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Economia | 17 gennaio 2022, 08:01

Oggi è la 'Giornata Internazionale della pizza italiana', la dedica di Confesercenti a tutti i maestri pizzaioli

Un piatto popolare che ancora oggi è sulle tavole di tutti gli italiani e che porta in giro per il mondo una tradizione Made in Italy, che è diffuso in tutto il Paese, che rappresenta un presidio sicuro, segno di onestà, felicità e gioia.

Oggi è la 'Giornata Internazionale della pizza italiana', la dedica di Confesercenti a tutti i maestri pizzaioli

Quella odierna è la ‘Giornata internazionale della pizza italiana’ mentre a Napoli, nei primi anni del ‘900, il 17 gennaio era anche la ‘Giornata dei pizzaioli’. Questi, infatti, cessavano di lavorare a mezzogiorno per poter trascorrere le ore pomeridiane e serali con i propri parenti.

La Confesercenti della nostra provincia vuole dedicare questa giornata a tutti gli chef, maestri d’arte che trasformano un semplice impasto di acqua e farina nel piatto più popolare della cucina italiana, aiutati dal fuoco, oggi da tanti prodotti tipici locali, capaci di evolvere una ricetta che partiva dalla classica ‘Margherita’.

La storia racconta che, nelle vie di Napoli dove è nata la pizza, alla fine del 18° secolo le pizze venivano vendute nelle bancarelle ed erano disprezzate. Erano associate alla povertà, ma tutto cambiò nel 1889, durante una visita a Napoli della regina Margherita di Savoia. Fu in onore della regina che il pizzaiolo Raffaele Esposito, creò la Pizza Margherita, il cui nome deriva proprio dalla regina.

La pizza rappresenta la bandiera italiana: il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro e il verde del basilico (un pizzico di Liguria). Fino ai primi del 1900 la pizza rimase una particolarità napoletana e, solo successivamente, iniziarono a diffondersi pizzerie in tutto il territorio italiano. Gli italiani emigrati hanno fatto il resto, portando la pizza in tutto il mondo.

Le origini della pizza sono legate a Sant’Antonio, monaco cristiano tradizionalmente associato all’elemento del fuoco e anche protettore dei pompieri, dei panettieri e degli animali. Secondo una leggenda, l’eremita sarebbe sceso nell’inferno, per strappare le anime dei peccatori alla loro condanna eterna. Lottando contro il demonio e riportando in seguito delle piaghe dolorose simili a ustioni.

Un piatto popolare che ancora oggi è sulle tavole di tutti gli italiani e che porta in giro per il mondo una tradizione Made in Italy, che è diffuso in tutto il Paese, che rappresenta un presidio sicuro, segno di onestà, felicità e gioia.

Redazione

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