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Cronaca | 29 luglio 2021, 12:56

A Pocapaglia l’ultimo saluto a Matteo Muratore: il 19enne morto in un incidente a Diano Marina

In frazione Macellai le esequie del 19enne vittima del sinistro avvenuto sabato scorso. Il parroco ricorda le parole di Nadia Toffa e i versi di Francesco Guccini: "Ora ricordiamolo col suo sorriso"

A Pocapaglia l’ultimo saluto a Matteo Muratore: il 19enne morto in un incidente a Diano Marina

Si è chiusa con le parole lette da due amici del giovane la cerimonia con cui questa mattina la comunità di Macellai ha dato l’ultimo saluto al 19enne Matteo Muratore, vittima dell’incidente stradale verificatosi nella notte di venerdì scorso a Diano Marina.

Grande la commozione tra le tante persone che hanno gremito la chiesa della piccola frazione di Pocapaglia, alle porte di Bra, strette in un ideale abbraccio ai giovani genitori, la mamma Giovanna e il papà Aldo. Al loro fianco la nonna Delcisa e la famiglia, insieme a tantissimi ragazzi, raccolti nel dolore, increduli rispetto alla tragica realtà di un compagno prematuramente strappato alla vita da un destino certamente difficile da comprendere.

Di Matteo, che tra pochi giorni avrebbe compiuto vent’anni, hanno voluto allora ricordare la spensieratezza e il sorriso, quello di un ragazzo "dolce e innocente". "Riuscivi a trovare il lato positivo in ogni cosa. Anche in questa triste occasione avresti trovato il modo di consolarci", hanno voluto immaginare nell'ora del congedo dopo i "tanti momenti vissuti insieme e che ricorderemo per sempre": "Eri un vero amico e già ci manchi, ti amiamo".

Prima di loro era stato il parroco, don Mauro Molinaris a cercare parole di conforto per i genitori. "L’amore e la vita vincono sempre", ha detto loro richiamando la parabola evangelica di Lazzaro e della sua risurrezione, ma anche le parole di Nadia Toffa: "La vita non va conteggiata negli anni, ma nella misura in cui uno ha vissuto""Oggi – ha proseguito rivolto ai familiari – vivete nel dolore per un distacco arrivato in modo così improvviso, ma state sicuri che il Signore ha già accolto il vostro figlio tra le sue braccia. Noi vi siamo vicini. E preghiamo perché il tempo asciughi le vostre lacrime, perché Dio vi renda capaci di sentirlo ogni giorno nella vostra vita".

Ai ragazzi che gremivano la chiesa e il piazzale della parrocchiale, a quelli che portavano il vessillo della leva, a quelli che indossavano la divisa degli Scout, si è invece rivolto richiamando i versi di Francesco Guccini, la sua struggente "Canzone per un’amica": "Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi. Voglio pensare che ancora mi ascolti, che come allora sorridi". "Il modo migliore di salutare Matteo è ricordarlo col suo sorriso, bello e gioioso", ha allora detto don Mauro, prima che la bara in legno chiaro uscisse dalla chiesa e che loro per primi si avvicinassero in silenzio processione per un ultimo saluto all’amico e compagno.

E.M.

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