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Cronaca | 15 ottobre 2021, 08:49

Imperia, i vigili del fuoco protestano contro l'obbligo del greenpass: "Prima eravamo carne da macello, ora non ci lasciano lavorare. Provvedimento assurdo" (foto e video)

Organizzato un sit in pacifico all'esterno del comando provinciale a cui hanno partecipato pompieri vaccinati e non. "Ci dispiace creare disagi all'utenza e ai colleghi, ma è impensabile dover avere un lasciapassare per andare a lavorare"

Imperia, i vigili del fuoco protestano contro l'obbligo del greenpass: "Prima eravamo carne da macello, ora non ci lasciano lavorare. Provvedimento assurdo" (foto e video)

Protestano i vigili del fuoco della provincia di Imperia contro l'entrata in vigore oggi del provvedimento che impone il green pass per accedere ai luoghi di lavoro. Un sit in pacifico è stato organizzato dinnanzi la sede del comando provinciale a cui hanno partecipato vigili del fuoco vaccinati e non. 

"Lo riteniamo un provvedimento assurdo per tutti i lavoratori nella nostra stessa condizione. E’ inimmaginabile, dice a nostro giornale il caporeparto Giampiero Zampino, pensare di dover avere un lasciapassare per andare a lavorare e il diritto al lavoro è sancito dalla Costituzione. Abbiamo sempre lavorato anche durante la fase più acuta della pandemia e all’inizio eravamo noi ad autofornirci dei dispositivi di protezione e la stessa amministrazione, che oggi non ci fa entrare a lavorare, inizialmente non ci dava neanche le mascherine. Abbiamo fatto turni massacranti, evidenzia, anche con straordinari e andavamo bene come 'bestiame da macello’ perché non avevamo la protezione e abbiamo avuto  vari casi nelle nostre sedi. Adesso siamo costretti a dover presentare un lasciapassare per lavorare gomito a gomito e prestare servizio alla popolazione. Ci dispiace del fatto che in questa fase, dove molto personale non può entrare a lavorare, dovremo creare disagi ai cittadini e ai colleghi che si troveranno ad effettuare turni massacranti di lavoro”.

"Noi siamo qui a dare la nostra solidarietà ai colleghi, spiega Giorgio Aicardi del Gruppo Cinofilo, e nei prossimi giorni toccherà anche a noi. Sappiamo già che non sarà facile. Sarà un lavoro a singhiozzo in base alla possibilità di fare i tamponi o meno. Ciò va a discapito della sicurezza del territorio e dei cittadini. Noi facciamo soccorso ed essendo a ranghi ridotti la macchina del soccorso potrebbe avere ripercussioni e ciò ci dispiace perchè noi abbiamo un alto senso del dovere e non ci tiriamo mai indietro su nulla per questo ci dispiace molto non poter lavorare". 

Abbiamo raccolto la testimonianza anche di alcuni vigili del fuoco a cui a breve scadrà il greenpass. "Io non ho più la possibilità di accedere neanche al mio armadietto di servizio, dice Marco Foroni. Sono 24 anni che faccio questo lavoro e adesso senza tampone non posso rientrare. Non è che non voglio fare il tampone, ma credo sia proprio sbagliato questo sistema di discriminazione. Finché c'è stato bisogno di noi due anni fa, all'avvento della pandemia, siamo andati a fare interventi di recupero di persone positive al covid con turni raddoppiati. Lì andava bene, ora da un giorno all'altro siamo quelli sbagliati". 

"Non ho il greenpass e all'ingresso il comandante, come prevede la normativa, ci ha fatto uscire. Noi vigili, spiega il pompiere Alessio Bado (oggi sospeso ndr) che non siamo andati a lavorare dobbiamo essere sostituti e questo ci dispiace perchè adesso va trovato personale che ci sostituisca e il soccorso non può essere interrotto e i numeri devono essere rispettati. Adesso siamo sospesi e senza stipendio e contributi. Io finchè potrò continuerò ad oltranza, ma non è un'azione contro il comandante o il comando che per me è come una seconda famiglia, ma è una protesta contro questo sistema. Andavamo bene per lavorare in piena emergenza emergenza quando non erano disponibili neanche le mascherine e le compravamo noi, senza dire niente, adesso ci dicono dobbiamo avere un permesso per andare a lavorare altrimenti infettiamo e non siamo in regola. E' una questione di principio. Il green pass non è un presidio medico, ma lo sono le mascherine, i controlli e tamponi. Questo è un sistema di controllo. L'obbligo non è averlo, ma deve essere esibito. Ci sono colleghi che lo hanno e per protesta non lo esibiscono. Io non sono contro il vaccino, ma contro il greenpass. Io sono andato a farlo il vaccino".  

Angela Panzera-Diego David

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