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Cronaca | 25 ottobre 2021, 17:51

26 ottobre 2020: un anno fa i bar chiudevano alle 18, il ricordo di quel giorno e come sono cambiati i 'numeri' del Covid

Nella nostra provincia la riduzione del contagio è palese e Andrea Di Baldassarre ricorda quella brutta sera per il commercio locale e nazionale.

26 ottobre 2020: un anno fa i bar chiudevano alle 18, il ricordo di quel giorno e come sono cambiati i 'numeri' del Covid

Un anno fa, il 26 ottobre, ricominciava per bar e ristoranti di tutta Italia (e ovviamente della nostra provincia), una lunga odissea tra chiusure parziali, coprifuoco e chiusure totali che sarebbero poi culminate con lo stop totale di fine anno e, successivamente per Sanremo, anche con le chiusure durante il Festival di Sanremo. Un periodo, quindi, che ha visto una situazione peggiore solo nel momento del lockdown, vissuto tra marzo e maggio del 2020.

Alle 18 di quel 26 ottobre 2020 il nostro giornale ha trasmesso in diretta da Sanremo e Imperia, per parlare con i commercianti e far vedere al pubblico le chiusure che stavano iniziando e che, di fatto, avrebbero poi dato il via a mesi e mesi davvero difficilissimi.

Questa la trasmissione andata in onda un anno fa:

Abbiamo chiesto ad Andrea Di Baldassarre, presidente della Confcommercio di Imperia, un commento corredato da un ricordo di un anno fa: “E’ passato un anno ma sembra una ‘vita’ fa. Abbiamo vissuto uno dei momenti più drammatici della storia moderna e lo stiamo ancora vivendo. Onestamente, durante l’estate abbiamo fortunatamente vissuto una grande stagione turistica, con una ripresa nazionale e che abbiamo visto anche nella nostra provincia. Sicuramente l’Italia in genere ha dato segnali importanti in chiave sanitaria e dall’estero ci stanno anche prendendo come esempio, nonostante le tante problematiche e i dubbi che ci lasciano perplessi. Rimane la drammaticità del comparto economico, che avrà ripercussioni per anni nonostante la buona stagione che abbiamo appena trascorso. Rimango preoccupato per gli aumenti che sono in arrivo e spero che il Governo ci stia ancora più vicino di prima, nonostante sia mancato negli aiuti in quei momenti particolarmente bui”.

A un anno da quel triste giorno abbiamo voluto fare un raffronto dei crudi numeri, che però separano nettamente i due momenti legati alla pandemia Covid. I casi della nostra provincia sono passati da 809 del 26 ottobre 2020 ai 288 di oggi, praticamente un quarto. I ricoverati (che poi sarebbero aumentati nel corso dei mesi successivi) erano 53 contro gli attuali 14, tra l’altro lievemente aumentati negli ultimi giorni. L’unico dato pressoché simile è quello delle terapie intensive che, lo scorso anno erano 3 e oggi sono 2 ma, anche in questo caso lo scorso anno aumentarono decisamente a fine 2020.

Una situazione decisamente migliorata e vede, come unica differenza, la vaccinazione: “Non voglio entrare nel merito di chi è pro o no vax – prosegue Di Baldassarre - ma sono sinceramente preoccupato da chi non si vuole vaccinare e dalla contrapposizione che si è venuta a creare tra chi è favore e chi è contro. Penso che i numeri siano la risposta e che, personalmente, per la mia sicurezza e quella dei miei figli, io il vaccino l’ho fatto e lo farò se necessario”.

In questo momento, secondo lei, il vaccino sta aiutando o danneggiando le imprese come le vostre? “Sta aiutando il sistema e ci porterà a essere un po’ più liberi. L’unico problema del ‘green pass’ riguarda le aziende che hanno dipendenti, cresciuti e selezionati nel corso degli anni. Se ce ne sono alcuni che non si vogliono vaccinare, questi sono ovviamente difficili da sostituire. E’ un problema sicuramente grave e i miei dubbi sul tesserino verde rimangono solo questi”.

Un ricordo del 26 ottobre scorso: “Sicuramente terribile, equivalente a un film catastrofico. Un momento drammatico che ha messo in serie difficoltà non solo l’aspetto economico ma anche psicologico degli imprenditori. Non possiamo dimenticare la pochezza degli aiuti rispetto a quelli promessi e penso che il problema sia l’eccessiva lontananza con il comparto economico e che non bastano questi tre mesi per risorgere. Sicuramente è un ricordo che fa male, non solo dei morti per il Covid ma anche della lenta agonia dell’economia”.

Le differenze numeriche tra lo scorso anno e oggi, oltre alla buona percentuale di vaccinati fa stare più tranquilla l’economia provinciale? “Sicuramente si perché i dati ci confortano ma siamo anche preoccupati per le differenze che ci arrivano da quelli del resto del mondo. Il contagio sembra molto veloce e ci auguriamo che non ci sia una recrudescenza dei fenomeni per quello che vediamo in certe nazioni come Russia, Inghilterra, Est europeo ed altri. Noi ora viviamo in una situazione più tranquilla ma quello che accade all’estero non ci lascia tranquilli”.

(Nella gallery le foto della sera del 26 ottobre)

Carlo Alessi

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