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Economia | 18 settembre 2021, 11:08

Green pass obbligatorio anche per colf e badanti, impossibile farlo rispettare in un settore che conta il 50% di lavoro nero

Il controllo della certificazione verde sarà affidato al datore di lavoro, ovvero nella maggior parte dei casi un parente prossimo della persona da assistere

Green pass obbligatorio anche per colf e badanti, impossibile farlo rispettare in un settore che conta il 50% di lavoro nero

Una delle sfide principali per il governo, che con il decreto ha imposto il green pass obbligatorio per tutti i lavoratori dal 15 ottobre, sarà il controllo del rispetto della normativa, affidato per ora ai datori di lavoro. Cosa succede però quando l'obbligo è applicato in un settore che in Italia conta quasi il 50 per cento di lavoratori non in regola? Parliamo dell'esercito di colf, badanti e babysitter, milioni di lavoratori che ogni giorno assistono bambini e anziani, questi ultimi soggetti considerati ultra fragili.

Il controllo del green pass sarà affidato al datore di lavoro, ovvero nella maggior parte dei casi un parente prossimo della persona assistita. Se però il dipendente non è in regola, il controllo ovviamente viene meno.

"In Italia, prima della pandemia si stimava che su 2 milioni di lavoratori in questo settore, solo 840 mila fossero in regola", osserva Samantha Merlo, segretaria regionale Uiltucs. Con la pandemia si teme che la percentuale di sommerso sia aumentata, e con esso la percentuale di lavoratori 'fantasma', che assistono ogni giorno le persone più fragili, senza che nessuno sia obbligato a chiedere loro il green pass.

"Il lavoro domestico è un settore in cui è difficile qualsiasi tipo di controllo, personalmente non ho mai visto l'ispettorato del lavoro entrare dentro le abitazioni private", continua Merlo.

"In Liguria le vertenze legate al lavoro nero in questo settore sono centinaia all'anno", spiega Marco Carmassi, segretario generale Filcams Cgil Genova. Il sindacalista ricorda anche che proprio la categoria di colf e badanti sia stata la prima a chiedere il vaccino perché non inserita tra quelle che lo avrebbero ricevuto prioritariamente.

"Oggi il vaccino è disponibile per tutti, ma ovviamente tra il 25 per cento di liguri che secondo le stime non hanno ricevuto neppure una dose, ci saranno anche colf e badanti, magari in nero, - spiega ancora Carmassi, che conclude: - finché non ci sarà l'obbligo non è possibile però fare stime esatte sulle categorie vaccinate".

Francesco Li Noce

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