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Sanità | 15 gennaio 2022, 15:23

Insonnia: cos'è e come affrontarla in modo serio

Uno studio condotto nel 2019 e pubblicato sulla rivista Scientific Reports ha registrato un aumento dei problemi relativi alla quantità e qualità del sonno nella popolazione italiana

Insonnia: cos'è e come affrontarla in modo serio

L’insonnia fa parte dei disturbi del sonno – veglia ed è caratterizzata da una riferita insoddisfazione riguardo alla quantità o qualità del sonno. Le problematiche durante il sonno notturno possono avere caratteristiche diverse: difficoltà ad addormentarsi, presenza di frequenti risvegli ed un risveglio precoce. Queste difficoltà sono considerate un vero e proprio disturbo nel momento in cui si riscontra una certa frequenza nel tempo, una compromissione nella vita dell’individuo (lavorativa e sociale) e quando non si è in presenza di fattori che possono influenzare la qualità del sonno come uso di sostanze o altre patologie mediche che possono giustificare questo tipo di sintomo.

Uno studio condotto nel 2019 e pubblicato sulla rivista Scientific Reports ha registrato un aumento dei problemi relativi alla quantità e qualità del sonno nella popolazione italiana. Dai dati emerge che il 30% degli intervistati dorme un numero insufficiente di ore. Inoltre gli studiosi hanno evidenziato che un basso livello di istruzione e un basso reddito sono associati a maggiori problemi di sonno. Anche il fumo influenza negativamente la durata e la qualità del sonno. Vi sono anche dati quantomeno curiosi in quanto si evidenzia che le coppie sposate dormono meglio e che le coppie che hanno figli piccoli hanno meno problemi di sonno rispetto a quelle con figli maggiori di 14 anni. Dormire poco e male contribuisce, in età avanzata, al declino cognitivo e oggi sappiamo che si tende a dormire meno rispetto a qualche decennio fa e soprattutto sempre più giovani non dormono in modo adeguato.

I dati possono essere molteplici ed avere più letture, ma certamente non possiamo non considerare che almeno in parte la qualità del sonno dipende dalle abitudini che abbiamo e da quanto ci prendiamo cura del “nutrimento” che arriva dal sonno. Certamente studi recenti hanno anche evidenziato come la pandemia abbia peggiorato, tra le altre cose, anche la qualità del sonno delle persone. E’ importante capire quando l’insonnia fa parte di un quadro patologico più complesso come stati d’ansia o stati depressivi, che vanno diagnosticati e curati tempestivamente. Diversamente possiamo cercare di prevenire i disturbi del sonno quando sono associati ad abitudini sbagliate e difficoltà ad affrontare ansia e paure che fanno parte della quotidianità, soprattutto in un momento storico come quello attuale.

Il sonno è fondamentale per rigenerarsi dopo le attività diurne, prendersi cura delle abitudini legate al sonno, anche quando si è più giovani, è importante per avere un alleato in più nel momento in cui la vita ci porta ad avere maggiori preoccupazioni e maggiore stress. Spesso infatti si legge che il sonno è un antistress naturale.

Per prendersi cura della nostra qualità del sonno è importante porre degli accorgimenti nel tempo che precede il riposo cercando di accompagnare il corpo e la mente verso il sonno in modo graduale. Prendere coscienza dell’importanza del sonno notturno è un fondamentale fattore per attivare tutti quei comportamenti/abitudini che riguardano la vera prevenzione.

Quando però l’insonnia arriva in modo inaspettato e non è dovuto da cattive abitudini è bene accogliere questo disagio e cercare di comprenderne il senso. A questo riguardo cito un passo tratto dal libro di Giobbe 7,13: Quando io dico:”il mio giaciglio mi darà sollievo, il mio letto allevierà la mia sofferenza”.Tu allora mi spaventi con sogni e con fantasmi, tu mi atterrisci. Ciò che inquieta è ciò che ci serve, ciò che ci fa crescere se sappiamo interpretarlo. Nel testo biblico le immagini oniriche scuotono la coscienza del dormiente, con lo scopo di spingerlo verso la propria evoluzione,  verso l’adempimento della propria perfezione custodita nel profondo dell’anima. Le trepidazioni notturne, che causano l’intermittenza della temporalità del sonno, sono causate dalle inquietudini della propria esistenza. Quando cioè l’esistere non è più un concatenarsi di fatti anonimi, ma l’insieme di eventi portatori di un significato che siamo convocati a decifrare. Qui è bene che ciascuno svolga una profonda riflessione su se stesso. Ma ciò è in contrasto con l’attitudine presente nella società contemporanea, la quale porta le persone a vivere scivolando da un’esperienza all’altra, presi tutti dalla smania di muoversi, di vivere le situazioni della vita sempre più velocemente e quindi vissute superficialmente. Durante il sonno, attraverso la magnifica esperienza del sognare, la nostra mente cerca di interpretare e di svelare il senso esistenziale e spirituale delle nostre esperienze quotidiane, guidandoci quindi verso un atteggiamento più riflessivo. Interpretare il senso del sogno diviene quindi una necessità per capire quali atteggiamenti o quali modi di pensare portano il soggetto alla deriva, o comunque verso modi di essere non corrispondenti alle vere necessità della sua vita interiore, della sua dimensione spirituale.

Proteggere il tempo dedicato al sonno quindi è fondamentale. Una corretta ecologia della temporalità del sonno diviene una necessità basilare. Rispettare il silenzio della sera, recuperandola alla sua sacralità, cercare di trovare più pace in quelle ore che precedono il riposo, e non inquinarle con troppe attività sia motorie che visive, è benefico ed indispensabile. Spegnare quindi tv e telefonini, che sono portatori di ulteriore inquietudini, oltretutto vacue,  diventa un gesto di rispetto verso noi stessi.  

                                                                                                          Drs Irene Barbruni

 

 

 

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L'Infermiere è un professionista sanitario laureato il cui compito è la somministrazione della cura, il controllo dei  sintomi e la  cultura all’ Educazione Sanitaria.

 

                                                                                                          Roberto Pioppo

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