva al Comitato di Albenga. Secondo la donazione il monastero piemontese, fondato proprio da Olderico, ebbe metà della curtis di Pradarolio (l'area del torrente Prino) e caramaniola, appunto il torrente Caramagna con metà del suo castello, cappella e torre (la restante metà era invece di pertinenza del cenobio dell'isola Gallinara. Secondo alcune interpretazioni (che comunque si rifanno alle osservazioni del Lamboglia) l'inclusione della chiesa di S. Gregorio nella curia del Prino e, probabilmente, nel piviere di Santa Maria dei Piani sembra indicare che il confine tra i due Comitati [Contea di Ventimiglia e Contea di Albenga] seguisse nella valle superiore del San Lorenzo il ramo del torrente di Pietrabruna, che scende dall'odierno Monte Sette Fontane, sempre però sulla dorsale del Monte Faudo. Tuttavia, poiché lo stesso Lamboglia ha affermato che "a riconoscere i limiti del primitivo piviere e del corrispondente pago non ci aiuta quindi che la topografia, la quale rende naturale che vi appartenessero tutti i vici verso il mare", non si può escludere che la chiesa di S. Gregorio non appartenesse in origine al piviere del Prino, ma che vi venisse poi compresa in quanto dipendenza dell'abbazia della Gallinara". Nel 1100 Porto Maurizio, in forza di alleanze stipulate con l'emergente città di Genova, gradualmente, si emancipò tanto dalla giurisdizione di Albenga, che da quella dei marchesi di Clavesana, diventando centro marinaro indipendente con proprio distretto formato dai terzieri di San Maurizio, San Giorgio e San Tommaso.Il Terziere (cioè la terza parte amministrativa di un un unico territorio soggetto ad identica giurisdizione) di S.Giorgio comprendeva tutta la valle sino a Prarola, quello di S.Gregorio si estendeva sin al lontano paese di Pietrabruno ed infine il "Terziere" di S. Tomaso di Dolcedo -destinato a diventare presto il più importante, ricco e popoloso di tutto il Comune di Porto Maurizio - prese il nome dalla Chiesa Parrocchiale di quest'ultimo paese.

Nel 1241, favorito dalla Repubblica, divenne sede di un Capitano, rappresentante della Signoria per il territorio occidentale del dominio di  terraferma. Oneglia da parte sua rimase fino al 1298 sotto la signoria del Vescovo di Albenga con un territorio distinto in Valle Inferiore e Valle Superiore. Centro della Valle Inferiore era Castelvecchio che controllava la Ripa Uneliae, il Borgo e la Costa. La Valle Superiore era quindi suddivisa in due castellanie: quella di Bestagno con i borghi di Pornassio, Villa Viani, Sarola e Olivastri e quella del Monte Arosio con Gazzelli, Chiusanico, Cosio, Chiusavecchia, Torria, Testico e Poggio Bottaro. A questa organizzazione di tipo comunale non parteciparono invece l'Alta valle del Prino e quella del Maro. Nella prima si consolidò il dominio dei conti di Prelà, mentre nell'altra ai Clavesana antichi signori feudali finirono per sostituirsi i conti di Ventimiglia. Il dominio temporale dei Vescovi ingauni su Oneglia venne meno nel 1298 con la vendita del territorio alla famiglia genovese dei Doria che poi nel 1576 lo cedettero ai Savoia, dal 1564 Signori della contea di Tenda e delle valli del Maro e di Prelà. La Repubblica di Genova, che pur si era adoperata in ogni modo per impedirne la vendita, finì per accettare la presenza dei Savoia che, col dominio di Oneglia, chiamato più propriamente Principato di Oneglia, interrompevano la continuità dei suoi domini di terra. Da allora per Oneglia e i suoi abitanti, che avevano accettato l'annessione al Piemonte, prese via un periodo di saccheggi ad opera degli Spagnoli prima e dei Francesi poi. Essi però conobbero anche momenti di benessere come dimostra la ricostruzione della chiesa parrocchiale nel '700. Dopo la rivoluzione francese Porto Maurizio che aveva goduto di relativa tranquillità nel 1797 fu eretto a capoluogo della "giurisdizione degli Olivi" e nel 1805, durante l'Impero Napoleonico di un circondario nel dipartimento di Montenotte. Con la restaurazione sarda fu Oneglia a diventare capoluogo di provincia (1815), ma con l'annessione di Nizza alla Francia nel 1860 il capoluogo fu riportato a Porto Maurizio, anche se da più parti venne sostenuta (anche da Vittorio Emanuele II) la candidatura di Sanremo,  sede certamente più prestigiosa , ma ritenuta, da Cavour e dai circoli militari, troppo vicina al nuovo confine con la Francia. I tempi erano tuttavia maturi per avviare un progetto di unificazione dei due centri. Fra proposte e ripensamenti, alla fine il 21 ottobre 1923, con decreto regio, i due centri vennero riuniti e, insieme ad altri borghi minori della zona, divennero un solo comune, oltre che capoluogo della provincia.

Pierluigi Casalino

Redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium