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Cronaca | 22 luglio 2021, 13:55

Da San Bartolomeo al Mare a Dolceacqua, ecco come e dove rubava il duo Petre-Cuzmici: i dettagli dell'inchiesta dei Carabinieri

12 i comuni della provincia di Imperia dove i due rumeni sono accusati di aver compiuto numerosi furti. Delle vere e proprie 'razzie' che hanno riguardato attrezzi edili, ma anche 700 chili di rame, 2 mila chili di sansa e persino decine di surgelati

Da San Bartolomeo al Mare a Dolceacqua, ecco come e dove rubava il duo Petre-Cuzmici: i dettagli dell'inchiesta dei Carabinieri

Oltre a Imperia, sono undici i comuni della nostra provincia dove il duo costituto da Nicolae Marian Petre, 32 anni, e Vania Cuzmici, 44 anni, entrambi di origini rumene ma residenti a Torino, sono accusati di aver compiuto delle vere e proprie razzie in aziende e cantieri.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, coordinata dalla Procura del capoluogo e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale, i due indagati finiti oggi in manette avrebbero perpetrato ben 44 furti tra il 9 luglio e il 17 settembre dello scorso anno tra Imperia, San Bartolomeo al Mare, Diano Marina, Diano Arentino, Diano Castello, Pontedassio, Chiusanico, Chiusavecchia, Badalucco, Sanremo, Bajardo e Dolceacqua.

I colpi poi, sarebbero stati compiuti anche nelle province di Cuneo, Novara e Vercelli. Grazie alle numerose ore di immagini dei sistemi di videosorveglianza i Carabinieri hanno appurato che i due erano soliti partire da Torino per venire a Imperia. Una volta arrivati in riviera rubavano autovetture o furgoni parcheggiati in strada che poi utilizzavano per trasportare merce di ogni tipo, asportata principalmente all’interno di cantieri. Ma non solo.

Qualsiasi cosa trovata veniva sottratta. Secondo quanto emerso dall’indagine sono stati rubati anche biciclette, trapani, decespugliatori, diversi attrezzi per l’edilizia e la selvicoltura, ma anche 700 chili di bobine di rame, 2 mila chili di olio di sansa di olive, come accaduto a Chiusanico, e anche decine di surgelati. Parte della refurtiva è stata restituita ai proprietari.

L’attività investigativa dell’Arma, partita dalle denunce dei vari commercianti e imprenditori, però non si ferma qua. I furti di cui sono accusati i due arrestati potrebbero essere molti di più. Occorre inoltre, comprendere cosa ci facevano con la merce che, con ogni probabilità, potrebbe essere stata venduta illegalmente e anche se ci siano o meno altri soggetti coinvolti nella vicenda.  

Angela Panzera

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