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Cronaca | 18 ottobre 2021, 11:55

Green pass, quarto giorno di protesta dei portuali, un lavoratore: "Resto fino al 31 dicembre, per vivere mi venderò l'auto" (Foto)

Fallito, almeno per il momento il tentativo di bloccare totalmente gli accessi al porto, ma non mancano i rallentamenti dovuti ai presidi. Presenti anche alcuni lavoratori della nostra provincia

Green pass, quarto giorno di protesta dei portuali, un lavoratore: "Resto fino al 31 dicembre, per vivere mi venderò l'auto" (Foto)

Mentre a Trieste si registrano alcuni scontri tra manifestanti e Polizia, siamo al quarto giorno di proteste (pacifiche) al porto di Genova, dove da venerdì i lavoratori contrari al green pass stanno bloccando gli accessi. Questa mattina sono circa 500 i lavoratori in presidio. A varco Etiopia, è tutto bloccato,  ad Albertazzi passano le auto e i camion con merce deperibile, a San Benigno invece per il momento è tutto aperto.

Fallito, almeno per il momento il tentativo di bloccare totalmente gli accessi al porto, ma non mancano i rallentamenti dovuti ai presidi.

"Siamo troppo pochi - racconta un lavoratore - tanti preferiscono stare a casa, ma noi non molliamo". La protesta raggiunge livelli anche difficili da comprendere: "Io se riesco resto qui fino al 31 dicembre - continua il lavoratore - poi non so cosa succederà. Se non avrò più soldi venderò la macchina. La nostra non è una battaglia contro il vaccino, ma non possono metterci un codice a barre per farci lavorare". Accanto a lui un altro lavoratore: "Io sono vaccinato, ma sono qui perché il green pass è discriminatorio", racconta.

Il presidio si è intanto arricchito di solidali, non tutti genovesi, c'è gente da Imperia, da Milano, Torino, dalla Francia. Distribuiscono volantini, portano focaccia, patatine, hanno acceso un falò. C'è chi ci dorme. La battaglia ha attirato anche chi politicamente, di solito non condivide le battaglie dei lavoratori del porto, ci sono anche persone di destra, vicine a CasaPound. Qualche momento di tensione non è mancato, soprattutto ad Albertazzi, quando un automobilista ha provato a forzare l'obbligo di passare un'auto alla volta. L'uomo è stato raggiunto e insultato da un portuale. "Qui comandiamo noi, scendi dall'auto che ti scasso la faccia", gli ha urlato, mentre gli altri lo portavano via.

Alla battaglia sul green pass si intreccia quella sui tamponi gratuiti. A oggi sono sette le ditte che pagano i test ai lavoratori: Gnv, Csm, San Giorgio, PSA, Spinelli, Porto Petroli e Costa. Altre lo propongono calmierato. C'è però il problema di dove farlo. "Sono poche le farmacie con cui abbiamo le convenzioni". Come dimostrano alcune immagini diffuse sui social, le code dei lavoratori in attesa del tampone sono lunghe alcune centinaia di metri. Queste persone entreranno in ritardo al lavoro. "La farmacia da cui deve andare per averlo gratuitamente ha degli orari scomodi per me, a quell'ora sono a lavoro. Tanto vale che me lo paghi da me", conclude un altro lavoratore del porto.

Francesco Li Noce

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