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Attualità | 25 agosto 2021, 11:50

Cervo, crea un piccolo angolo di paradiso ma adesso rischia di dover smontare tutto. La storia di Alex: "Il Comune mi supporti in questa iniziativa ecosostenibile rivolta a tutta la comunità" (foto)

L'anno scorso il 27enne Alex Aimale realizza, insieme ad altri giovani, un orto solidale ma a causa di questioni burocratiche gli è stato intimato entro il 20 settembre di eliminare tutto e per questo rivolge un appello alle Istituzioni

Cervo, crea un piccolo angolo di paradiso ma adesso rischia di dover smontare tutto. La storia di Alex: "Il Comune mi supporti in questa iniziativa ecosostenibile rivolta a tutta la comunità" (foto)

Crea un giardino speciale, un orto indipendente e sociale, aperto a tutta la cittadinanza, ma adesso rischia di dover smontare tutto e persino una denuncia. È la storia di Alex Aimale, 27enne originario di Imperia ma cresciuto e residente a Cervo che l’anno scorso insieme ad altri cinque ragazzi Zeno Maestro, Thomas Criscione, Sara Mallardo, Moan Shanti  e Alessandro Aimale, ha realizzato un qualcosa di magico che, per questioni burocratiche rischia di scomparire per sempre. 

“Un anno fa ho iniziato a pulire un piccolo terreno di proprietà sulla strada Morene di Cervo, spiega Alex, un canneto selvaggio e i rovi avevano completamente invaso e sommerso la fascia vicino al Rio Bondai dove un tempo esisteva l'orto delle mie nonne. Ho lavorato a mano, nel completo rispetto della natura e del territorio, sfruttando il periodo di lockdown e cercando di fare qualcosa di costruttivo. Ho ristrutturato alcuni muri a secco, tra cui quelli caduti nel fiume, ho riportato alla luce la terra molto fertile che mi ha permesso di ricreare l'orto e piantare alberi di albicocche pere e limoni”.

Ad ottobre, però ha avuto la necessità di creare, senza procurare danni all’ambiente, “un posto riparato per gli attrezzi ed un piccolo spazio senza fango dove poter camminare e ciò mi ha portato ad appoggiare una pedana di legno in un angolo dell'orto, sul quale ho messo un gazebo del Brico di 6mq totalmente aperto e solamente avvitato. Non ho mai utilizzato cemento e attrezzi meccanici, ci tiene a precisare il giovane. L'arrivo dei cinghiali inoltre ha richiesto la posa di due segmenti di rete metallica da campagna, quella retta da paletti a T conficcati 30 cm in terra, per proteggere le verdure e gli attrezzi da lavoro. Ho messo un pannello solare che mi ricarica il cellulare ed un piccolo frigo da campeggio che tiene le bevande al fresco”.

“Ribadisco di aver lavorato nella semplicità più totale e nel rispetto dell'ambiente, sottolinea Alex. Non ho creato disturbo a nessuno, anzi ho ricevuto molti complimenti dai vicini e conosciuto molte persone che passando di li si fermavano a vedere i lavori. All'orto hanno contribuito ed aiutato molti ragazzi, apprezzando l'energia del posto e la possibilità di portare valore al territorio. È nato un luogo di ritrovo, dove condividere l'amore per la natura e scambiarsi nuove idee. Il posto è stato chiamato Orto Donato, l'orto indipendente”.  

In seguito ad alcuni controlli espletati dai carabinieri forestali al giovane è stato contestato “tutto quello che avevo fatto perché sono in una zona di vincolo paesaggistico. Entro il 20 settembre dunque devo smontare tutto, dice amareggiato, recinzione compresa, altrimenti rischio un procedimento penale decisamente costoso. Il comune ha confermato e non ho alternative”.

“Mi sembra una situazione davvero triste, chiosa Alex, a 27 anni ho davvero poca fiducia in un mondo complicato all'estremo, assurdo in molti casi. Un mondo di dati e carte interminabili, firme deleghe tasse divieti e procedure contorte. Per i giovani è un casino, sembra una colpa  portare nuove alternative, realizzare nuove idee, e se non hai qualche fortuna o aiuto alle spalle è difficile andare avanti. È davvero necessaria o giustificata tutta la fatica e lo stress che impieghiamo per vivere?”, si chiede amaramente Alex il quale deciso risponde "secondo me no, bisognerebbe riflettere di più, tornare un poco indietro e vivere più semplicemente, che poi era l'idea alla base dell'orto, ma forse non è più possibile".

Da qui l'appello al Comune di Cervo, guidato dal sindaco Lina Cha, affinchè lo aiuti a continuare con questa esperienza che Alex mette a disposizione di tutta la comunità e soprattutto lo supporti nell'iter burocratico per evitare di dover abbandonare il progetto che, come si evince dalle foto pubblicate, rappresenta davvero una grande opportunità artistica e solidale per la città. 

Angela Panzera

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