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Politica | 19 novembre 2021, 07:11

Rivieracqua, tra i problemi ereditati da Amat contatori non a norma da sostituire per oltre 2 milioni di euro

Impianti, fognature, manutenzioni, depurazione, nel mirino della relazione che potrebbe modificare i valori della partecipata del Comune di Imperia

Rivieracqua, tra i problemi ereditati da Amat contatori non a norma da sostituire per oltre 2 milioni di euro

Amat aveva in proprietà solo alcuni impianti e immobili, tra cui i principali: il Roja bis, che dopo 20 anni di gestione sarebbe diventato in comproprietà con Amaie, la sede, i serbatoi finanziati da Obiettivo 2, l'impianto di clorazione di Capo Verde finanziato con Obiettivo 2”, inizia così la relazione sintetica, 4 fogli dattiloscritti  che il direttore tecnico di Rivieracqua Paolo Ferrari e il direttore esecutivo Valerio Chiarelli hanno inoltrato al Cda del Consorzio idrico pubblico e al direttore generale dell’azienda a proposito degli impianti trasferiti da Amat al nuovo gestore con l’indicazione degli interventi da eseguire che potrebbero avere “possibili riflessi” nei rapporti con la partecipata del Comune di Imperia, ormai cessata.  

Tutti gli altri impianti gestiti da Amat -prosegue la nota - appartengono o al Comune di Imperia, ovvero agli altri Comuni di Pontedassio, Diano San Pietro e Diano Arentino, In particolare il tubo del Roja 1 appartiene al Consorzio dei Comuni del Levante della Provincia di Imperia. o i evidenzia innanzi tutto che, dalla verifica delle capitalizzazioni, è emerso che sono state inserite alcune voci, che incidono per circa 2 milioni di euro, che a nostro parere dovrebbero sere meglio analizzate".  Si tratta sempre secondo Ferrari e Chiarellidelle riparazioni della tubazione del Roja I per 1,5 milioni di euro.  Si tratta di interventi di riparazione della condotta che, secondo il nostro parere, potrebbero essere considerati interventi di manutenzione ordinaria e, quindi, non straordinaria e pertanto non rappresentare un aumento significativo della vita utile del bene”.

Gli altri punti sui quali i tecnici pongono l’accento sono il progetto del nuovo pozzo Roja per 14 mila euro e la centrale idroelettrica per 75 mila euro. Entrambe le infrastrutture non sarebbero mai state utilizzate. In sintesi il valore del magazzino avrebbe subito un deprezzamento di  511 mila euro.   

Per quanto riguarda l’acquedotto, si rimanda alla relazione sul sistema Roja.  “Il Roja bis necessita di interventi di manutenzione atti a riparare parti ammalorate necessarie a conservarne la vita residuale del bene. L'importo per tali interventi è di circa 60mila mila euro. Al momento del trasferimento (febbraio 2021), sul Roja 1 c’era la necessità di eseguire: la riparazione 7 perdite, di cui una a mare, per un valore di circa 150 mila euro, e la a sostituzione delle valvole  per identica cifra. A tali lavorazioni va aggiunto il ripristino della protezione catodica del Roja 1 e del Roja per un importo stimabile porto è stimabile intorno ai 130 mila euro.  

“Per quanto attiene a reti e impianti: "Si rileva dallo stato di consistenza che vi sono problemi di manutenzione ordinari (pulizie, recinzioni, tinteggiature) e strutture e impianti che necessitano di interventi da quantificare nell'ordine di grandezza dei 100 mila euro". Ben più consistente la manutenzione straordinaria. Nel dettaglio la sostituzione delle addutrici delle sorgenti di Rezzo che si evincerebbe anche dai disservizi all'utenza con continui guasti che risultano in una percentuale molto superiore, "oltre il doppio di quella del bacino di Sanremo, che ha un territorio e popolazione servita maggiore".

Si evidenzia, inoltre “che una percentuale elevata di contatori installati non rispetterebbe le norme Arera che prevedono la taratura o sostituzione dopo 10 anni". Nel dettaglio risulta che circa 24mila 800 contatori, a fronte di 33.501 installati hanno oltre 10 anni. Ipotizzando un valore medio di sostituzione di 90 euro, la cifra complessiva ammonterebbe a 2.230.000 euro.

Per quanto riguarda il segmento fognatura – proseguono i tecnici - la situazione è analoga a quella dell’acquedotto.  Nel corso del periodo di gestione è stato necessario effettuare interventi di manutenzione ordinaria, per esempio pulizie di reti e vasche imputabile al precedente gestore. Per questa attività si stima un costo imputabile al precedente gestore di qualche decina di migliaia di euro”.

Segmento depurazione. L'unico impianto di depurazione gestito da Amat è quello di Diano San Pietro. Sono in corso di esecuzione da parte del Comune di Imperia i lavori per il ripristino dello scarico a mare del depuratore. Resta da ripristinare lo scarico di emergenza del, completamente non funzionante. L'impianto di spinta a mare presenta alcuni problemi sui gruppi pompa e necessita di lavori adeguamento dell'importo di circa 30 mila euro.

“A seguito della verifica dei valori del magazzino, questo deve essere decrementato di circa 50 mila euro. Infatti, il valore del magazzino di Imperia (Amat) al 31 gennaio 2021 ammontava ad 636.274 euro e, tenuto conto che nel bilancio 2019 era stato allocato un fondo svalutazione magazzino per  511.538 euro, il valore netto al 31.marzo 2021 ammonta ad euro 124.736.  

Mezzi d'opera. Non è stato possibile al momento del subentro prendere in carico i mezzi d'opera in quanto  sottoposti al vincolo dei Tribunale per la nota procedura di concordato  Da considerare, in una stima globale dei costi gestionali che l'onere derivante dall'acquisto dell'energia elettrica per il segmento fognatura risulta essere a carico del Comune di Imperia sino al momento del trasferimento degli impianti a Rivieracqua.   

Diego David

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