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Cronaca | 27 novembre 2021, 08:05

Green Pass falsi su Telegram in cambio di criptovalute: l'indagine della Finanza anche in Liguria

Promettevano l'autenticità dei codici QR grazie a presunte collaborazioni con personale sanitario. Identificata la rete dei clienti

Green Pass falsi su Telegram in cambio di criptovalute: l'indagine della Finanza anche in Liguria

Ha portato a diverse perquisizioni in tutta Italia, compresa la nostra Liguria, l'operazione condotta dagli uomini della Guardia di Finanza per sgominare un'organizzazione criminale che, sfruttando i canali social, spacciava falsi Green Pass in cambio rigorosamente di un pagamento in criptovalute corrispondenti a circa 100 euro l'uno.

L'indagine, svolta con Bot e Avatar di ultimissima generazione messi in campo anche grazie all’ausilio fornito dal team di investigazioni informatiche di Group-IB, partner tecnologico di Interpol ed Europol, combinati a un innovativo e dinamico monitoraggio “real time” della rete e all’applicazione di tecniche di indagine all’avanguardia da parte dei militari, coordinati dalla Procura di Milano col procuratore aggiunto Eugenio Fusco e diretti dai sostituti Bianca Maria Baj Macario e Maura Ripamonti, ha permesso al Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche di individuare e perquisire diversi cittadini italiani in Veneto, in Liguria, in Puglia e in Sicilia, amministratori degli account Telegram, che promettevano a numerosissimi “clienti” di fornire certificazioni autentiche con codici QR perfettamente idonei a superare i controlli.

I truffatori assicuravano l’autenticità del pass grazie a una presunta complicità di personale sanitario garantendo agli utenti la formula “soddisfatti o rimborsati”, richiedendo il pagamento del titolo rigorosamente in criptovalute (Bitcoin ed Ethereum le preferite).

Una svolta smascherati, i membri dell’organizzazione criminale hanno immediatamente ammesso le proprie responsabilità e da lì è stato possibile per le Fiamme Gialle ricostruire completamente la rete della clientela e sottoporre a sequestro i profitti illeciti in criptomoneta.

Determinante, infatti, è stato il rinvenimento sui numerosi devices degli indagati (sequestrati prima e analizzati poi) di fotografie di documenti di identità e tessere sanitarie di numerosi soggetti, referti attestanti la negatività ai tamponi naso-faringei, attestazioni false di compiacimento di clienti per i green pass contraffatti e, soprattutto, chat da cui emerge, in maniera eloquente, il subdolo modus operandi adottato dall’organizzazione criminale.

Numerosissimi gli utenti della rete che, allo scopo di eludere le norme anti contagio, oltre ad aver perso la somma pattuita, hanno anche superficialmente condiviso i propri documenti di identità, esponendosi a elevati rischi circa un utilizzo illecito degli stessi.

"L’operazione dimostra come il monitoraggio, attuato costantemente dalla Guardia di Finanza, dei settori economici resi maggiormente attrattivi dall’emergenza sanitaria e di quelli più vulnerabili a causa della recessione in atto, è fondamentale per arginare le mire espansionistiche della criminalità organizzata" spiegano le Fiamme Gialle.

Redazione

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