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Al Direttore | 20 dicembre 2021, 18:24

Imperia: scuole chiuse o aperte, una lettrice va controcorrente "Secondo me non sono da chiudere"

Imperia: scuole chiuse o aperte, una lettrice va controcorrente "Secondo me non sono da chiudere"

Una nostra lettrice, Federica, ci ha scritto in relazione alla diatriba tra chi è favore e chi contrario alla chiusura delle scuole:

“Vado contro corrente e, lette le ordinanze di chiusura delle scuole che si susseguono, chiedo ai sindaci, al Sindaco di Imperia ora anche presidente della Provincia, di tenerle aperte. L’anno scorso abbiamo vissuto l’autunno e l’inverno con coprifuoco, locali ed esercizi commerciali chiusi e scuole superiori in DAD tutto l’anno ma le scuole dell’infanzia ed elementari sono rimaste aperte anche in zona rossa, salvo quarantene di singole classi; ci siamo vaccinati e stiamo prenotando anche le terze dosi ma stando alle ordinanze la situazione sembrerebbe peggiore di quella passata o piuttosto la chiusura delle scuole è l’unico strumento che trova la politica per ovviare a un protocollo sanitario scolastico impraticabile sia per le asl che per le famiglie costrette a quarantene continue per un solo positivo senza neanche più la copertura dello smart working (ridotto dal ministro Brunetta a condizione di lavoro eccezionale)? Nel plesso elementare di mio figlio, con un’insegnante positiva, sono andati automaticamente in quarantena 40 (!) bambini nonostante mascherine, distanziamento, finestre aperte e contatto per poche ore e senza sapere se si siano contagiati o no visto che l’Asl non riesce a fare i tamponi. Se si applicasse lo stesso sistema ai centri commerciali, negli uffici pubblici o in qualunque altra attività, lo chiameremmo lockdown. Capisco i timori dei ragazzi di contrarre il Covid tra i banchi di scuola e certamente quelli che si appellano al sindaco non fanno parte dei gruppi ammassati nei locali di Oneglia che vedo mattina o pomeriggio mentre vado al lavoro e neppure vanno in palestra, al cinema o a cena con gli amici però andare a scuola è un rischio che bisogna correre ed è il loro lavoro come per noi adulti timbrare il cartellino ogni giorno. La diffusione del Covid si riduce coi comportamenti responsabili dei singoli e purtroppo su questo fronte le ordinanze possono fare poco, ridicola è la zona gialla con obbligo delle mascherine all’aperto e chiedere la chiusura delle scuole con tutto il resto aperto è un’ipocrisia, inutile per la riduzione del contagio e, anzi, potenzialmente dannosa considerato che chi lavora, in Italia, lascia i figli piccoli ai nonni, se li ha. Se la ragione fosse davvero la paura del Covid, quale situazione migliore per ridurre la convivialità natalizia e i relativi contagi se non l’isolamento dovuto a quarantena? Invece è il contrario, si reclama a gran voce la chiusura delle scuole per non rischiare di fare le vacanze reclusi in casa ma allora si abbia il coraggio di togliere anche dalla scuola il tracciamento, di fatto già abbandonato fin da agosto con l’obbligo del green pass”.

Carlo Alessi

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